Le imposte versate dalle società assumono un ruolo sempre più rilevante nei bilanci pubblici. Dopo oltre due decenni di crescita, nel 2023 il gettito proveniente dalla tassazione dei redditi d’impresa ha rappresentato in media il 17,3% delle entrate fiscali complessive in 135 giurisdizioni. È quanto emerge dal rapporto Corporate Tax Statistics 2026, pubblicato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che fotografa l’evoluzione della fiscalità societaria a livello internazionale e il contributo crescente delle imprese al finanziamento della spesa pubblica.
Una quota sempre più rilevante delle entrate pubbliche
Negli ultimi vent’anni il peso delle imposte societarie è aumentato in maniera significativa. Nel 2000 la quota sul gettito complessivo si fermava al 12,3%, mentre oggi supera il 17%. Un’evoluzione che riflette sia la crescita degli utili aziendali sia una maggiore capacità dei sistemi fiscali di intercettare la ricchezza prodotta dalle imprese. Secondo l’Ocse, le multinazionali contribuiscono mediamente a circa il 45% delle entrate derivanti dalla tassazione delle società, confermando il ruolo centrale dei grandi gruppi nell’equilibrio delle finanze pubbliche.
Differenze geografiche ancora marcate
L’incidenza delle imposte societarie varia sensibilmente tra le diverse aree del mondo. Nei Paesi appartenenti all’Ocse il peso medio sul gettito fiscale si attesta all’11,9%, valore inferiore rispetto ad altre regioni. In America Latina e Caraibila quota raggiunge il 18,7%, mentre nell’area Asia-Pacifico sale al 19,5%. Il primato spetta però ai Paesi africani, dove la tassazione delle imprese rappresenta in media il 21,4% delle entrate tributarie complessive, evidenziando una maggiore dipendenza dei bilanci pubblici dalle imposte sulle società.
Il rapporto con il Pil si consolida
Anche osservando il rapporto tra gettito delle imposte societarie e Prodotto interno lordo, emerge una tendenza di consolidamento. Nel 2023 l’incidenza media è stata pari al 3,5% del Pil. Nei Paesi a basso reddito il divario con le economie più avanzate si è progressivamente ridotto: si è passati dallo 0,8% del 2000 al 3,1% del 2023, avvicinandosi al 3,6% registrato nei Paesi ad alto reddito. La classificazione utilizzata dall’Ocse segue i criteri della Banca mondiale, basati sul reddito nazionale lordo pro capite.
La ripresa dopo la pandemia sostiene il gettito
L’analisi storica mostra come le entrate derivanti dalla fiscalità d’impresa abbiano raggiunto un primo massimo nel 2008, per poi risentire della crisi finanziaria internazionale. Dopo un nuovo picco nel 2012, il gettito ha attraversato una fase di rallentamento fino al 2016, tornando successivamente a crescere. Secondo l’Ocse, i livelli registrati nel 2022 e confermati nel 2023 sono superiori ai precedenti massimi storici e riflettono soprattutto la ripresa degli utili societari e il recupero dell’attività economica successivo alla crisi causata dalla pandemia di Covid-19.
















