Gli ultimi giorni del 2022 hanno visto le commissioni tecniche impegnate nell’analisi della bozza della nuova Legge di Bilancio per l’anno 2023. Molte novità e modifiche vertono intorno alla nuovissima veste del regime forfettario e alla “riesumata” flat tax.

Flat tax incrementale, come funzionerà

Una flat tax innovativa, secondo il Governo, che sconta un’aliquota pari al 15% per una parte dei redditi definiti “extra” la cui determinazione avviene sul confronto tra i redditi dei 3 anni precedenti rispetto al reddito corrente (attenzionato il valore più alto dei 3 anni precedenti).

Se il reddito corrente è maggiore in misura del 5%, tale maggiorazione è definita “extra reddito” e sconta quindi un’aliquota pari al 15%. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità, le opportunità e gli ostacoli di questa nuova tassazione.

Introduzione di nuovi limiti di fatturato

Innanzitutto, è il caso di riassumere, assieme alle novità introdotte, alcuni ostacoli di natura operativa:

  • Innalzamento dei ricavi incassati da 65.000 a 85.000 euro per il mantenimento del regime forfettario;
  • Passaggio al regime ordinario semplificato l’anno successivo qualora il soggetto abbia conseguito ricavi incassati compresi tra 85.001 e 100.000 euro;
  • Passaggio al regime ordinario semplificato in corso di anno nel caso in cui il soggetto abbia conseguito ricavi incassati per un importo superiore a 100.000 euro.

Nuova Flat tax, esempi concreti

Per capire meglio vediamo alcune evidenze empiriche (che tuttavia non considerano delle clausole di esclusioni presenti nel D.L 190/2014 c. 54 a c. 89).

Se Roberta durante il 2023 consegue un fatturato incassato pari ad 84.000 euro nell’anno 2024 per lei permane il regime forfettario.

Se Alfredo durante il 2023 consegue un fatturato pari a 95.000 euro ed un fatturato incassato pari a 74.000 euro, nel 2024 anche per lui permarrà il regime forfettario.

Se Loredana durante il 2023 conseguirà un fatturato incassato pari a 95.000 euro, nel 2024 il regime a lei attribuito sarà il regime ordinario semplificato.

Se Alfio, ad ottobre 2023 conseguirà un fatturato incassato pari ad 110.000 euro, sia per l’anno 2023 che per l’anno 2024 il regime a lui attribuito sarà il regime ordinario semplificato.

Nuovi limiti di fatturato e conseguenze ai fini IVA

L’introduzione delle nuove soglie valoriali porta con sé elementi contabili e fiscali importanti che i titolari di partita IVA devono senz’altro attenzionare:

  • Innalzamento della franchigia IVA (i soggetti non sono tenuti alla tenuta dei registri Iva in contabilità semplificata o ordinaria) per i soggetti con un volume di fatturato incassato pari a 85.000 euro. Il soggetto anche l’anno successivo potrà godere di tale franchigia;
  • Innalzamento della franchigia IVA (i soggetti non sono tenuti alla tenuta dei registri iva in contabilità semplificata o ordinaria) per i soggetti con un volume di fatturato incassato compreso tra 85.000 e 100.000 euro. Il soggetto nel corso dell’anno godrà ancora della franchigia, l’anno successivo invece diverrà soggetto passivo IVA;
  • Decadimento della franchigia IVA in corso d’anno per i soggetti che conseguono un volume di fatturato incassato superiore a 100.000 euro. Il soggetto nel corso dell’anno diverrà quindi soggetto passivo IVA.

Fatture sopra i 100mila euro, nuovi limiti temporali

“Il regime forfettario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie indicate al comma 57”: con l’introduzione della bozza di legge di Bilancio, questa norma fa cessare il mantenimento del regime agevolato se nel corso dell’anno si superano ricavi incassati per un importo superiore ad 100.000 euro.

Infatti: “La disposizione della lettera b) del presente articolo modifica, altresì, il successivo comma 71 per prevedere l’ipotesi di cessazione del regime forfettario dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti sono superiori a 100.000 euro; per espressa previsione normativa, è dovuta l’imposta sul valore aggiunto relativa a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del già menzionato limite. Per il periodo d’imposta in cui i ricavi o i compensi superano il limite di 100.000 euro, il reddito è determinato con le modalità ordinarie”.

