C’è una guida lessicale – o meglio, un manuale per usare le parole giuste – proposta dalla scuola on-line di lingue straniere Babel e rivolta agli impiegati delle aziende internazionali, solitamente guidate da capi molto potenti. Il cuore dei suggerimenti consiste nell’insegnare come si fa a non «passare per pigri» facendo determinati discorsi. Vediamo.

1) Mai dire non è compito mio: diranno che sei svogliato 

Di fronte alla richiesta di svolgere mansioni non pertinenti alla propria area di expertise, non bisognerebbe mai rispondere “non è compito mio” o “non rientra nelle mie mansioni” se non si vuole essere etichettati come svogliati. Suggerendo il nome di un collega più specializzato si compie un gesto semplice, che però dimostra spirito di collaborazione. Per risultare ancora più disponibili – e allo stesso tempo acquisire nuove competenze – ci si può anche offrire di imparare, magari chiedendo di seguire training dedicati.

2) Mai dire guadagno poco, diranno che ti lamenti

E chiedere un aumento per accettare un nuovo incarico, o lamentarsi dello stipendio basso, che è poi la stessa cosa? Anche in questo caso se si ritiene di non avere sufficiente autorevolezza, si potrebbe indicare il nominativo di un altro collega con qualifiche più adeguate (e più soldi in busta). Rispondere «non mi pagano abbastanza per questo» invece potrebbe risultare molto sbrigativo ed essere percepito negativamente dal proprio capo.

3) Mai dire, a chi ti critica, «sto solo eseguendo gli ordini»

Mai dire sto solo seguendo gli ordini” ai capi o ai membri di altri dipartimenti che esprimono un dubbio o una critica sul proprio modo di operare. Al contrario, gli esperti di Babel suggeriscono di spiegare come il compito in questione e il modo di svolgerlo siano in linea con gli obiettivi del proprio team. Ciononostante bisogna mostrarsi aperti ai feedback esterni e parlarne internamente. Questo, infatti, potrebbe portare a rivedere la strategia e trovare una soluzione che sia soddisfacente per tutti.

4) Se sbagli, prenditi le tue responsabilità e sii costruttivo

Alcune alternative possibili sono: in caso di errori, occorre assumersi le proprie responsabilità e considerare i feedback negativi come opportunità per migliorarsi. Qualora, invece, si fosse effettivamente del tutto estranei alla faccenda, si dovrebbe comunque rispondere in maniera più costruttiva.

5) Mai dire «non mi interessa per niente» (vale anche per i capi)

Tra le frasi peggiori da rivolgere al proprio capo c’è anche “non mi interessa per niente”, un’espressione che trasmette totale indifferenza e apatia rispetto al progetto a cui si sta lavorando e agli obiettivi connessi. I manager stessi dovrebbero dare il buon esempio, mostrando interesse anche verso mercati, progetti e compiti secondari o di cui non sono direttamente responsabili. Questo dimostra rispetto nei confronti del lavoro altrui e consente ai manager di avere una visione di insieme. In alternativa si può suggerire di rivedere le priorità e di focalizzarsi su altro.

6) Mai dire «si è sempre fatto così» a chi vuol cambiare

Flessibilità e capacità di adattamento sono soft skills essenziali nel mondo professionale. Quindi, se qualcuno, ad esempio un nuovo manager appena arrivato in azienda, suggerisse di fare qualcosa in modo diverso bisognerebbe evitare di mettersi sulla difensiva sostenendo che “si è sempre fatto così”. Sarebbe meglio accogliere le novità positivamente e chiedere delucidazioni se necessario.

7) Mai chiudersi dietro un «è così e basta» 

È così e basta” rivela una certa passività, mentalità chiusa e mancanza di problem solving. Per non dare questa impressione occorrerebbe mantenere un approccio più propositivo, suggerendo alternative per migliorare la situazione:

8) Troppo lavoro? Concorda la scadenza per le urgenze 

Per aiutare i colleghi anche quando si è sovraccarichi di lavoro o quando letteralmente “si ha troppo nel proprio piatto”, l’equivalente inglese di “avere troppo in ballo”, si può provare a concordare una scadenza che permetta sia di completare i compiti più urgenti che erano già in programma, sia di prendersi in carico il nuovo progetto o task. Se non fosse possibile trovare un compromesso, si potrebbe anche in questo caso suggerire qualcun altro da contattare.

9) Mai dire «non è giusto»: diranno che sei passivo 

Gli esperti di Babel consigliano di evitare la frase “non è giusto”, in quanto si tratta di un approccio passivo che non porta a nessun cambiamento. Al contrario suggeriscono di presentare argomenti a favore del proprio punto di vista e di cercare un confronto costruttivo.

10) Non essere poco collaborativo, ma neanche servile 

A volte sul lavoro capita di utilizzare alcune frasi apparentemente innocue, ma che rischiano di trasmettere mancanza di spirito collaborativo. Questo è ancor più evidente a chi lavora in contesti internazionali e, interagendo con capi o colleghi stranieri, potrebbe faticare a trovare le parole giuste per esprimersi correttamente. Tali circostanze possono seriamente minare la propria reputazione professionale e l’avanzamento di carriera, così come il rapporto con il proprio team. Ciò non significa dover essere eccessivamente servili, ma è bene tenere a mente che mostrarsi propositivi e flessibili quando si interagisce sul lavoro può fare la differenza.