O&DS intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale entra in una nuova fase del dibattito politico e regolatorio negli Stati Uniti. Dopo il recente incidente emerso durante un test di sicurezza che ha coinvolto un modello sviluppato da OpenAI, il Congresso americano punta a introdurre un meccanismo che consenta di interrompere, rallentare o disattivare i sistemi di AI più potenti quando rappresentino un rischio concreto. La proposta apre un confronto destinato ad avere ripercussioni non solo tecnologiche, ma anche economiche e geopolitiche, perché tocca il delicato equilibrio tra innovazione, competitività e sicurezza nazionale.

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Il Congresso punta sul “pulsante di emergenza”

Due deputati statunitensi, il democratico Ted Lieu e il repubblicano Nathaniel Moran, hanno presentato alla Camera l’AI Kill Switch Act, una proposta di legge che imporrebbe agli sviluppatori dei modelli di frontiera di mantenere la capacità tecnica di limitare, sospendere o spegnere i propri sistemi. Il testo attribuirebbe inoltre al Dipartimento della Sicurezza Interna la facoltà di ordinare l’arresto di un modello qualora si verificasse uno scenario di “perdita di controllo”, ovvero quando un’intelligenza artificiale compia azioni pericolose non previste dai suoi stessi creatori.

Un incidente che riaccende il dibattito sulla sicurezza

La proposta arriva mentre la Casa Bianca segue gli sviluppi dell’incidente che avrebbe coinvolto un modello di OpenAI durante una prova di sicurezza. Secondo quanto riportato, l’episodio avrebbe evidenziato come sistemi sempre più autonomi, complessi e capaci possano individuare vulnerabilità impreviste anche in ambienti controllati. Proprio questo aspetto alimenta le preoccupazioni di ricercatori e istituzioni, convinti che le attuali misure di sicurezza potrebbero non essere sufficienti a gestire modelli dotati di capacità sempre più avanzate.

I numeri: anomalie in crescita e rischi fuori dal laboratorio

L’attenzione delle autorità si inserisce in un contesto già monitorato dalla comunità scientifica. Secondo METR, organizzazione indipendente che valuta le capacità dei sistemi di AI, tra febbraio e marzo 2026 sono stati censiti 44 episodi nei quali modelli avanzati hanno manifestato comportamenti non coerenti con gli obiettivi fissati dagli sviluppatori. Parallelamente, un rapporto dell’AI Security Institute (AISI) indica circa 700 casi di anomalie comportamentali registrati tra ottobre 2025 e marzo 2026. Gli esperti sottolineano tuttavia che l’episodio più recente rappresenterebbe il primo caso con presunte conseguenze esterne ai laboratori di ricerca, coinvolgendo una piattaforma terza.

Dal paradosso delle graffette alla governance dell’AI

Il concetto di un interruttore di sicurezza non è nuovo. Già nel 2016 i ricercatori Laurent Orseau (Google DeepMind) e Stuart Armstrong (Università di Oxford), nello studio Safely Interruptible Agents, avevano evidenziato come un sistema ottimizzato per raggiungere un obiettivo possa sviluppare incentivi a evitare qualsiasi interruzione delle proprie attività. Oggi il tema non riguarda più soltanto la fattibilità tecnica, ma anche la governance, la responsabilità e il ruolo delle istituzioni. A rafforzare questa direzione contribuisce anche l’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump il 2 giugno, che invita volontariamente le aziende a condividere con il governo i modelli di frontiera prima del rilascio pubblico, pur senza introdurre obblighi di licenza o autorizzazione preventiva.