Mai come in questo momento storico il tema della decarbonizzazione è stato così centrale, complici i cambiamenti climatici in atto e il delicato equilibrio dello scacchiere politico-economico-energetico globale. Un ruolo centrale in questo ambito lo occupa il settore dei trasporti, che è fra quelli che più contribuiscono alle emissioni totali, entrato, secondo la definizione che ne danno gli studiosi, nella cosiddetta “settima rivoluzione”, «Quella che attraverso tecnologia e intelligenza artificiale porterà a un profondo cambiamento di paradigma nei modi di muovere persone e cose, con ripercussioni non indifferenti sull’intera umanità», spiega Smeraldo Fiorentini, direttore generale divisione Trasporti e logistica di Almaviva, leader italiana nell’information & communication technology applicata a trasporti e logistica e player sempre più globale, presente in ben 15 Paesi con un fatturato del Gruppo nel 2021 pari a 974 milioni di euro, terzo gruppo privato italiano per numero di occupati al mondo con 45mila persone, delle quali 10mila in Italia. Un’eccellenza, sinonimo di innovazione digitale, nata quasi quarant’anni fa, che dall’esperienza nel mondo ferroviario negli anni ha ampliato la sua offerta con soluzioni per il trasporto pubblico locale integrato e la logistica intermodale e progetti innovativi che coinvolgono ambiti strategici quali l’accesso semplificato e la gestione della mobilità del cittadino, la decongestione delle aree urbane, la sicurezza delle strade, il monitoraggio delle infrastrutture.

«I tempi sono maturi per un deciso cambio di passo, inevitabile e necessario, come ha messo in evidenza la pandemia, specie relativamente alla poca flessibilità e resilienza dei trasporti pubblici, tema quanto mai collegato a quello della decarbonizzazione», sottolinea Fiorentini. «I grandi filoni su cui si giocherà questa sfida saranno la guida autonoma, con relativa connessione fra gli autoveicoli e le infrastrutture di trasporto, già fortemente presente in ambito ferroviario ma molto meno negli altri settori, per implementare la quale è necessaria una connettività più capillare sul territorio, e poi la trasformazione delle grandi aree urbane e i nuovi mezzi di trasporto – pensiamo soltanto all’utilizzo dei droni – per i quali la digitalizzazione sarà ovviamente fondamentale».

Tutti goal a cui mira il Pnrr per costruire una mobilità sostenibile, sicura e interconnessa e in cui Almaviva vanta grande esperienza e competenza. Sul fronte della mobilità pubblica ha messo, infatti, a punto una serie di soluzioni molto innovative già attive in diverse realtà sia in Italia che all’estero. Ne è fulcro la tecnologia Moova, piattaforma open source modulare, cloud ready, basata su standard internazionali, capace di offrire un ampio spettro di servizi all’interno di un’unica suite integrata. I dati provenienti da diversi sistemi vengono integrati in modo da fornire una visione unica del sistema di mobilità e proporre ai cittadini informazioni puntuali e personalizzate e alle aziende un unico punto di accesso per gestire efficacemente il servizio annullando la frammentazione e la disomogeneità informativa. In tal modo stazioni, pensiline, treni, metropolitane, autobus, aerei, traghetti, car e bike sharing diventano smart, capaci di parlare la stessa lingua, consentendo a chi viaggia di progettare i propri spostamenti con semplicità, acquistando un biglietto unico su una sola piattaforma, senza doversi interfacciare con i vari operatori coinvolti nel percorso che deve effettuare. Una tecnologia molto apprezzata anche all’estero. In Finlandia è, per esempio, operativo dallo scorso novembre il nuovo sistema di informazioni al pubblico targato Almaviva nelle oltre duecento stazioni della rete ferroviaria (6mila chilometri) del Paese: si chiama Rami ed è il progetto internazionale in carico a Finrail, realizzato appunto su Moova. I servizi alla clientela sono consultabili via video, audio e dispositivi mobili secondo le più avanzate funzionalità del Passenger information system (Pis). Un progetto che include anche manutenzione e supporto applicativo da parte della multinazionale italiana. Non è l’unico Paese a usufruire delle soluzioni Almaviva: c’è anche l’Arabia Saudita, dove fornisce a Flow-Metro Riyadh Operator sistemi e soluzioni Ict e gestisce l’operation & maintenance di quattro linee della metro di Riyadh, in un mercato quello mediorientale, nei confronti del quale l’azienda italiana è in fase di acquisizione di nuovi clienti, nella stessa Arabia Saudita, ma anche in Qatar, Emirati Arabi, Egitto, Bahrein, Oman. Come pure in Gran Bretagna, Svizzera e Stati Uniti. Esperienze che dimostrano come il made in Italy, anche nel campo della tecnologia, possa superare i confini e affermarsi fra i player più importanti del mercato internazionale.