Gestione delle ritenute e applicazione IVA

La modifica del sopracitato comma, solo per una determinata casistica di soggetti, porta con sé ostacoli operativi per i quali l’Agenzia delle Entrate deve ancora fornire chiarimenti. Nello specifico:

  • Applicazione operativa in relazione all’IVA: molto spesso si verifica un discostamento tra l’emissione della fattura e la data di incasso della stessa;
  • Gestione operativa delle ritenute: se il soggetto passa in regime ordinario semplificato in corso d’anno può agire come sostituto di imposta, unito a ciò (nei casi previsti dalla legge) tutte le sue fatture diverrebbero documenti fiscali con esposizione di ritenute a titolo di acconto IRPEF (20%) oppure con ritenute d’agenzia, sempre rilevanti ai fini IRPEF (11,5%).

Gli approcci utilizzabili per la gestione operativa della contabilità nel caso in cui il soggetto divenga ordinario semplificato in corso d’anno risultano essere due:

  • applicare uno storno integrale di tutte le fatture emesse in regime forfettario e riemettere tutte le fatture con applicazione dell’IVA ed esposizione di ritenuta;
  • introdurre il soggetto come soggetto passivo esclusivamente al superamento del regime agevolato (approccio del “prima e dopo”).

Ambedue sono soluzioni non definitive che portano con sé problematiche interpretative ed operative.

Storno integrale, i limiti del metodo

Oltre agli adempimenti operativi (emissione delle note di credito) a cui il soggetto è tenuto ad adempiere, il neo-soggetto passivo IVA rischierebbe di perdere il beneficio all’opzione della detraibilità IVA in sede di prima liquidazione.

Se infatti il soggetto gode del regime agevolato fino al raggiungimento del fatturato incassato pari ad 100.000 euro, i costi non vengono in alcun modo contabilizzati e presi in considerazione né ai fini di una deduzione analitica né ai fini della detraibilità IVA.

Medesima problematica anche ai fini della gestione delle ritenute. Nel nuovo ciclo di fatturazione attivo, successivo allo storno integrale, il soggetto in regime ordinario semplificato dovrebbe esporre la ritenuta d’acconto come da normativa e regolare una questione di flusso di cassa con i clienti. Gli stessi infatti avranno effettuato il pagamento totale della fattura emessa al lordo di eventuali ritenute ed in franchigia di IVA (sulla base del regime forfetario) e si ritroveranno ora ad integrare il pagamento per l’IVA imponibile esposta nel nuovo ciclo di fatturazione e la trattenuta della ritenuta d’acconto con aggravio di interessi e sanzioni.

La problematica risulta essere chiaramente quella legata alla compliance ovvero quali quadri compilare all’interno del modello dichiarativo assoggettando l’intero reddito a tassazione ordinaria ovvero Irpef.

Valore pro quota mensile fatturabile

L’introduzione dei nuovi limiti in termini di fatturato incassato, chiaramente, ha ampliato la platea dei soggetti che potranno beneficiare della nuova versione del regime agevolato.

Tale ampliamento è da intendersi sia per i soggetti aderenti al periodo di imposta del 2022 (quindi quello attualmente in corso) che per i futuri anni a venire.

L’innalzamento dei limiti porta con sé anche l’innalzamento del valore pro-quota mensile fatturabile in caso di apertura di una posizione fiscale in corso d’anno.

A titolo esemplificativo: senza le precedenti modifiche il valore pro-quota fatturabile mensile era pari ad 5.416 euro circa, ora con tale innalzamento l’importo passa a circa 7.083 euro. Tale valore è collegato non solo al tetto massimo di fatturato incassato annuo, ma per il primo anno, anche ai giorni di effettiva apertura della posizione IVA.

Permanendo le norme attuali, aprendo una posizione IVA in corso di anno – ad esempio il 1° novembre – non è possibile – ai fini del mantenimento del regime agevolato – fatturare ed incassare più di 11.041 euro [65.000 / 365 x (30+31)].                                              Applicando invece la nuova normativa, passiamo ad un valore di 14.438 euro [85.000 /365 X (30+31)].

