Nell’edizione 2026 di “Economy-RSM Award. Legalità e Profitto”, l’evento organizzato a Roma da Economy Group con il patrocinio del Senato della Repubblica, istituzioni, imprese e mondo dell’informazione si sono confrontati su una delle sfide più decisive per il sistema economico italiano: trasformare la legalità da semplice principio etico a vero fattore competitivo. Al centro dell’iniziativa il ruolo delle aziende che investono in trasparenza, correttezza e responsabilità, in un contesto economico in cui il rispetto delle regole viene sempre più considerato una leva strategica per favorire crescita, accesso al credito, qualità del mercato e rapporti più efficienti con la pubblica amministrazione. Un confronto che ha intrecciato temi economici, istituzionali e sociali, rilanciando il dibattito sul valore concreto del rating di legalità per il tessuto produttivo del Paese.
Ad aprire i lavori è stato Sergio Luciano, che ha richiamato il costo economico e sociale della corruzione, sottolineando come questa “deformi i prezzi”, abbassi la qualità dei servizi e alteri le dinamiche concorrenziali. Nel suo intervento il direttore di Economy Group ha evidenziato la necessità di rafforzare il valore del rating di legalità, affinché non resti un riconoscimento simbolico ma si traduca in vantaggi concreti per le aziende virtuose.
Secondo Luciano, il sistema economico e istituzionale non riconosce ancora pienamente il valore delle imprese che investono in trasparenza e correttezza. Da qui la richiesta di misure più incisive: priorità nell’accesso al credito, premialità reali nei bandi pubblici e procedure più rapide nei rapporti con la pubblica amministrazione. Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il ruolo delle stazioni appaltanti, chiamate a “percepire, recepire e misurare il valore del rating di legalità” per renderlo realmente efficace nei processi di selezione.
Nel corso del suo intervento Luciano ha anche richiamato una storica copertina dell’Espresso del 1955 dedicata alla corruzione politica, osservando come alcuni problemi strutturali del Paese non siano mai stati affrontati con sufficiente determinazione. A suggellare il senso dell’iniziativa, la citazione dello scrittore Corrado Alvaro: “La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile”. Una frase scelta come monito e, allo stesso tempo, come chiave di lettura dell’intero evento.
A seguire, Antonio De Paoli, Senatore Questore della Repubblica Italiana, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il sistema produttivo nazionale, definendola “un segnale di forte fiducia per l’intero Paese”. Nel suo intervento il senatore ha evidenziato come trasparenza, rispetto delle regole e crescita economica non siano elementi in contrapposizione, ma parti integranti di uno stesso percorso di sviluppo sostenibile. “Valorizzare le eccellenze italiane che si sono distinte in questo percorso virtuoso” significa, ha osservato, rafforzare un modello d’impresa capace di coniugare responsabilità, competitività e risultati economici.
Tra gli interventi più attesi, il collegamento di Mara Bizzotto, sottosegretaria di Stato al Ministero delle imprese e del made in Italy. La senatrice ha voluto portare il proprio sostegno all’iniziativa e alle imprese premiate, definendo fondamentale il lavoro di chi valorizza le aziende che rispettano le regole.
Nel suo intervento ha posto l’attenzione sul rischio di dare per scontata la legalità nel sistema produttivo, osservando come oggi il dibattito pubblico si concentri soprattutto sulla sostenibilità ambientale, trascurando talvolta il tema del rispetto delle regole. Bizzotto ha sottolineato l’importanza di dare visibilità alle imprese che investono concretamente in legalità e sicurezza.
Particolarmente intenso il passaggio dedicato alla sicurezza sul lavoro. La sottosegretaria ha ricordato il “triste rituale” della lettura settimanale dei nomi delle vittime sul lavoro in Senato, richiamando l’urgenza di promuovere una cultura imprenditoriale fondata sulla responsabilità. In un contesto internazionale definito “delicato dal punto di vista geopolitico ed economico”, Bizzotto ha concluso indicando nella lotta alla corruzione e alla concorrenza sleale una priorità condivisa da istituzioni, imprese e mondo dell’informazione.















