Alessandro Giuliani, founder di Leotron

Che ruolo gioca l’usato in un’ottica di sviluppo sostenibile ed economia circolare? Ne abbiamo parlato con chi sta puntando tutto proprio su questo, con risultati molto concreti sia per le imprese che per la comunità. Alessandro Giuliani è autore, insieme con Pietro Luppi, del libro La rivincita dell’usato ed è il fondatore di Leotron, società benefit con oltre 35 anni di esperienza nel settore che offre supporto agli imprenditori dell’usato autonomi e lavora con diversi esperti nel campo per fornire gratuitamente aggiornamenti sull’economia circolare e sulla sostenibilità, oltre ad operare anche attraverso il franchising. In particolare studiando punti vendita dell’usato che possano funzionare e attirare sempre più clienti attenti all’ambiente. Attualmente la società, in grado di rivoluzionare il settore sviluppando un innovativo software per la gestione dei mercatini dell’usato e negli anni creatrice di due franchising di successo, Mercatopoli e Babybazar, divenuti punti di riferimento per chi cerca prodotti di qualità per uno shopping etico e sostenibile, gestisce più di 100 negozi dell’usato in franchising. Ha organizzato inoltre un network di oltre 350 negozi dell’usato autonomi in tutta Italia ai quali eroga assistenza a 360 gradi: dal programma gestionale, alla consulenza burocratica e fiscale fino ai servizi di marketing e di formazione.  Una realtà, parte della Rete Onu, il network degli imprenditori dell’usato, che porta avanti una mission ben definita anche attraverso il proprio blog, che ha lo scopo di diffondere una cultura positiva della second hand economy, e una serie di nuovi progetti, come quello legato alla Responsabilità Estesa del Produttore (Epr), che sta entrando in vigore per il tessile e che impone ai produttori di assumersi la responsabilità del ciclo di vita completo dei propri prodotti, inclusa la gestione dell’invenduto e del fine vita.

Perché dovremmo leggere il suo libro La rivincita dell’usato?

In primo luogo, perché offre una visione dettagliata sull’importanza dell’usato nell’economia circolare, evidenziando il ruolo chiave che questo settore può svolgere nella creazione di un’economia più sostenibile. Inoltre, il libro fornisce una panoramica completa di un mercato dell’usato in costante crescita e trasformazione, offrendo una comprensione approfondita degli sviluppi attuali e delle opportunità future. La sua utilità si estende alla conoscenza dettagliata dei rischi e delle opportunità nel settore dell’usato, un aspetto cruciale per navigare con successo in un mercato in evoluzione. La lettura del libro offre un’opportunità tangibile di applicare soluzioni sostenibili nel proprio stile di vita, con un particolare focus sul riutilizzo.

L’usato è la base dello sviluppo sostenibile?

A livello europeo, recepito dagli stati membri, la piramide della gestione dei rifiuti pone il riutilizzo come l’opzione migliore (2008/98/Ec) e la finalità di questa gerarchia è quella di ottenere il massimo beneficio dai prodotti e di generare la minima quantità di scarti. Quindi per la legislazione europea e nazionale il riutilizzo viene già definito come un pilastro dello sviluppo sostenibile anche perché si integra perfettamente con i principi chiave di questo modello economico. L’economia circolare è un approccio progettato per ridurre lo spreco, promuovere il riutilizzo delle risorse e minimizzare l’impatto ambientale. Questo modello contrasta con l’approccio lineare tradizionale “prendi, produci, usa e smaltisci” con l’obiettivo di creare un ciclo continuo di produzione e consumo sostenibile. Il riuso, che è anche una delle 3R della sostenibilità (riduci, riusa e  ricicla), è rilevante nell’ambito dell’economia circolare in quanto consente di mantenere i prodotti e i materiali in circolazione per il più lungo tempo possibile, ritardando la necessità di nuove produzioni e riducendo la pressione sulle risorse naturali. Inoltre, il riuso promuove un sistema economico più sostenibile, in cui i prodotti mantengono il loro valore più a lungo e contribuiscono a creare un ciclo di vita continuo.

