Il calcio italiano riparte da Roberto Mancini. La scelta della Federazione segna il ritorno del tecnico che nel 2021 riportò gli Azzurri sul tetto d’Europa, affidandogli il compito di rilanciare una Nazionale chiamata a ritrovare risultati e credibilità. Una decisione che guarda al campo, ma che apre inevitabilmente anche il capitolo economico, con l’attenzione puntata sull’ingaggio del nuovo commissario tecnico e sull’impatto per i conti federali.
La scelta della continuità
Il ritorno di Mancini rappresenta una scommessa sulla continuità e sull’esperienza. La FIGC punta su un allenatore che conosce profondamente l’ambiente azzurro e che in passato ha costruito un gruppo capace di conquistare l’Europeo. L’obiettivo sarà restituire identità, entusiasmo e competitività a una Nazionale che negli ultimi anni ha vissuto una fase di evidente difficoltà.
Quanto vale il ritorno del Ct
Oltre agli aspetti tecnici, il dossier riguarda anche il profilo economico. Secondo le ricostruzioni pubblicate negli ultimi mesi da diverse testate sportive, il contratto del commissario tecnico dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni di euro netti a stagione, con possibili bonus legati ai risultati. Un investimento importante, ma in linea con quello sostenuto dalla FIGC per le precedenti gestioni tecniche.
Una sfida che va oltre il campo
Il nuovo corso non si misurerà soltanto con i risultati. La Federazione punta a ricostruire un progetto credibile, valorizzando i giovani, rafforzando il legame con i tifosi e restituendo centralità alla Nazionale. Per Mancini si apre una sfida complessa, nella quale peseranno tanto le scelte tecniche quanto la capacità di riportare entusiasmo attorno alla maglia azzurra.
















