voto banconote

L’euro cambia volto, ma non rinuncia alla carta. Mentre i pagamenti digitali conquistano una quota crescente delle transazioni quotidiane, la Banca centrale europea prepara la nuova generazione di banconote e, nello stesso tempo, ribadisce il ruolo strategico del contante. Non è soltanto un’operazione grafica: dietro la scelta dei nuovi biglietti si intrecciano politica monetaria, autonomia europea nei pagamenti e sviluppo dell’euro digitale. La BCE ha sottoposto ai cittadini dieci proposte e il sondaggio resterà aperto fino al 21 settembre 2026. La decisione finale sul disegno è attesa entro la fine dell’anno.

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Dieci progetti per ridisegnare l’euro

La competizione entra ora nella fase decisiva. Le dieci proposte finaliste ruotano attorno a due temi, “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”, scelti per rappresentare rispettivamente l’identità comune del continente e il suo patrimonio naturale. Al concorso europeo erano arrivate oltre 1.200 candidature e 25 grafici erano stati ammessi alla fase progettuale; una giuria indipendente di 21 esperti ha poi individuato i finalisti. Il voto popolare avrà un peso nel processo, ma non sarà vincolante: il Consiglio direttivo terrà conto anche della valutazione tecnica e del giudizio della giuria.

Nove milioni di voti, il contante resiste

La partecipazione ha assunto dimensioni molto superiori alle precedenti consultazioni: secondo Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, oltre 9 milioni di persone hanno già espresso la propria preferenza. Ma il dato economicamente più significativo riguarda ciò che resta nei portafogli: nell’area dell’euro circolano più di 31 miliardi di banconote, per un valore superiore a 1.600 miliardi di euro, con una crescita annua intorno al 3%; le monete in circolazione superano i 150 miliardi di pezzi. Numeri che, secondo Francoforte, mostrano come la digitalizzazione non abbia cancellato la domanda di contante.

La doppia strategia della BCE

La difesa del contante procede infatti insieme alla costruzione dell’euro digitale, non contro di essa. L’obiettivo della BCE è mantenere accessibile la moneta di banca centrale anche quando il pagamento passa dallo smartphone o da una piattaforma online, affiancando così alla forma fisica una versione elettronica. Francoforte punta a essere pronta per una possibile emissione entro il 2029, a condizione che il quadro legislativo europeo necessario venga approvato nel 2026; attività pilota e prime operazioni potrebbero cominciare già dalla metà del 2027.

L’autonomia europea

Dietro banconote ed euro digitale c’è infine una questione più ampia: chi controlla le infrastrutture attraverso cui gli europei effettuano i propri pagamenti. La BCE considera l’autonomia strategica una delle ragioni centrali per sviluppare una moneta digitale pubblica europea, in un mercato nel quale una quota crescente degli acquisti passa attraverso strumenti elettronici e operatori privati. Il progetto punta quindi a preservare la libertà di scelta tra moneta fisica e digitale e, contemporaneamente, a ridurre la vulnerabilità europea rispetto a infrastrutture di pagamento esterne. Non si tratta di sostituire le banconote, ma di costruire due canali complementari attraverso cui continuare ad accedere alla moneta della banca centrale.