Irpef abbattimento sostanziale

Tale modifica incentiva quindi tutti i soggetti che hanno avviato un’attività senza essersi precedentemente regolati nello strutturarsi, in quanto il rischio di cambio regime è chiaramente contenuto.

Permane ovviamente la perdita del regime agevolato in caso di superamento del limite massimo di fatturato incassato. Nel caso delle vigenti norme il regime si perde con decorrenza 1° gennaio dell’anno successivo, nel caso delle nuove norme in approvazione il regime si perderebbe nello stesso anno in cui il contribuente superasse il limite massimo di fatturato incassato.

Allo stato attuale inoltre (con le nuove aliquote IRPEF introdotte dalla nuova Legge di Bilancio) un contribuente in regime ordinario semplificato assoggettato quindi a tassazione ordinaria ovvero Irpef, avente un reddito imponibile pari o inferiore ad 40.000 euro, sconta un’aliquota Irpef media pari al 27,6%. Alla luce della nuova riforma, se vengono rispettati tutti i requisiti di accesso, e gli extra-redditi risultano essere quelli derivanti dal terzo scaglione Irpef (valore quindi compreso tra 28.000 e  40.000 euro) sconta un’aliquota pari al 21%, ovvero un abbattimento sostanziale.

Tale opportunità viene chiaramente enfatizzata nel caso in cui si considerino eventuali detrazioni e deduzioni a carico del soggetto titolare dei redditi stessi, unito alla possibilità di deducibilità analitica dei costi correlati alla posizione Iva stessa.

Regime forfettario e flat tax, più spese per gli utenti

Questa revisione dell’attuale regime forfettario e l’introduzione della riesumata “flat tax” amplia sicuramente il bacino di utenti che potranno beneficiare delle agevolazioni fiscali, ma interrompe in modo netto il percorso verso la semplificazione burocratica iniziato nel 2014 con la creazione del regime forfettario stesso.

L’introduzione dei nuovi limiti di fatturato e temporali ravvisa una serie di problematiche operative i cui scenari ipotizzabili gravano in modo importante non solo sul contribuente e sul professionista dal punto di vista procedurale, ma anche finanziario dato un probabile aumento del costo di gestione della tenuta della contabilità e dei dichiarativi.

Sistema fiscale, ci sarà più equità

Sicuramente questa manovra porta con sé anche la possibilità di eliminare e contenere alcune delle distorsioni presenti attualmente nel sistema fiscale italiano derivanti dall’applicazione dell’attuale regime forfetario. Si pensi ad un soggetto che apre partita Iva con applicazione del regime agevolato e aliquota start-up ovvero del 5%. Lo stesso fattura 300.000 euro e nel corso del medesimo anno chiude la sua posizione fiscale.

Tale contribuente ha superato la soglia massima di fatturato incassato previsto dalla normativa, ma per l’anno in corso rimane assoggettato all’aliquota del 5%, creando iniquità nel sistema fiscale stesso.

Con l’introduzione della nuova normativa invece questo elemento distorsivo viene eliso generando, nonostante le complicanze operative e procedurali, maggiore equità al sistema stesso.

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Milanese, classe 1985, dal 2011 è consulente fiscale e previdenziale specializzata in diritto tributario e inquadramenti fisco-previdenziali, esperta di startup e delle discipline che regolano il mondo del lavoro autonomo. Under 40, ha fondato e gestisce realtà affermate di consulenza con un approccio rivoluzionario, smart e veloce, capace di leggere e anticipare un mercato del lavoro in continua evoluzione. Ha ideato il primo player digitale italiano per ottenere supporto su servizi di welfare ed è esperta in numerosi campi ancora inesplorati o che registrano vuoti normativi: dalle nuove professioni legate al digitale al diritto d’autore su piattaforme online come Twitch, Onlyfans & YouTube; dagli NFT alle Crypto, fino alla regolamentazione del Metaverso. È fondatrice di CSI | Consulenza & Servizi Integrati SRLS, società di servizi professionali di consulenza fiscale e previdenziale, gestione burocratica per business. Attualmente Senior Tax Expert in Fiscozen Spa, startup innovativa e fintech che sta rivoluzionando l'apertura e la gestione di partite iva e relativi adempimenti per persone fisiche, è inoltre responsabile del progetto Fiscozen Futuro.