«Anche in un settore così competitivo come il digitale, dove a farla da padrone sono in genere le grandi multinazionali, il made in Italy può e deve competere, anche perché l’esperienza e il know-how, anche se noi italiani siamo spesso troppo esterofili per quanto riguarda l’information & communication technology, rendono il nostro Paese molto competitivo. La cosa principale è sviluppare una filiera importante; noi come Almaviva abbiamo investito molto in tal senso e siamo in grado di coprire tutta la catena del valore, perché non solo pensiamo e realizziamo soluzioni innovative, ma poi le gestiamo anche e uno dei nostri obiettivi è raggiungere una quota sopra il 50% nei mercati internazionali. L’auspicio è che tramite i cospicui fondi del Pnrr si rilanci in modo importante il settore».

Intanto in Italia Almaviva ha avviato tanti progetti molto interessanti, che si spera possano trovare una sempre maggiore applicazione in tutto il Paese, che necessita indubbiamente di essere modernizzato. Fra tutti, UnicoCampania, un biglietto unico integrato per tutta la Regione Campania per i diversi mezzi del trasporto pubblico attraverso la lettura della carta di credito dell’utente con l’automatica applicazione della migliore tariffa per i viaggi effettuati. Tramite la piattaforma Moova vengono raccolti i dati relativi a luogo, giorno, ora, azienda, veicolo e viene calcolata, grazie a specifici algoritmi, la tariffa più conveniente per il viaggiatore, a seconda dell’uso che questi fa dei mezzi pubblici, e la addebita sulla carta di credito bancaria, senza che debba così preoccuparsi di dove si trovano i punti vendita e quant’altro, proprio perché è il sistema che si occupa di tutto. In pratica il cittadino può usufruire di tutti i servizi di trasporto attraverso un unico biglietto elettronico, senza curarsi di qual è l’operatore che in quel momento gli sta erogando il servizio. In questo modo anche gli operatori possono avere informazioni puntuali sui movimenti degli utenti e, in base ai dati raccolti, prendere decisioni più efficaci sui servizi da erogare. L’obiettivo è dare operatività e concretezza al concetto di Mobility as service (MaaS), per semplificare la mobilità del cittadino, concetto al quale sono collegati anche diversi altri progetti, tesi a creare circoli virtuosi con conseguenze positive per cittadini, ambiente, salute e sicurezza delle persone, perché oltre a offrire servizi migliori all’utente, facilita anche le autorità nell’ottimizzare i trasporti e nel supportare politiche di mobilità attraverso forme innovative di approvvigionamento, come la partnership pubblico-privata. La Centrale mobilità del Comune di Roma va in questa direzione, per implementare il piano di digitalizzazione dei sistemi di gestione della mobilità cittadina, che consente fra le altre cose di simulare le previsioni del traffico e in base a quello mettere in campo tutta una serie di misure, come la regolazione dei semafori o l’intervento dei vigili urbani e delle forze dell’ordine per rendere più fluido lo spostamento delle persone, anche in occasioni particolari come spettacoli o grandi eventi sportivi. O, ancora, il progetto Smart Roads che Almaviva sta portando avanti con Anas e le partnership con Fincantieri, Tim e Leonardo per migliorare la sicurezza stradale attraverso le tecnologie digitali tramite la comunicazione tra infrastruttura e veicoli, e tra gli stessi veicoli, e il monitoraggio della sicurezza delle infrastrutture critiche, siano esse ponti, strade, viadotti, muniti di sensori e algoritmi intelligenti per capire se ci sono o meno fattori di rischio. Che poi è uno dei punti a cui il Pnrr dedica particolare attenzione. Va proprio in questa direzione il Centro nazionale per la mobilità sostenibile che coinvolge enti pubblici, università e aziende innovative, per il quale è stato stanziato un investimento di 394 milioni di euro per il triennio 2023-2025 e di cui Almaviva è socio fondatore, con la mission di accompagnare in modo rapido e concreto la transizione green e digitale per il raggiungimento di una nuova mobilità sostenibile secondo le indicazioni del Green New Deal. La strada è segnata. Ora bisogna solo percorrerla a livello generalizzato, per modernizzare e rendere più competitivo il nostro Paese.

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