La consapevolezza delle imprese quotate italiane in merito alla materialità del cambiamento climatico è in continua crescita, come testimoniato dall’interesse a riorientare i modelli di business in direzione della transizione energetica e dall’aumento del numero di aziende disposte a rendicontare in modo trasparente sia gli impegni assunti sia i risultati conseguiti. Alcuni passi in avanti, però, sono ancora da realizzare come l’incremento delle competenze degli organi di governance in materia di cambiamento climatico, una maggiore diffusione di misure di adattamento e di impegni per la carbon neutrality e un’incidenza ancora troppo ridotta del climate change nelle politiche di remunerazione.

Lo scenario emerge dalla seconda edizione del rapporto curato da Deloitte, “L’attuazione delle Raccomandazioni TCFD nelle società quotate italiane” che approfondisce le modalità con cui le società appartenenti agli indici azionari nel 2023 hanno affrontato i temi legati al cambiamento climatico e alla transizione energetica attraverso l’analisi di documenti pubblici, siano essi redatti per obbligo di legge o in forma volontaria. Il rapporto si concentra sull’attuazione delle raccomandazioni TCFD e misurandone, se presenti, eventuali progressi in merito a quattro aree tematiche: governance, strategia, gestione del rischio, metriche e obiettivi.
La presentazione si è tenuta martedì 14 maggio con gli interventi di Valeria Brambilla, AD di Deloitte & Touche, e Stefano Pareglio, Presidente di Deloitte Climate & Sustainability, a cui faranno seguito gli interventi di Alessandra Cerruti, Senior Manager Deloitte & Touche, e Daniele Strippoli, Partner Deloitte Climate & Sustainability. Seguirà una tavola rotonda, moderata da Roberto Race, a cui prenderanno parte Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura e Presidente Asja Ambiente Italia; Monica de Virgiliis, Presidente SNAM; Giuseppe Zammarchi, Head of ESG Metrics, Policies and Disclosure UniCredit; Agnese Gramoli, Team Leader Sustainability & Stakeholder Engagement CREDEM.

“La crescente consapevolezza delle imprese di media e grande dimensione italiane sulle tematiche legate al cambiamento climatico e in generale dei fattori ESG” spiega Valeria Brambilla, AD di Deloitte & Touche “rappresenta un significativo passo in avanti per l’intero ecosistema del nostro Paese in un contesto di forte sensibilità e crescente attenzione da parte delle istituzioni, degli investitori, dei consumatori e degli enti regolatori. I dati che emergono dal nostro rapporto e le interlocuzioni che abbiamo con il mondo imprenditoriale dimostrano un ruolo importante dei fattori ESG nella definizione delle strategie.”

“Le aziende quotate italiane sono sostanzialmente consapevoli del ruolo che il cambiamento climatico e la transizione energetica hanno nel determinare l’evoluzione dei modelli di business” commenta Stefano Pareglio, Presidente di Deloitte Climate & Sustainability. “Ci sono però molti margini di miglioramento. Dalle competenze del board e del management alle politiche di remunerazione, dalle analisi di scenario alla strategia di allocazione del capitale, dalla gestione del rischio alle relazioni con la catena di fornitura, fino dalle misure di adattamento, registriamo infatti gradi di maturità assai diversi e dunque l’esigenza di azioni più incisive.”