I dati globali sulle modalità di pagamento dicono che l’Italia è tra gli ultimissimi posti nella classifica nell’uso di soluzioni digitali. Gli italiani restano fedeli ai contanti, con un inevitabile impatto sui costi. E sull’ambiente.
Lo studio sottolinea l’importanza della riduzione della modalità standby dei terminali del 50%. Questa scelta abbasserebbe l’impronta ambientale delle transazioni con carte di debito dell’11%
Questo ultimo aspetto è al centro di uno studio olandese, commissionato da De Nederlandsche Bank e analizzati per SumUp da Rete Clima, ente no profit che promuove azioni di Csr e di sostenibilità per le organizzazioni.
Lo studio ha analizzato l’impatto ambientale dei due diversi sistemi di pagamento in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si celebra il 5 giugno.
Per quanto riguarda il pagamento in contanti, l’impatto ambientale di ogni transazione è pari a 4,6 g di Co2 equivalenti (Co2e). L’impatto è dovuto in particolare alla fase di produzione delle monete (32%) e a quella operativa (64%). Esercizio degli sportelli automatici e trasporto di monete e banconote sono i responsabili del 64% del consumo di ossigeno e dell’immissione di veleni in atmosfera.
Ogni transazione con carta di debito ha invece un impatto ambientale di 3,78 grammi di Co2e: in pratica, come una lampadina a basso consumo energetico da 8 W lasciata accesa per un’ora e mezza.
A incidere, in questo caso, sono soprattutto terminali per i pagamenti (75% dell’impatto totale), in particolare per i materiali (37%) e per il consumo di energia (27%). Secondo lo studio olandese, uno dei problemi è legato al fatto che i terminali rimangono accesi h24 e per la maggior parte del giorno in modalità standby, per aggiornare frequentemente il loro software.

L’impatto delle transazioni cashless potrebbe diminuire fino al 44% mettendo in campo alcune soluzioni, come l’utilizzo di energia rinnovabile per il funzionamento dei Pos e dei data center, o l’aumento della durata della vita delle carte di debito da 3,5 a 5 anni.
Lo studio sottolinea l’importanza della riduzione della modalità standby del 50%, che da sola abbasserebbe l’impronta ambientale delle transazioni con carte di debito dell’11%. Secondo quanto emerge dagli studi studio questo sarebbe possibile fissando alcuni momenti per l’aggiornamento dei software, permettendo così ai rivenditori di spegnere i Pos quando il negozio è chiuso, senza doverli tenere accesi 24 ore al giorno.
De Nederlandsche Bank ha deciso di applicare la soluzione di pagamento sviluppata dalla start-up londinese SumUp. ”È una soluzione che con SumUp già prevediamo: i lettori di carte SumUp entrano infatti in funzione all’occorrenza. Possono essere spenti senza problemi durante giornate o orari di non utilizzo, semplicemente attraverso il bottone di accensione posto sul dispositivo”, commenta Marc-Alexander Christ (in foto), co-Founder di SumUp.
“Basterà poi riaccenderlo e collegarlo velocemente allo smartphone, così da offrire ai clienti la possibilità di pagare con smartphone o carta anche per importi piccoli e – soprattutto – in qualunque contesto. Durante l’utilizzo, il lettore è invece in standbyfin quando non viene aperta la app sullo smartphone”, conclude Christ.

















