L’antidoto ai cervelli in fuga? La piattaforma dei talenti
Patrizia Fontana

Se i giovani cervelli italiani fuggono all’estero, non ci si deve disperare e gettare la spugna, ma impegnare a farli rientrare o, anche, a farne entrare di altrettanto valore e magari di nazionalità straniera. Ma non è facile individuarli, ancor meno convincerli.

Proprio per aiutare le aziende (e quindi giovare alle istituzioni e al Paese) a far rientrare i nostri talenti migliori e a reclutarne di stranieri eccellenti nasce – da un’iniziativa di una professionista-imprenditrice dell’head hunting come Patrizia Fontana – una piattaforma fisica e insieme digitale dal nome suggestivo, “Talents in motion”, che sarà presentata ufficialmente a Milano l’8 luglio, alla presenza del governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana, del sindaco Giuseppe Sala e dei vertici delle oltre 40 aziende che hanno già aderito alla sfida.

Il contesto nel quale si muove “Talents in motion” è ben delineato. Da diversi anni cresce il numero di italiani che decidono di spostarsi all’estero per motivi professionali. Le statistiche dicono che sono principalmente giovani tra i 25 e i 39 anni altamente qualificati nelle materie STEM – Science, Technology, Engineering, Mathematics -, le più ricercate dalle aziende innovative. In questo scenario, la difficoltà di attrarre e trattenere capitale umano di elevata qualità e con alto potenziale rischia di diventare un limite per la competitività delle aziende e per il futuro del Paese.

Talents In motion è una piattaforma fisica e digitale per trattenere capitale umano di alta qualità e potenziale

Basti pensare che, secondo le stime di Confindustria, la cosiddetta “fuga dei cervelli” costa all’Italia circa 14 miliardi di euro all’anno, pari a un punto percentuale di Pil. Fortunatamente, vi sono anche opportunità da cogliere per cominciare a invertire questa tendenza. Intanto, si registra l’inversione del flusso di capitale umano tra Italia e UK, a seguito del risultato del referendum sulla Brexit del 2016.

Crescono così le ricerche di posizioni lavorative in Italia da parte di persone basate in UK, anche grazie alla legge 232 del 2016, che prevede benefici fiscali per i lavoratori ad alta specializzazione, manager, laureati, docenti e ricercatori che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.

Una attrattività che “Talents in motion” si propone di potenziare e di estendere al di là dell’”effetto Brexit”, ponendosi come il primo progetto di Social Responsibility pensato per aumentare l’attrattività dell’Italia per i talenti italiani e stranieri. Per riuscirci, offre strumenti di employer branding alle imprese eccellenti e più innovative che operano nel nostro Paese, favorendone lo sviluppo sostenibile e la competitività attraverso l’integrazione di know-how italiano ed estero. Il tutto tramite tre strumenti strategici che il progetto mette al servizio delle aziende: una piattaforma per connetterle con i migliori talenti internazionali attraverso tools tecnologici e social media dedicati; un programma annuale di incontri tra esperti del settore, mondo universitario e C-level manager delle imprese associate per condividere bisogni e priorità, individuare le soluzioni e rappresentarle al legislatore, al decisore politico e all’opinione pubblica; la collaborazione con i principali network internazionali, come le associazioni Alumni dei maggiori atenei, le Camere di commercio internazionali, le ambasciate e i consolati.

“Talents in Motion” supporta inoltre le aziende nell’estensione dei loro canali di employer branding internazionale per la ricerca del talento.

L’attrattività è un fattore chiave nello scenario di mercato globale: ogni iniziativa che punta a stimolarla è preziosissima per il Paese.