La realtà aumentata della rappresentanza d’impresa: è stata questa, riconsiderandola a mente fredda, la straordinaria sensazione trasmessa da Let Expo a chi l’ha vissuta. La quattro giorni fieristica organizzata dall’Alis a Verona dal 16 al 19 marzo ha dato il senso e la misura di come Alis – l’associazione logistica dell’intermodalità sostenibile promossa e presieduta da Guido Grimaldi – abbia trasformato, e appunto aumentato, il ruolo della rappresentanza e dunque dei corpi intermedi in Italia.

Mentre nei 40 mila metri quadrati che ospitavano 205 stand in 4 padiglioni della Fiera sfilavano circa 15 mila persone al giorno, nell’area convegni principale pulsava una sorta di concertazione a distanza tra tutte le categorie del trasporto e della logistica italiane, rappresentate dall’Alis, e il governo.

Erano le giornate cruciali del dibattito tecnico e politico sul decreto con cui l’esecutivo voleva intervenire per mitigare gli effetti del caro-energia su famiglie e imprese.

Alle indiscrezioni filtrate da Roma sulla grande prudenza delle prime ipotesi di intervento governativo – si parlava di 15 centesimi di sgravio al litro – si sono contrapposti ben altri toni e richieste dal parterre veronese e il presidente dell’Alis Guido Grimaldi ha indicato il doppio di quella cifra come importo cui tendere. Tra il 16 e il 17 marzo, la linea del governo si è chiarita e finalmente il presidente Draghi ha presentato le nuove misure, che hanno attestato l’intervento base di sgravi a 25 centesimi al litro, nel quadro di un impegno totale di 4,4 miliardi. Non la panacea, e purtroppo servirebbe ben altro, ma certo ben più di un contentino.

Un negoziato tra controparti? No, e questo è un tratto distintivo di Alis: è stato in realtà un confronto costruttivo sul bene comune, non nell’interesse di una categoria o, peggio, di una corporazione: sempre nell’interesse complessivo del Paese, della sua economia e dunque del benessere di tutti i cittadini.

Di più: mentre a Verona si avvicendavano sul palco dei dibattiti ben 250 relatori, di cui 5 ministri, 3 leader politici, 7 tra viceministri e sottosegretari, 2 presidenti di regioni, i vertici di tutte le autorità portuali italiane e tanti altri protagonisti della logistica, a Roma un altro decreto, più tecnico ma molto significativo, incrementava al rialzo di 20 milioni di euro complessivi i fondi dedicati al Marebonus e al Ferrobonus, due cavalli di battaglia dell’Alis perché fondamentali per indirizzare correttamente l’impegno e gli investimenti delle imprese logistiche e dei trasporti; e ulteriori 5 milioni venivano stanziati per gli incentivi alla formazione nell’autotrasporto. «La manovra è un validissimo contributo alle aziende che lavorano per un trasporto sostenibile – ha commentato a caldo Grimaldi – Avremmo voluto di più, ma comprendiamo il momento drammatico, in cui anche 25 centesimi di taglio delle accise è qualcosa di importante. Qui a Let Expo ci sono degli amici sardi, compagnie portuali e trasportatori, e devo dire che siamo massacrati da scioperi fatti in Sardegna che stanno bloccando i generi di prima necessità: un atteggiamento delinquenziale, il dialogo deve essere fatto in maniera costruttiva, con con questi metodi».

Dunque, per questo incrocio di fervore imprenditoriale, confronto politico economico, entusiasmo costruttivo, davvero Let Expo «è stata una consacrazione», come ha chiosato Bruno Vespa, ancora una volta anchorman principe di un evento Alis: «Ho visto nascere quest’associazione, sei anni fa. Oggi devo dire… chapeau, tanto di cappello”.

