di Diana Daneluz

In un mondo che cambia anche il collezionismo cambia, all’insegna della libertà, della mescolanza di generi, di media e spazi espositivi e di un mercato che segue vie nuove. E dunque occorre intercettare il trend non solo ampliando l’offerta delle collezioni, dal design arrivando a una merce oggi tanto preziosa quanto rara: la meraviglia.

Con il dipartimento “Wunderkammer, Curiosities & Etnografica”, che va ad aggiungersi agli altri otto già attivi, Capitolium Art, storica casa d’arte di Brescia, con sedi anche a Torino e a Roma, casa d’aste, affidato ad un selezionatore eclettico come Giano Del Bufalo, con cui collaborano Valentina Virgili e Chiara Bellini, si è scelto di accompagnare il pubblico all’interno di una stanza segreta, tradizionalmente nata solo per pochi, ma che invece qui e oggi ospita oggetti capaci di incuriosire molti, per la loro originalità, rarità, provenienza spaziale-temporale. L’idea di diventare così punto di riferimento internazionale per il collezionismo di oggetti rari e meravigliosi nasce dall’amicizia di uno dei due titolari della Casa d’Aste, Gherardo Rusconi, con Giano Del Bufalo e si è poi sviluppata proprio grazie all’estrema competenza e capacità di meravigliarsi e meravigliare di quest’ultimo, cresciuta nel tempo grazie agli insegnamenti di suo padre, archeologo e importante commerciante d’arte,  poi con lo studio costante e la ricerca e anche attraverso il lavoro portato avanti con le sue gallerie romane e nell’interazione con musei e collezioni famose. Ne è nata una proposta di lotti «assolutamente confacente al mercato odierno» nell’esperienza che ne fanno Gherardo e suo fratello Giorgio, «un mercato, cioè, sempre più attivo verso tutto ciò che è raro e unico, e confacente alla clientela privata che, giustamente, si lascia affascinare dalle argomentazioni suggerite dai lotti presentati».

Che, nello specifico, un certo senso di straniamento in chi li guarda lo provocano eccome. O perché si tratta di oggetti oggi decisamente privi di utilità (ma perché invece un tempo sì?) come il rarissimo Kit anti-vampiro (Polonia, XIX secolo), o perché davvero mai visti primi come l’uovo gigante di Aepyornis. E molto altro ancora, viaggiando nel tempo e nello spazio, e soprattutto, si scoprirà, in Europa. Perché con i viaggi, con le grandi esplorazioni, la maggior parte degli oggetti è stata portata tra il XVIII e il XIX secolo proprio in Europa e le scoperte più soddisfacenti si fanno ancora qui, tra Italia, Belgio Francia, con quanto scovato nelle case, nelle cantine, nei depositi, di persone o collezionisti che negli anni sono riusciti a salvare le cose raccolte dai grandi viaggi dei primi esploratori. E quindi ci si può imbattere in una sirena in legno del Borneo degli inizi del XX secolo, o in scudi etiopi, marionette indonesiane, manichini in legno del Barocco italiano,  una coppia di obelischi di fine ‘800, uno Scettro Gugu delle Isole Fiji anteriore al XIX secolo ed altro, tra porcellane, metalli, tassidermie, sculture, tessuti, statue votive, pietre e una infinita varietà altra di oggettistica proveniente da tutto il mondo, e capace di suscitare quel “sentimento improvviso e gradevole di ammirazione spontanea e intensamente compiaciuta” che è la meraviglia. E che giustifica un nome: Wunderkammer. 

La Wunderkammer sta infatti proprio per ‘stanza delle meraviglie’, in ossequio ad un’usanza diffusa tra le corti aristocratiche italiane ed europee tra il ‘500 e il ‘600, una sorta di evoluzione degli studioli medievali signorili con una finalità di fruizione privata e collezionismo. L’energia che si sprigionava da quegli studioli nasceva dalla curiosità e dall’interesse a scoprire, e poi possedere, oggetti sconosciuti, diversi, esoterici, misteriosi. In una parola, meravigliosi. Cosa che stimolò la crescita e una diffusione più estesa del collezionismo, fenomeno già conosciuto nell’antichità. 

Ma, chi compra e soprattutto chi vende oggetti strani e particolari come quelli di questo dipartimento? «Il venditore tipico di oggetti come quelli presentati nelle aste di Wunderkammer – la prima, di circa 80 lotti selezionati di grande qualità, battuta lo scorso 14 novembre a Brescia e online, un successo – si trova ad esserne entrato in possesso in modo fortuito, per via ereditaria soprattutto, ma, comprendendone la valenza culturale e la rarità, reputa che soltanto chi abbia le competenze tecniche e le conoscenze specifiche possa valorizzarli». Così spiega Gherardo Rusconi, che aggiunge: «Quel venditore si rivolge quindi ad esperti in archeologia, etnografia ed arte come Giano Del Bufalo, appunto, e a strutture come Capitolium Art che, attraverso le aste e la loro diffusione internazionale, riescono a raggiungere i più appassionati collezionisti e li mettono in concorrenza».  Come funziona poi? Chiarisce ancora Rusconi: «La tipologia di merce che il dipartimento Wunderkammer propone si sposa armoniosamente con la tecnica di vendita al miglior offerente, tipica delle aste, essendo scevra da un reale prezzo di mercato. Il valore, infatti, di tali oggetti lo si può misurare soltanto in virtù dell’interesse dei bidder che trovano nell’asta il migliore campo di confronto. La percentuale trattenuta dall’intermediario sarà del 15% dal venditore e del 26% dal compratore. La grande partecipazione alle aste è inoltre fortemente favorita dall’approccio tecnologico delle vendite online che ha sempre caratterizzato Capitolium come antesignana tra le case d’asta e, naturalmente, anche dalla capacità di coinvolgimento del battitore d’asta, funzione rivestita in Capitolium anche da un’altra componente della famiglia, Mariateresa Rusconi, a sua volta responsabile del dipartimento Luxury & Vintage. L’organizzazione interna, infine, “coccola” il cliente, molto spesso straniero, e ne permette una gestione ideale dal primo contatto all’assistenza “in” e “post” asta fino alla spedizione e alla consulenza sulle normative internazionali che regolano la circolazione della merce e delle specie protette».

Ma prima ancora della quantificazione di un interesse, va compreso cosa ci sia dietro questo interesse verso opere e oggetti dalle origini etnografiche più disparate, esotiche e lontane, creati della natura (naturalia), o manufatti dall’uomo (artificialia). Come taumaturgici unicorni di narvalo, coralli e pietre preziose, oggetti tribali, armi rare, testi sacri e magici, dipinti su pietra, automi, strumenti scientifici… C’è la curiosità. Quella curiosità un po’ sopita in un mondo dove tutto è esposto, ma quello che è esposto è spesso frutto di una omologazione del gusto o di una moda, e che invece questa caotica, imprevista, imprevedibile, a volte esoterica, mai uguale, casistica di manufatti o elementi naturali unici è capace di risvegliare.  A questo proposito Giano Del Bufalo rimarca la necessità di un impegno maggiore da parte degli operatori culturali: quello a trasmettere il bello. «Il bello ha una sua struttura, che va comunicata, divulgata, nei luoghi deputati come le gallerie o le case d’asta appunto, o in altri luoghi inediti in cui andare incontro al pubblico, ma anche attraverso i media e i social. Insieme alla curiosità, appunto, verso le culture altre o a quel che resta di esse, che, comunque, ha ancora molto da insegnare a tutti noi».