L’Europa viva di dieci italiane a Bruxelles

Dieci ritratti di donne italiane a Bruxelles: le loro storie, i loro sorrisi e le loro differenze, il loro rapporto di amore-odio per le istituzioni dell’Unione europea, la passione e l’energia ma soprattutto la serietà professionale con cui affrontano le diverse attività che svolgono, tutte in qualche modo legate al progetto europeo. Sono il campione di un mondo femminile formato da migliaia di italiane di tutte le età e formazioni, che nella città simbolo dell’Europa sono particolarmente attive e determinate a fare andare meglio le cose nel loro continente, consapevoli delle difficoltà e della crisi che sta attraversando ma anche delle potenzialità che il progetto comune continua ad avere. Sono poliglotte, cosmopolite, allegre e divertenti e si contrappongono a quell’idea di una Bruxelles grigia e inutile che prevale nella propaganda populista ed euroscettica. Attive nel mondo dell’associazionismo, della comunicazione, della cultura, della politica, degli affari e delle istituzioni, le italiane d’Europa lavorano sodo ogni giorno, anche se non sempre con la soddisfazione che meriterebbero e spesso anche in disaccordo con il funzionamento della macchina comunitaria e con le sue scelte politiche, quelle stesse che contribuiscono ad allontanare la gente dal progetto europeo. Si raccontano in un libro pubblicato da Textus, e nato da un’idea della co presidente dei Verdi europei, Monica Frassoni, ex eurodeputata. Era in volo con molte altre “europee” sull’aereo che le riportava a Bruxelles dopo che avevano partecipato a vario titolo alle celebrazioni per i 60 anni del trattato di Roma, nella primavera del 2017. Dalla discussione “in quota”, sorvolando le Alpi ancora un po’ innevate, è emersa in quella occasione, per poi essere approfondita in successivi incontri, la preoccupazione per un clima, non solo in Italia, di crescente insofferenza nei confronti dell’Europa, assieme all’esigenza di fare emergere anche i suoi aspetti positivi, oltre che le prospettive di rinnovamento di istituzioni un po’ ingessate. Ed è nato “Europee”.