disoccupazione in Italia 2022

Crescono i posti di lavoro e cala il tasso disoccupazione in Italia nel 2022. A dirlo è il report annuale di Bankitalia, che segnala come nei primi mesi del 2022 il numero dei dipendenti privati (non agricoli) sia aumentato di 350mila unità, tolti i fattori stagionali. Nei mesi estivi di solito, infatti scendo la disoccupazione. La nota positiva è che l’andamento dell’occupazione si mantiene su ritmi di crescita in linea con quelli pre-pandemici: nel bimestre settembre-ottobre sono stati creati 48.000 posti di lavoro a fronte dei circa 42.000 del 2019.

Il settore turistico è il tallone d’Achille

Gli effetti della pandemia  colpiscono soprattutto il settore del turismo che è stato il più penalizzato dalle chiusure e fatica a riprendere quota, anche dal punto di vista occasionale. Anche se in realtà il calo dei dipendenti è stato minore di quanto ci si aspettasse. “Nei primi dieci mesi del 2022 – scrive il report di Banca d’Italia – sono stati creati circa 70mila posti di lavoro, lo stesso numero raggiunto nel 2019. Gli altri servizi hanno avuto andamenti eterogenei: si evidenzia una flessione nelle attività di trasporti e magazzinaggio, che potrebbero avere risentito anche dell’aumento dei prezzi dell’energia. Nell’industria in senso stretto, nonostante il rallentamento dei comparti manifatturieri a maggiore intensità energetica, la dinamica dell’occupazione è proseguita ai ritmi moderati dei mesi precedenti. Confermando la tendenza dell’estate, nelle costruzioni il numero delle attivazioni nette è stato inferiore a quello osservato nella fase di rapida crescita del 2021 e della prima metà del 2022″.

A fare la differenza è il tempo indeterminato

La crescita occupazionale ha continuato a essere trainata esclusivamente dai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, la cui espansione è proseguita in settembre e ottobre a ritmi storicamente elevati. “Dall’inizio del 2022 più del 90 per cento delle attivazioni nette – continua – ha riguardato posizioni permanenti, in forte aumento rispetto ai primi dieci mesi del 2021 quando erano poco più del 30 per cento. L’incremento è riconducibile in parte alle trasformazioni dei numerosi contratti temporanei avviati nella seconda metà dello scorso anno, che danno conto di circa il 40 per cento delle nuove assunzioni stabili (35 per cento nel 2021). È invece proseguito il calo dell’apprendistato e delle posizioni a termine in atto da giugno, su cui pesa il rallentamento della dinamica dell’occupazione nel terziario,
settore in cui si ricorre maggiormente a queste tipologie contrattuali”.

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Continua a calare la disoccupazione in Italia, nel 2022 meno del passato

Con la fine della stagione turistica si è registrato come ogni anno un aumento della disoccupazione in Italia nel 2022. La crescita si registra soprattutto nei mesi di settembre e ottobre, ma nel complesso il bilancio dei primi dieci mesi non è così negativo, sebbene peggiore del passato. “Nel bimestre agosto-settembre – scrive il report – il numero di disoccupati è salito, come tipicamente accade nella parte finale dell’estate, quando le assunzioni si riducono e giungono a scadenza molti contratti di natura stagionale. L’incremento è stato tuttavia significativamente maggiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (69.000 persone contro le 15.000 del 2021) e appare guidato dalla riduzione delle uscite dallo stato di disoccupazione per l’attivazione di un nuovo contratto (-125.000), in calo del 20 per cento in termini tendenziali. Nel complesso dei primi nove mesi dell’anno il numero di disoccupati è comunque diminuito di circa 237.000 unità, una contrazione considerevole anche se meno pronunciata rispetto a quella registrata nel 2021, in una fase di forte ripresa dopo la flessione dovuta all’emergenza sanitaria”