Calendario fiscale ecco cosa bisogna rifare
Marco Cuchel, presidente Anc

“Nella legge di Bilancio ci sono diverse cose positive come la riduzione della seconda aliquota Irpef, la detassazione dei premi di produttività e dei rinnovi contrattuali per i lavoratori dipendenti, poi c’è la rottamazione quinques che sicuramente da un po’ di respiro a chi ha pendenza con l’erario anche se ci aspettavamo una platea più larga dei beneficiari. Ci sono anche criticità come, ad esempio, il fatto che i professionisti si vedono bloccati i pagamenti della PA anche se hanno piccole pendenze contributive e di carattere fiscale, l’impossibilità di rateizzare le plusvalenze da cessione dei beni strumentali che creerà problemi di liquidità alle aziende così come l’introduzione della tassazione dei bonifici tra imprese. Situazioni che vanno a complicare il sistema già molto ingolfato, mentre noi chiediamo semplificazioni”. Lo ha dichiarato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione nazionale commercialisti, nel corso del Convegno nazionale “Fisco e professione: le aspettative per l’anno appena iniziato”, promosso dall’Anc, che si è svolto all’hotel Quirinale di Roma.
Alla platea di professionisti il messaggio del ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone: “Il governo guarda con grande attenzione al mondo delle professioni ordinistiche, una vera eccellenza del nostro Paese. Milioni di professionisti con il loro lavoro quotidiano rendono più efficace il rapporto tra Stato e cittadini, tra le regole e la loro concreta applicazione. Numerosi progetti vedono impegnati l’Esecutivo e il Parlamento a partire dal cantiere della riforma della disciplina delle professioni ordinistiche. L’intervento servirà a modernizzare gli ordinamenti e a dare ai professionisti strumenti più adeguati a esercitare la professione. In questo contesto, aspetti centrali sono le garanzie dell’equo compenso e il rafforzamento delle tutele. Poi c’è da affrontare il tema del divario di genere e sulla riduzione del gender gap e sulla sicurezza sul lavoro”.

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Secondo Luca Asvisio (presidente dell’Odcec di Torino): “Tutti gli anni la presentazione della Legge di Bilancio porta novità e lavoro per gli studi. Sicuramente la riproposizione di alcune normative legate ‘rottamazione’ e trasformazioni agevolate sono importanti anche se ci aspettavamo qualcosa in più sulla riduzione del contenzioso tributario. Qualche norma pur partita con buona possibilità soprattutto quelle legate ai premi ai dipendenti sembrano interessanti ma poi scontano livelli di economicità abbastanza ridotte. In ogni caso vediamo un Paese che sta lavorando in maniera importante per il proprio futuro”. Perplessità ha espresso Giovanni Battista Calì (numero uno dell’Odcec Roma): “Questa legge è molto ristretta sia per i mezzi messi in campo che per il grado di innovazione. Parliamo di ritocchi e norme di dettaglio e come tali le dobbiamo accettare e applicare.

Cauta Marcella Caradonna, presidente Odcec Milano: “Come ogni anno ci troviamo di fronte a uno scenario complesso. Le risorse sono poche, le richieste sono tante, e quindi bisogna vedere da che parte tirare la coperta corta. Ci sono delle novità da studiare, alcune più piacevoli altre un po’ meno per i contribuenti, ma era fisiologico. Non ci aspettavamo miracoli”.

Per Mario Civetta, già presidente dell’Odcec di Roma: “Serve una maggiore semplificazione e anche una maggiore attenzione alle richieste dei professionisti sul territorio, in particolare per ciò che riguarda la costruzione di un rapporto costruttivo quotidiano con l’Agenzia delle Entrate. In questi anni si è fatto tanto ma serve fare di più.

Critico Gerardo Longobardi, past president del Cndcec: “Non credo che la legge di Bilancio 2026 porti delle rivoluzioni copernicane a favore della professione. Continua a esserci un sistema fiscale improntato non più come prevede la nostra Costituzione al sistema della progressività. C’è la Flat Tax, la pianificazione fiscale concordata aggiustata perché ci si è accorti che così come era stata formulata avvantaggiava molti e penalizzava l’erario. Sarebbe più opportuno parlare di una normativa di secondo livello e del dialogo con l’amministrazione finanziaria. Abbiamo sempre avuto delle interlocuzioni face to face a tutti i livelli territoriali con l’Agenzia delle Entrate con dei confronti diretti e immediati: ora è venuta meno questa possibilità”.

Luci e ombre per Marco Natali, presidente di Confprofessioni: “La nuova legge di Bilancio incide su alcuni aspetti positivi: bene la tenuta dei conti pubblici perché era fondamentale che i conti venissero messi sotto controllo. Bene l’attenzione che è stata data alle libere professioni per quanto riguarda l’Stp, bene l’attenzione ai professionisti per quanto riguarda la partecipazione a quelli che sono gli incentivi per lo sviluppo e l’incentivazione tecnologica. Ma ci sono delle ombre, perché si parla di riduzione delle imposte e della riduzione dell’aliquota ma si tratta di cifre residue e irrisorie. In contropartita si impedisce la deduzione degli oneri deducibili; quindi, da un lato di si riducono le imposte e dall’altro i contribuenti e anche noi professionisti sono quelli che pagano di più. Servirebbe una riduzione fiscale ampia che mettesse ordine nella miriade di riduzioni, deduzioni, contributi e oneri abbassando davvero la pressione fiscale tagliando via questa giungla che costa in controlli e verifiche. Basterebbe tagliare via le agevolazioni e ridurre l’aliquota. Sarebbe una cosa semplice e andrebbe a vantaggio di tutti”.

La sintesi finale è stata affidata a Enrico Terzani, presidente Odcec Firenze: “La nuova legge di bilancio è caratterizzata da tre elementi fondamentali: la rottamazione quinques con una possibilità di rateizzazione molto più lunga delle precedenti con 54 rate bimestrali che aiutano i contribuenti; altro elemento è la riduzione della seconda aliquota irpef che consentirà un piccolo risparmio per i contribuenti; maggiori criticità ci sono per ciò che riguarda l’abrogazione della possibilità di spalmare le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni strumentali”.