Claudia Russo Caia, Takeda Italia

di Vincenzo Petraglia

Ottimizzare le risorse e rendere più efficace ed efficiente la macchina sanitaria, riducendo gli sprechi e favorendo un accesso alle cure e un rapporto più immediato dei pazienti con le strutture dell’healthcare, pubbliche o private che siano. È la mission – mai così attuale e necessaria vista la scarsità di risorse e la crescita dei prezzi dell’energia e delle materie prime – di Takeda, la multinazionale biofarmaceutica presente in oltre 80 Paesi, con circa 50mila dipendenti e una posizione di leadership negli Stati Uniti e in Giappone e presente in Italia dal 1982, dove impiega più di 1.100 persone tra Roma e i due siti produttivi di Rieti e Pisa, dedicati alla produzione di plasmaderivati. Uno dei core business aziendali insieme con altre aree terapeutiche quali oncologia, malattie rare, gastroenterologia, neuroscienze e vaccini.

«La nostra azienda», spiega Claudia Russo Caia, Patient Value and Access Director di Takeda Italia, «ha colto negli scorsi anni i segnali di cambiamento che arrivavano dal sistema sanitario e ha voluto porsi nei confronti dei suoi attori come un interlocutore in grado di individuare e sostenere programmi che aiutassero il sistema stesso in termini di sostenibilità, organizzazione e accesso alla cura. Per farlo ha stabilito una fitta rete di relazioni con associazioni di categoria, professionisti della salute, organizzazioni sanitarie e associazioni di pazienti, così da cercare di raggiungere l’obiettivo di migliorare la vita delle persone». Puntando su innovazione (dal 2021, il Gruppo ha aumentato gli investimenti globali in R&S del 10% – destinando anche grande impegno nei confronti delle malattie rare – e oggi investe quasi 5 miliardi di dollari all’anno con un focus sulle terapie biotecnologiche, il 70% dell’investimento, e sullo sviluppo di piccole molecole, per il restante 30%) e organizzazione, per ottimizzare le risorse.

Un’organizzazione che ha deciso di applicare il Lean Management per snellire i propri processi facendo partecipare direttamente il personale alla ricerca delle soluzioni ottimali per rendere l’intera azienda sempre più agile. Alcuni dipendenti sono così diventati, dopo un percorso di formazione, Lean ambassador di Takeda Italia analizzando e riprogettando alcuni processi in ottica lean. «L’obiettivo», spiega Russo Caia, «è diventare sempre più un punto di riferimento nel Paese per promuovere sistemi di gestione delle cure – digital healthcare e programmi di telemedicina – tramite partnership con aziende ospedaliere e regioni. Il Lean management consente di fare le cose meglio spendendo meno. Attraverso l’ottimizzazione dei processi e delle organizzazioni, le risorse risparmiate possono infatti essere reinvestite a beneficio di una migliore assistenza e cura dei pazienti, che sono sempre al centro del nostro modello di business, anche in termini di accesso a nuove opzioni terapeutiche. Un processo accelerato dal Pnrr e dal generale ripensamento della sanità a seguito della pandemia».

Dal 2013 Takeda, realtà molto attenta anche all’inclusione (sono donne gli ultimi tre General Manager e il management è per il 50% femminile),  è partner del Ssn per valorizzare e diffondere i benefici del Lean management in ambito sanitario, creando progetti pensati a beneficio innanzitutto dei pazienti. I numeri parlano chiaro e i risultati sono evidenti. La prima collaborazione, che risale ormai al 2013, è stata con l’Azienda Ospedaliera di Siena, da cui è nato il primo master italiano in Lean Healthcare Management con l’obiettivo di sviluppare le competenze necessarie per disegnare e implementare progetti Lean.

Da quel momento le collaborazioni sono state tante altre e i risultati sono stati tangibili, con centri che, grazie ai progetti Lean, sono riusciti a visitare il 22% di pazienti in più in un anno, altri che hanno garantito due terapie infusionali in più al giorno, altri che hanno quasi dimezzato i tempi dell’intero processo di gestione del paziente dalla diagnosi al follow up.  «Il nostro impegno oggi», sottolinea Russo Caia, «è sostenere la diffusione su larga scala della cultura Lean in healthcare, affinché questo approccio non si limiti a poche esperienze virtuose ma possa diventare un approccio di sistema. L’ambizione di Takeda è, infatti, diventare sempre più un leader e un partner riconosciuto, creando collaborazioni con tutto “l’ecosistema sanitario”, con lo scopo di co-creare un valore duraturo per i pazienti e per tutto il Ssn». Una mission, quella della sensibilizzazione su questo tema, che si esprime anche attraverso il supporto al Lean Healthcare e Lifescience Award, il premio giunto alla quinta edizione rivolto alle migliori realtà e ai migliori progetti di riorganizzazione sanitaria in ottica lean.

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