BANK OF CHINA BANCA DELLA CINA FILIALE FILIALI

I dati usciti lunedì scorso hanno mostrato che la crescita economica della Cina ha rallentato molto nell’ultimo trimestre, e che dunque la comunicazione istituzionale del paese è stata troppo compiacente con se stessa. La Cina è stata la prima grande economia a rimbalzare dopo lo scoppio della pandemia, e una delle poche che è effettivamente riuscita a crescere di nuovo nello stesso 2020. Ma il paese non è riuscito a mantenere il ritmo per un paio di motivi. Per cominciare, le vendite al dettaglio sono cresciute al ritmo più lento da oltre un anno, dopo che una nuova serie di blocchi anti-pandemia ha fermato la spesa degli acquirenti.

Il crollo dei prezzi immobiliari

E per un altro motivo, gli investimenti in proprietà immobiliari – un settore che si stima costituisca più del 20% dell’intera economia – sono scesi di quasi l’8% lo scorso trimestre, probabilmente a causa degli effetti persistenti della repressione del governo dello scorso anno. Tutto sommato, l’economia cinese è cresciuta solo del 4% lo scorso trimestre rispetto allo stesso periodo del 2020 – ben al di sotto del 6,5% dell’anno prima.

Pechino taglia i tassi d’interesse

Questo ha spinto la banca centrale cinese ad entrare in azione: lunedì scorso ha annunciato di aver tagliato il tasso di interesse del paese per la prima volta in quasi due anni, riducendo il costo del denaro e incoraggiando così i consumatori a uscire e spendere. Questo, quando la maggior parte delle principali economie stanno pensando di aumentare i tassi per tenere sotto controllo l’inflazione. Ma questo è l’ultimo dei problemi della Cina in questo momento: i prezzi al consumo nel paese sono aumentati meno del previsto 1,5% il mese scorso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e molto meno del 7% dell’America.

La minaccia della variante Omicron

Rispetto a tutto questo, gli analisti della Goldma Sachs paventano che in Cina la variante Omicron – la cui trasmissibilità rende la sua diffusione più un “quando” che un “se” – potrebbe trascinare l’economia del paese ancora più giù. Infatti, la banca d’investimento ha tagliato le sue previsioni per il 2022 per la crescita della Cina dal 4,8% al 4,3% la scorsa settimana.