Nonostante una crescente attenzione dei consumatori verso packaging più sicuri, le lattine continuano a riempire carrelli e cestini nei supermercati italiani. Legumi come ceci, fagioli e lenticchie, ma anche bevande e energy drink, restano tra i prodotti più acquistati in questo formato. Il nodo riguarda il rivestimento interno di molte confezioni metalliche, storicamente realizzato con resine contenenti Bisfenolo A (BPA), sostanza ora al centro di una stretta normativa europea.

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Lo stop dell’Unione europea al Bisfenolo A

Dal 20 gennaio 2025 l’Unione europea ha vietato l’uso e l’immissione sul mercato del Bisfenolo A nei materiali e oggetti a contatto con gli alimenti. Il BPA è impiegato dagli anni Sessanta nella produzione di plastiche e resine epossidiche, utilizzate anche per il rivestimento interno delle lattine. La decisione europea arriva dopo le valutazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che ha drasticamente abbassato la dose giornaliera tollerabile della sostanza, evidenziando potenziali rischi legati alla sua azione di interferente endocrino.

Perché alcune lattine sono ancora sugli scaffali

Il divieto non ha effetti immediati su tutti i prodotti presenti in commercio. La normativa prevede infatti periodi transitori che consentono alle aziende di adeguare progressivamente materiali e processi produttivi. In alcuni casi, l’adeguamento potrà estendersi fino al 2028. Questo significa che durante la fase di transizione è possibile trovare ancora lattine prodotte secondo le precedenti disposizioni, purché rientrino nei limiti consentiti.

I rischi e il parere di Bassetti

A spiegare la questione è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, in un’intervista riportata da Leggo: “Il Bisfenolo A è un composto chimico che viene utilizzato dagli anni ’60 per produrre plastiche, sia rigide che morbide, e nelle resine epossidiche che fanno il rivestimento interno delle lattine”. Bassetti ricorda che il BPA è un interferente endocrino: “Mima gli estrogeni alterando il sistema ormonale. Può dare problemi per esempio per la fertilità, per la pubertà precoce, ma anche per l’obesità, il diabete e alcuni tumori ormonodipendenti”. Il consiglio degli esperti è di preferire, quando possibile, contenitori in vetro, acciaio o ceramica per la conservazione degli alimenti e di non lasciare il cibo aperto nella lattina, trasferendolo invece in recipienti idonei.