L’attivismo di un Hubche da Trento chiama l’Italia

Trentuno nuove tecnologie identificate, trentasette brevetti analizzati, tre licenze commerciali concluse, cinque accordi stipulati con Fondi per finanza di innovazione: sono solo alcuni dei risultati raggiunti nel 2017 da Hit Innovazione Trentino, presentati al festival dell’Economia di Trento dal Presidente dell’Hub, Anna Gervasoni in una tavola rotonda sul trasferimento tecnologico e lo sviluppo d’impresa. Hit è un incubatore in forma di consorzio che, grazie anche al supporto del territorio trentino e dei suoi associati, investe nella ricerca e nel technology transfer avanzato per sviluppare nuove competenze e imprenditorialità. Aperto al territorio e alla collaborazione con le imprese e le istituzioni di ricerca pubbliche e private. Insieme, un modello cui ispirarsi e un partner disponibile per chiunque abbia progetti da sviluppare. Anche, naturalmente, dal di fuori dei confini della provincia. «Nel corso del 2017 e nell’ambito delle attività di supporto ai soci», sottolinea Anna Gervasoni, «Hit ha permesso a 10 team imprenditoriali di compiere un percorso di accelerazione che finora ha portato alla  formazione di tre nuove startup tematiche. Ora, per continuare a crescere e a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi, serviva confrontarci con soggetti in grado di apportare know how ed esperienze trasversali». Da una parte la ricerca spinge verso nuove soluzioni e implementazioni aziendali, e dall’altra l’imprenditoria trentina permette a molte startup e spin off di diventare motori delle nuove sfide nel campo delle innovazioni. E’ così che le idee possono diventare, in Hit, nuove imprese, semplificazione delle problematiche industriali altrui e brevetti. Certo, il tutto si spiega meglio nel contesto del Trentino, un ecosistema di ricchezze materiali e immateriali che favoriscono la creazione di nuove idee e nuovi modi di fare impresa.

I dati sull’attività dell’anno presentati all’inizio lo confermano, ma anche le 4 nuove start-up costituite dai soci Hit, le ulteriori 4 in via di costruzione, e ancora i servizi richieste ad Hit e da esso forniti alle 30 startup territoriali che stanno sviluppando progetti innovativi nella Provincia. E ancora le 8 collaborazioni industriali di ricerca avviate, i 5 accordi con Fondi per finanza di innovazione, i 4 eventi di incontro tecnologico su temi S3, le 7 sfide di innovazione/hackathon gestite e le 15 imprese trentine coinvolte in innovation challenges. In termini di flussi finanziari promossi, il bilancio è importante: nell’ambito dei finanziamenti diretti ci sono stati 14 progetti gestiti nel 2017 sui 18 progetti europei presentati, col 59 per cento di successo, 1,1 milioni di euro di entrate da progetti vinti (2016+2017) per un buon 30% di autofinanziamento; nell’ambito del finanziamento indirizzo, le 18 proposte dei soci supportate hanno vinto 2,5 milioni col 64 per cento di successo. Un’importante novità del 2018 per Hit è la nascita del Comitato di investimenti, un organismo che ha la funzione di selezionare le startup di ricerca o i team imprenditoriali che Hit potrebbe supportare o accompagnare verso i Poc-Proof of concept oppure verso investitori. Hit, in accordo con i propri soci, sottoporrà al Comitato le opportunità ritenute con più significative potenzialità di generare ritorni e ricadute positive  per il territorio e per i soci di Hit. Il comitato investimenti è organo consultivo del Consiglio di Amministrazione. I componenti sono stati individuati tra esponenti del mondo del venture capital, del management e della consulenza strategica noti a livello nazionale e internazionale: Massimiliano Magrini, ceo di United Ventures, Roberto Nicastro, senior manager Cerberus, e Roberto Prioreschi, managing director Bain&Co Italia.