L’Inps ha pubblicati i dati sull’Assegno di inclusione (Adi): nei primi sei mesi del 2024 sono state accolte 698 mila richieste, riguardanti circa 1,7 milioni di persone, con un importo medio mensile di 618 euro. Parallelamente, un’analisi dell’Ocse ha evidenziato che, nonostante i livelli record di occupazione, l’Italia ha subito uno dei cali più significativi dei salari reali.

Occupazione e salari

Secondo il rapporto Employment Outlook 2024 dell’Ocse, l’occupazione nell’area dei 35 Paesi membri è salita a livelli record, con un incremento medio del 25% dal 2000. Attualmente, ci sono 662 milioni di lavoratori nei 35 Paesi dell’area, con previsioni di crescita dello 0,7% sia per il 2024 che per il 2025. I salari reali sono aumentati in media del 3,5% in 29 dei 35 Paesi analizzati.

Tuttavia, l’Italia emerge come il Paese con il calo più marcato dei salari reali, registrando una diminuzione del 6,9% rispetto al quarto trimestre del 2019. Questo dato negativo è superato solo dalla Repubblica Ceca e dalla Svezia all’interno dell’area euro. L’Ocse prevede che, nonostante un leggero miglioramento previsto nei prossimi due anni grazie alla diminuzione dell’inflazione, i lavoratori italiani continueranno a fare fatica a recuperare il potere d’acquisto perduto.

In contrasto, la Germania ha registrato un calo dei salari reali del 2%, mentre la Francia ha segnato un leggero aumento dello 0,1%. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i salari reali hanno superato ampiamente i livelli del 2019.

L’occupazione in Italia

Nonostante il calo dei salari, l’occupazione in Italia continua a crescere, con un tasso di disoccupazione sceso al 6,8%, tre punti percentuali in meno rispetto al 2019. Le previsioni per il 2024 e il 2025 sono positive, con aumenti previsti rispettivamente dell’1,2% e dell’1%. Tuttavia, l’Italia deve ancora fare progressi significativi nel campo dell’occupazione femminile e giovanile.

L’Ocse ha anche esaminato lAssegno di inclusione (Adi), suggerendo che dovrebbe essere esteso a tutta la popolazione a rischio di povertà. Inoltre, le risorse limitate destinate al Supporto formazione lavoro (Sfl) dovrebbero essere meglio indirizzate per facilitare il reinserimento lavorativo. Nei primi sei mesi dell’anno, 96 mila persone hanno beneficiato dell’Sfl per rientrare nel mercato del lavoro.

Smart working e Pubblica amministrazione

Oggi riprendono le trattative tra l’Aran e i sindacati per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali, che interessa circa 200 mila dipendenti della Pubblica amministrazione, tra cui ministeri e agenzie. Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, proporrà l’estensione del lavoro agile, incluso lo smart working totale per alcune categorie di lavoratori, come i genitori e i lavoratori fragili, ad esempio i malati oncologici.