Non è un capitolo marginale dell’economia italiana, ma un blocco di bilancio con dimensioni da sistema-Paese. Il rapporto sui bilanci delle società partecipate dallo Stato del Centro Studi CoMar fotografa 45 società pubbliche e para-pubbliche che nel 2024 hanno messo insieme 312,2 miliardi di euro di ricavi consolidati, l’equivalente del 14,2% del PIL. Una massa che attraversa energia, reti, trasporti, telecomunicazioni e difesa e che, per volumi, occupazione e flussi finanziari, continua a rappresentare una delle principali “filigrane” dell’economia nazionale.

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Il perimetro si muove: le operazioni che cambiano la mappa

La fotografia non è statica. Nel perimetro più recente rientrano diversi riassetti: dall’accordo Cdp–Poste (Poste entra in Tim e Cdp rileva le quote in Nexi) all’ingresso di Kkr in Enilive; dall’entrata del fondo Ares e dall’aumento della partecipazione di EIP-Energy Infrastructure Partner in Eni Plenitude alla società paritetica Eni–Petronas sugli asset upstream in Indonesia e Malesia. Nel capitolo infrastrutture e reti, il Rapporto cita anche l’ingresso del Mef in FiberCop e l’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas. Sul fronte difesa, viene indicata la joint venture Leonardo–Rheinmetall nei sistemi terrestri.

Conti 2024: utili in aumento, debito in crescita

Accanto ai ricavi, la redditività: nel 2024 gli utili complessivi arrivano a 16,3 miliardi di euro. Sul lato della leva finanziaria, il debito finanziario lordo aggregato tocca 230,1 miliardi, con un aumento di 13 miliardi rispetto all’anno precedente (+6%).

Mezzo milione di addetti: l’occupazione delle partecipate

Le partecipate pubbliche superano la soglia del mezzo milione di dipendenti: 520.487 persone. Nel confronto di sette anni, il Rapporto indica una crescita di oltre 62 mila posti di lavoro. Sul fronte dell’intensità economica, il fatturato per dipendente viene stimato in 600 mila euro.

Dividendi 2025: quanto incassano i conti pubblici

Nel 2025 le dodici principali società partecipate hanno versato allo Stato dividendi per 3,3 miliardi di euro, cioè 1,3 miliardi in più rispetto alle previsioni iniziali, secondo i dati riportati da CoMar.

Ricavi: calo nel 2024, crescita sul lungo periodo

Nel confronto anno su anno, il 2024 segna una frenata: -16,9 miliardi di ricavi (-5,1%) rispetto ai 329,1 miliardi del 2023. Ma la serie storica indicata dal Rapporto mostra un aumento nel medio periodo: dai 227,8 miliardi del 2017 ai 312,2 miliardi del 2024, cioè oltre 84 miliardi in più (circa +37%).

Dove si concentra il fatturato: energia in testa

La composizione settoriale è fortemente sbilanciata: il 71,6% del fatturato arriva dall’energia. Seguono la meccanica (13,5%), trasporti e telecomunicazioni (11,1%) e ICT (2,3%). Le altre voci (servizi alla PA, ambiente, territorio) valgono poco più dell’1% ciascuna.

Margini: ebit e utili nella serie recente

Per gli indicatori operativi, l’ebit del 2024 è pari a 33,5 miliardi di euro: -1,4% rispetto all’anno precedente (409 milioni in meno), ma +54,9% rispetto ai 21,6 miliardi del 2017. Sul fronte utili, CoMar segnala per il 2024 un +9,9% rispetto all’anno precedente e un +127,7% rispetto al 2019.

Prime indicazioni 2025 sulle quotate: ricavi in crescita, utile stabile

Il Rapporto include anche i dati dei primi nove mesi del 2025 per undici partecipate quotate: tra settembre 2024 e settembre 2025 il fatturato aggregato sale da 167,4 a 170,5 miliardi (+1,8%). Nel dettaglio riportato, Eni scende di 3,7 miliardi (-6%), mentre le altre crescono: Italgas (+42,7%), Fincantieri (+20,5%) e Leonardo (+11,3%) sono le variazioni percentuali più alte indicate. Gli utili aggregati superano di poco 13,1 miliardi, con una variazione minima (+0,1%). Le crescite evidenziate sono Italgas (+44,5%), Snam (+13,4%) e Poste Italiane (+11,2%). Otto società su undici confermano una guidance positiva al terzo trimestre e tre la migliorano.