Narendra Damodardas Modi, primo ministro dell'India
Narendra Damodardas Modi, primo ministro dell'India

L’India che va sulla Luna? Un successo che parte da lontano, anche se solo in questa fase di estrema visibilità il subcontinente indiano si sta guadagnando gli onori delle cronache e una messe di complimenti sperticati da parte di capi di Stato e capi di Governo che nelle ultime ore – Giorgia Meloni in primis – si sono prodigati in elogi (e proposte di collaborazione) verso l’esecutivo di Narendra Modi e la sua “inarrestabile avanzata verso il progresso”.

India, economia in crescita da tempo

Ci è voluto, insomma, l’allunaggio della missione Chandrayaan-3 per aprire gli occhi al mondo e far capire ai più attenti che l’India non è più ormai da un pezzo “un’economia emergente” come ancora oggi viene superficialmente considerata nel mainstream, ma è una superpotenza tecnologica a tutti gli effetti, in grado di competere con la Cina (a maggior ragione adesso che il Dragone è in fase calante) per la supremazia economica globale.

Come la storia insegna – è stato così per la Cina in quella rincorsa vincente sugli Stati Uniti di qualche decennio fa ben raccontata da Federico Rampini nel suo “Occidente estremo” – a dare il la alla crescita complessiva dell’India è stata l’istruzione e l’applicazione feroce allo studio dei suoi figli migliori. I quali, non a caso e non da ieri, siedono ai vertici delle più importanti aziende del pianeta, delle famigerate big tech. Qualche nome? Parag Agrawal, Satya Nadella e Sundar Pichai sono e sono stati i leader di aziende del calibro di Twitter, Microsoft e Google. La loro ascesa ai vertici delle Ott è stata direttamente proporzionale a quella del loro Paese nel panorama tecnologico globale.

Un ritorno alle radici per gli imprenditori

E – anche qui, corsi e ricorsi storici – oggi i migliori talenti indiani da esportazione, concluse le loro esperienze internazionali di studio o di business, stanno tornando in patria per mettere in piedi le loro attività imprenditoriali. Aerospazio, difesa, semiconduttori: i settori di investimento degli emigranti di ritorno si sono moltiplicati, così come le loro imprese che, va da sé, stanno dando un contributo fondamentale allo sviluppo dell’India.

Un trend positivo che non potrà non avere una spinta ulteriore dalla riuscita della missione spaziale. La scienza e la tecnologia come leve per la rinascita del Paese e soluzioni alla lotta alla povertà, questo il mantra che si sente ripetere in India ormai da un po’.

L’India e la riglobalizzazione economica

Tanto più che nel nuovo riequilibro mondiale, il Paese del governo “sovranista” di Modi sta scalando sempre più posizioni nella classifica dell’affidabilità e della fiducia. E le liason commerciali e i corteggiamenti aumentano in maniera esponenziale: per una Apple che sposta la sua produzione in India consolidando i rapporti con l’economia a stelle e strisce, c’è un Vladimir Putin che dall’altra parte lusinga e blandisce i “Brics” in chiave de-dollarizzazione.

Su quale potrà essere il futuro ruolo dell’India sullo scacchiere globale lo potranno dire solo le evoluzioni delle relazioni internazionali e della riglobalizzazione economica dei prossimi mesi. Ma una cosa è certa: la guerra in Ucraina con i suoi annessi e connessi sulla crisi mondiale dell’energia e delle materie prime, il brusco rallentamento dell’economia cinese, la stasi della Russia di Putin e l’Occidente ingessato dall’inflazione sono tutti fattori che giocano a favore di Nuova Delhi.