zootecnia italiana

La zootecnia italiana è una leva fondamentale per la crescita di una filiera alimentare di qualità, che sappia conciliare rispetto delle risorse ambientali e redditività economica. Per farlo occorrono risorse economiche, competenze nuove e propensione al cambiamento ad iniziare dalle nuove generazioni che si avvicinano alla professione agricola.
È questa la ricetta emersa a Reggio Emilia nel corso dell’incontro Zootecnia di qualità: obiettivi e strumenti per vincere la sfida del cambiamento, promosso da Studio di consulenza Alberto Bergianti con il patrocinio della Federazione regionale e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Reggio Emilia e il Centro Ricerche Produzioni Animali.

Alessio Mammi, Assessore Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Regione Emilia Romagna ha ricordato: “L’importanza della zootecnia come patrimonio economico poiché più di metà della produzione lorda vendibile realizzata in Emilia Romagna proviene dal comparto ma è anche un grande patrimonio sociale fatto di imprese che da generazioni portano avanti allevamenti e imprese, e culturale perché se non ci fosse la zootecnia non ci sarebbero i marchi DOP e IGP vanto dell’Emilia Romagna che a livello europeo ne detiene il maggior numero.

La zootecnia italiana, una difesa per l’ambiente

Il comparto rappresenta anche un grande valore dal punto di vista ambientale poiché consente gestione e cura del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico. È un patrimonio che deve essere sostenuto e accompagnato e dobbiamo essere consapevoli che non può essere sostituito né deve essere demonizzato o delegittimato. L’obiettivo della qualità è molto importante: è necessario fare in modo che sia una zootecnia sempre più di qualità e sostenibile. Dove la sostenibilità deve essere sia economica che sociale e ambientale”.

Nel suo intervento, l’onorevole Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha dichiarato “La Commissione dell’Unione Europea ha finalmente approvato il Piano Strategico Nazionale dell’Italia, 37 miliardi di euro per i prossimi 5 anni a sostegno della competitività e della sostenibilità del settore produttivo agricolo e agroalimentare. Questo conferma che l’agricoltura italiana è sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico, come dimostrano ad esempio gli interventi sulla zootecnia e il benessere degli animali. Le nostre produzioni sono di qualità e rappresentano la nostra identità e la nostra cultura” ha aggiunto il Ministro. “Non ci arrendiamo all’idea di un sistema economico alimentare fondato sulla produzione di alimenti creati in laboratorio. C’è un danno forse sulla sanità e sull’economia, ma c’è un danno sulla nostra cultura che deve veder tutelato il rapporto tra terra, uomo e cibo che rappresenta la nostra storia e un valore assoluto in termini di qualità”.

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Il settore agricolo alle prese con i cambiamenti

Alberto Bergianti, introducendo l’argomento, ha evidenziato come gli ultimi trent’anni abbiano visto un’evoluzione dell’agricoltura senza precedenti nella storia con innovazioni tecnologiche e automazioni che hanno aumentato enormemente la produttività e le produzioni. Gli ultimi tre anni hanno ulteriormente stravolto la storia: pandemia, guerra, aumento generalizzato dei prezzi delle materie prime, del denaro, dell’energia, dell’inflazione, avversità atmosferiche e naturali, la crisi demografica e la post globalizzazione, sono fattori di crisi che necessitano di adeguate reazioni delle aziende zootecniche.

“Le tecnologie e le crisi accentuano le disuguaglianze – ha affermato Alberto Bergianti – perché le aziende più forti diventano sempre più forti e la distanza da quelle meno preparate aumenta. Dobbiamo riuscire a creare un sistema di aziende solide, strutturate, organizzate, consapevoli, capaci di crescere in modo equilibrato e duraturo, con il coraggio di innovare e cambiare con tempismo e velocità. Per fare ciò, dobbiamo creare un sistema di conoscenza e consulenze di alto livello per dare alle aziende gli strumenti per aprirsi al domani”.

Produzione e sostenibilità ambientale, sociale ed economica, sono gli obiettivi su cu Angelo Frascarelli, Presidente di ISMEA, ha richiamato l’attenzione della platea di allevatori riuniti a Reggio Emilia. “Se la sostenibilità economica è prerogativa esclusiva degli imprenditori, la necessità di aumentare le produzioni è conseguenza di un inevitabile aumento della richiesta di cibo a livello globale, la sostenibilità ambientale e sociale delle attività economiche, compreso quelle di allevamento, non possono prescindere dalla capacità di cogliere quali sono gli elementi che i consumatori e la società richiedono, senza i quali anche i migliori prodotti non potranno vincere le sfide del cambiamento. Non è più sufficiente fare tutto bene dal punto di vista produttivo, né sono sufficienti i contributi pubblici”.

Le tensioni finanziarie costituiscono un nuovo elemento di criticità anche per le imprese zootecniche

“Il settore agroalimentare rappresenta per la banca uno spazio di continua crescita e sviluppo – è il commento di Stefano Bolis, responsabile Direzione Emilia Adriatica di Banco Bpm – Come Direzione territoriale contiamo in Regione più di 3.300 imprese clienti che operano nel comparto agroalimentare e oltre 150 gestori e specialisti agrifood che, con un aggiornamento continuo e iniziative mirate, si dedicano a questo target supportati dai Centri Imprese e dalle Aree Retail. La filiera zootecnica italiana è ai primi posti nel mondo per qualità e da tempo gli allevatori hanno avviato un percorso improntato alla sostenibilità che ci auguriamo potrà trarre beneficio dalle risorse del PNRR: noi siamo pronti a fare la nostra parte al loro fianco”.