cinema

I professori Silvio Bianchi Martini, Ugo di Tullio e Giacomo Rosini, docenti all’Università di Pisa, hanno condotto una ricerca e un’ analisi  sulle ricadute economiche del cinema nel economia nazionale  presentando un libro sull’argomento. A breve verrà comunicata la data di uscita.

Stando ad alcune indiscrezioni (lo studio è attualmente in corso) la ricerca ha sviluppato dati interessanti con il risultato che il sistema di ricaduta economica  della produzione di film di nazionalità italiana dedicati all’export internazionale hanno un plus valoriale in quanto oltre che al mercato locale, godono della caratteristica che la Proprietà Intellettuale (IP) rimane in capo a una  società Italiana ma soprattutto  la copertura del budget del film è generalmente coperto dal 54,5% da vendite internazionali (e quindi export)  e la differenza è coperta dalla vendita sul mercato locale e dagli incentivi nazionali  quali fondi statali (tax credit, contributi selettivi…) e regionali. Dai dati di bilancio e dalle informazioni pubbliche  del Ministero della Cultura, emerge che tra le società che  hanno creato una maggiore  ricaduta nel sistema economico italiano una  è sicuramente la Iervolino & lady Bacardi Entertainment.

Quali ricadute ha il cinema sull’economia italiana

Il secondo business model che ha una notevole ricaduta economica è quello del service, in quanto nella fattispecie c’è un produttore estero che detiene una IP e che sottoscrive un PSA (production service agreement) con una società italiana di produzione. In questo caso il budget dell’opera è coperto dal 57,5% dal produttore estero e la restante parte dai fondi statali e regionali.

Relativamente a questo modello di business, si rileva ancora una volta che la  Iervolino & Lady Bacardi Entertainment è tra le società che hanno creato una migliore ricaduta nel sistema economico italiano.

Diversamente dai modelli illustrati sopra, quando si prende in considerazione il sistema produzione italiana per il mercato italiano, le società di produzione coprono il proprio budget con il 45% circa di fondi  statali e regionali,  e la restante parte da fondi proventi da broadcaster come ad esempio Rai, Mediaset e Sky. Ovviamente ci sono anche film italiani di grandissimo valore che superano i confini nazionali ed hanno un successo internazionale quali, ad esempio: “La vita è bella”, “La grande bellezza”, “Io capitano”, “C’è ancora domani”.