Spesso investire in sostenibilità viene visto solo come un costo dalle aziende, invece…

Invece è un’opportunità che consente di coniugare profitto e benessere ambientale. Per noi di Leotron è fondamentale che i nostri valori riflettano il nostro lavoro e che l’impatto positivo che possiamo avere sull’ambiente sia una parte integrante della nostra missione aziendale. Inoltre, vediamo l’impegno nella sostenibilità come una leva per creare valore non solo per l’azienda, ma anche per la società in cui operiamo…

Il settore in cui operiamo è un mercato che contribuisce significativamente all’occupazione in Italia, dando lavoro a oltre 100mila persone. Se considerassimo il nostro settore come un’unica azienda, saremmo la terza in Italia per numero di dipendenti. Ciò evidenzia non solo la dimensione significativa del settore, ma anche il supporto all’economia locale. In sintesi, il nostro impegno per la sostenibilità non solo ci permette di generare profitti, ma contribuisce anche al benessere ambientale e alla creazione di occupazione. Vogliamo dimostrare che è possibile prosperare economicamente mentre si agisce in modo responsabile nei confronti dell’ambiente e della società, posizionandoci come un esempio tangibile di come valori etici possano essere integrati con successo nel contesto aziendale.

Qual è il valore aggiunto di Leotron rispetto alla concorrenza più o meno diretta?

Il valore distintivo di Leotron risiede nei 35 anni di esperienza che abbiamo e che ci hanno portato a elaborare una mappa di percezione dell’usato. Questa mappa ci ha chiarito che l’acquisto di un oggetto second hand, e di conseguenza il suo valore, dipende dal contesto in cui viene proposto e che i negozi dell’usato, per funzionare bene, debbano obbligatoriamente ispirarsi al mondo del retail. Parallelamente è sempre necessario chiedersi a quale generazione appartengano le persone che si vogliono intercettare. Sviluppando strategie di marketing e di comunicazione che tengano conto di queste peculiarità è possibile rendere molto rilevante l’impulso della second hand economy sia in termini di sostenibilità ambientale che economica.

Una delle vostre mission è contribuire a creare una nuova cultura dell’usato…

Sì, per raggiungere questo obiettivo partecipiamo attivamente a talk e conferenze del settore, impegnandoci costantemente nell’aggiornamento delle nostre conoscenze. Collaboriamo attivamente con esperti del settore per garantire una prospettiva informata e approfondita. Un altro aspetto cruciale della nostra missione è la condivisione di informazioni rilevanti con il pubblico. Per questo motivo, offriamo gratuitamente ogni settimana articoli di aggiornamento sul nostro sito. Questa iniziativa mira a informare ed educare il nostro pubblico su tematiche legate all’usato e al riutilizzo, promuovendo una consapevolezza crescente sulle opportunità e i benefici che derivano dall’adozione di pratiche più sostenibili e circolari. La nostra partecipazione attiva e l’impegno continuo riflettono la nostra dedizione nel plasmare una percezione positiva e informativa dell’usato, contribuendo così al progresso e alla sostenibilità del settore.

Obiettivi nel medio-lungo termine?

Vogliamo consolidare la nostra posizione come leader di settore, quali specialisti della second hand economy, di cui vogliamo sempre di più abbracciarne le peculiarità come mezzo di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Vogliamo scalare il nostro esclusivo modello anche all’estero. In aggiunta abbiamo costituito l’associazione “Ecoriuso” con la quale ci occupiamo del’invenduto dei negozi che aderiscono ai nostri network, che viene destinando a progetti di solidarietà, permettendoci un completo controllo della filiera che ci  assicura etica e trasparenza delle donazioni.

Nuovi progetti? Cosa bolle in pentola?

Attualmente stiamo lavorando su nuovi progetti, con particolare attenzione alla Responsabilità Estesa del Produttore (Epr), che sta entrando in vigore per il tessile. La Epr è un principio chiave dell’economia circolare, che impone ai produttori di assumersi la responsabilità del ciclo di vita completo dei loro prodotti, inclusa la gestione dell’invenduto e del fine vita. Il nostro progetto è quello, come imprenditori dell’usato, di poter far parte della filiera Epr dialogando direttamente con i produttori e fornendo loro le soluzioni più opportune affinché il riutilizzo possa davvero essere una soluzione, sia dal punto di vista economico che ambientale.

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