Per oltre un anno le grandi imprese americane hanno considerato ogni nuova assunzione come un costo da rinviare, confidando nella capacità dell’intelligenza artificiale di svolgere una quota crescente del lavoro. Ora, però, qualcosa sta cambiando: dalla tecnologia ai trasporti, dalla consulenza alla difesa, alcuni gruppi stanno tornando a cercare personale. Non è ancora una corsa alle assunzioni, ma una correzione di rotta che ridimensiona le previsioni più drastiche sulla sostituzione del lavoro umano.

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La fine dell’attendismo

Il nuovo orientamento nasce dopo mesi di organici congelati, licenziamenti e investimenti concentrati quasi esclusivamente su software, automazione e infrastrutture digitali. Secondo il Wall Street Journal, aziende come Alphabet, CSX, Booz Allen Hamilton, ServiceNow e Snap-on hanno comunicato agli investitori la necessità di aumentare, almeno selettivamente, il personale. La parola d’ordine non è espansione indiscriminata, ma assunzioni mirate nelle funzioni necessarie a sostenere la crescita e a trasformare gli investimenti in ricavi concreti.

Google assume mentre investe nell’intelligenza artificiale

Il caso più significativo è quello di Alphabet, la società che controlla Google. Nel secondo trimestre del 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 119,8 miliardi di dollari, in aumento del 24% su base annua, sostenuti dalla crescita del cloud e dei servizi legati all’AI. Nello stesso periodo l’organico ha raggiunto 198.933 dipendenti, quasi 12 mila in più rispetto a giugno 2025: un dato che mostra come gli enormi investimenti tecnologici non abbiano eliminato il bisogno di competenze umane. Alphabet continuerà ad assumere soprattutto nelle aree considerate strategiche, tra cui intelligenza artificiale e cloud computing. Il punto economico è rilevante: progettare modelli, costruire infrastrutture, assistere i clienti e vendere nuovi servizi richiede ingegneri, tecnici e personale commerciale. L’AI, dunque, non appare soltanto come uno strumento per ridurre i costi, ma come una tecnologia che genera nuove attività, aumenta la complessità organizzativa e crea una diversa domanda di lavoro.

Dalla difesa alle ferrovie, servono nuove competenze

La stessa dinamica riguarda settori molto lontani dalla Silicon Valley. Booz Allen Hamilton, dopo avere ridotto l’organico del 7,5% in un anno, portandolo a circa 30.900 dipendenti, ha dichiarato di dover accelerare le assunzioni per rispondere alla domanda proveniente dalla sicurezza nazionale. In particolare, servono professionisti con autorizzazioni governative e competenze in difesa avanzata, cybersicurezza e sistemi autonomi: profili difficili da sostituire con la sola automazione digitale. Anche CSX, uno dei maggiori operatori ferroviari statunitensi, prevede un incremento moderato del personale impiegato nei servizi di trazione e conduzione dei treni. ServiceNow vuole rafforzare la rete commerciale per intercettare la crescita nella cybersicurezza, mentre Snap-on intende assumere per sostenere l’espansione delle proprie attività. Sono segnali diversi, ma indicano la stessa esigenza: la tecnologia può migliorare la produttività, mentre la crescita operativa continua a richiedere personale, esperienza e presenza sul campo.

Un mercato ancora freddo, non una nuova stagione di boom

I dati macroeconomici invitano tuttavia alla prudenza. A giugno l’economia americana ha creato soltanto 57 mila posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,2%. A maggio le assunzioni complessive erano ferme a 5,2 milioni, con un tasso del 3,3%: numeri compatibili con un mercato caratterizzato da pochi licenziamenti, ma anche da una persistente debolezza delle assunzioni. Un’indicazione positiva arriva dalle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione, scese a 187 mila nella settimana terminata il 18 luglio, il livello più basso dal 1969. Il dato mostra che le imprese stanno licenziando meno, ma non dimostra ancora l’avvio di una ripresa generalizzata dell’occupazione. Il mercato americano resta in una fase di bassa mobilità, nella quale chi possiede un impiego gode di una relativa stabilità, mentre chi lo cerca incontra una selezione più severa.