Liberi professionisti, nasce il primo network per l'internazionalizzazione
Gaetano Stella

Il rilancio passa attraverso i liberi professionisti. È questo il nocciolo della partnership siglata tra Confprofessioni e l’Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – nel corso di un webinar dal titolo «Rilanciamo l’internazionalizzazione del Made in Italy», organizzato da Apri Europa, società di Confprofessioni dedicata all’internazionalizzazione dei servizi professionali, in collaborazione con Sace Simest, punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Sono più di 120 mila le imprese italiane che esportano nei mercati internazionali (l’80% delle quali sono piccole imprese che sviluppano un fatturato export di circa 250 mila euro)  e rappresentano il 31% del Pil del Paese. Un trend in costante crescita negli ultimi dieci anni, ma che oggi deve fare i conti con gli effetti della pandemia. Se infatti tra il 2010 e il 2019 il valore delle esportazioni italiane è passato da 337 a 475 miliardi di euro, gli analisti hanno stimato una contrazione del Pil italiano che oscilla tra il 9,2 e l’11,2%  per il 2020, ma in uno scenario di crisi globale è stato calcolato che un rallentamento di 4/5 punti percentuali del prodotto interno lordo tedesco, il più importante partner commerciale dell’Italia, causerebbe al nostro Paese un buco di 10 miliardi di euro.

Per fronteggiare la situazione il Governo e il ministero degli Esteri lo scorso 8 giugno hanno sottoscritto il Patto per l’export (coinvolgendo tutte le agenzie governative a supporto delle esportazioni: Sace, Simest e Ice,  la Cassa depositi e prestiti, la Conferenza delle Regioni) che stanzia circa 1,4 miliardi di euro per rafforzare gli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese italiane e per finanziare azioni di promozione sui mercati esteri. E in questo solco, si muove la partnership tra Confprofessioni e  l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La parola d’ordine è “fare sistema”, facendo leva sull’expertise dei professionisti che lavorano al fianco delle imprese per stimolare ulteriormente il processo di internazionalizzazione delle pmi, spesso legate in committenza di filiera o nei distretti produttivi con una spiccata vocazione all’export.

«Il ruolo dei professionisti a supporto dell’internazionalizzazione diventa oggi più che mai cruciale per agevolare e accompagnare la ripresa delle imprese italiane sui mercati globali» afferma il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Possono infatti svolgere quella funzione di traino e di collante, ma anche di valore aggiunto per promuovere cultura e sensibilità sui temi del made in Italy e contribuire quindi a sostenere la nostra economia».

Secondo Roberto Lungo, direttore generale dell’Agenzia Ice «la partnership con Confprofessioni, che rappresenta un’importante polo economico-sociale del Paese, costituisce, con il suo potenziale di crescita, un ulteriore tassello per il rilancio del Made in Italy.  In base al nostro accordo l’ICE si impegna a collaborare per l’attuazione di azioni comuni a favore dei professionisti italiani per sostenerli e aiutarli insieme alle aziende loro clienti, nell’accesso ai mercati esteri. Fra le diverse attività di supporto, la fornitura, a tariffe agevolate, di servizi o pacchetti di servizi, quando non gratuiti, ai professionisti interessati ai mercati esteri. L’internazionalizzazione dei servizi professionali – ha proseguito Luongo –  che spaziano dall’economia al diritto, dall’ambiente alla sanità, dall’arte all’archeologia, oggi più che mai appare di fondamentale importanza per supportare la ripresa economica del nostro Paese».

La partnership rappresenta un primo passo per la creazione di un network di professionisti specializzati nell’internazionalizzazione e nella promozione del made in Italy. In autunno verrà realizzato un master che, come spiega Luigi Alfredo Carunchio, presidente di Apri Europa mira a formare i professionisti che scelgono di lavorare per lo sviluppo dei mercati esteri. «Confprofessioni, attraverso Apri Europa, metterà a disposizione di tutti i liberi professionisti e dei loro clienti un servizio specifico per il supporto all’internazionalizzazione e per l’incentivazione dell’export, fungendo da punto di contatto tra i professionisti italiani e le aziende che guardano a nuovi mercati».