E naturalmente Let Expo sarà un punto di partenza per nuovi slanci e non un punto d’arrivo: «Nel 2023? Torneremo, torneremo», ha risposto sorridendo il presidente Grimaldi a Nunzia Di Girolamo nell’intervista a tu per tu che ha concluso l’intera kermesse: «È stato bellissimo, quasi emozionante, vedere così tante persone in fiera. Si toccava con mano il desiderio di incontrarsi, ritrovarsi, sembrava che si fosse già tornati alla normalità per l’affluenza che abbiamo avuto… Abbiamo dato un messaggio di strardinaria positività al Paese».

D’obbligo ma sentiti i ringraziamenti: «Innanzitutto all’intera squadra di Alis e di Veronafiere», cita Guido Grimaldi, «col direttore Mantovani e il suo team, che hanno fatto la differenza per quest’evento. Quando allo scoppiare della guerra ci siamo chiesti, per un attimo, “e ora che facciamo con Let Expo?”, la risposta è stata subito: non possiamo fermarci, dobbiamo fare quel che abbiamo già fatto nel settore dei trasporti e della logistica durante la pandemia, cioè permettere al Paese di non fermarsi. Inoltre, come mi ha raccomandato più d’uno, non dobbiamo smettere di richiamare tutti all’importanza del settore della logistica e dei trasporti, perché il rischio è che la gente dimentichi quanto è stato ed è cruciale il popolo della logistica, i veri eroi della pandemia dopo gli operatori sanitari. E poi ringrazio – ha proseguito Guido Grimaldi – i 205 espositori che hanno creduto fortissimamente in questa importante iniziativa. Inoltre vorrei anche ringraziare la comunità Lautari e la Fondazione Santobono con le quali, per la prima volta, abbiamo inserito in un evento Expo un padiglione sociale». Una nota caratteristica di straordinario successo, seguita direttamente da Eugenio Grimaldi, top-manager di Grimaldi Group e fratello del presidente dell’Alis.

L’impegno per l’inclusione è del resto un’architrave strategica dell’azione dell’Alis, insieme con la sostenibilità – che è la dimensione entro la quale tutto si deve ricondurre – e naturalmente l’intermodalità. Inclusione significa anche impegno per la creazione di lavoro: «Da quando c’è Alis qualcosa è cambiato. Qui a Verona ci sono tanti giovani, lo dico con fierezza: a questi ragazzi stiamo realmente dando un futuro. Con la disoccupazione che abbiamo, mancano 17mila autisti in Italia e abbiamo difficoltà a trovare marittimi per le nostre navi. Qualche tempo fa a un cretino che in una nostra manifestazione mi chiese: “Grimaldi, ma lei di chi sta facendo gli interessi, di Grimaldi o Alis?” E io risposi: di entrambi, perché facendo gli interessi della mia associazione faccio quelli della mia azienda», come di tutte le altre aziende, associate e non, e dell’economia del Paese.

Numerosi riferimenti ha fatto Grimaldi alla grande visibilità mediatica assunta dalle iniziative dell’Alis, proprio per attuare quell’obiettivo strategico di sensibilizzazione alla centralità dell’intermodalità sostenibile, una visibilità concretizzatasi in centinaia di articoli, videonews, e interviste multimediali pubblicati dalle principali testate giornalistiche durante Let Expo e dalla produzione incessante di Alis Channel, con il supporto di Alis Magazine.

Inutile dire che lo sguardo e l’impegno dell’Alis si concentrano oggi più che mai anche al di fuori dei confini italiani. «Ci preoccupa molto il problema dell’energia, ogni giorno mi sveglio guardando il prezzo del bunker fuel… Sull’energia penso che siamo estremamente in ritardo rispetto ad altri paesi europei», dice ancora Guido Grimaldi a Nunzia Di Girolamo: «Penso che il premier Draghi e i suoi ministri stiano facendo di tutto per dare risposte agli italiani, ma la mia preoccupazione riguarda anche l’Europa. Il pacchetto Fit for 55 prevede una serie di adempimenti tra i quali una ipertassazione degli armatori con 90-95 euro a tonnellata di CO2 prodotta, per cui tutti gli armatori europei verrebbero colpiti e non a caso si sta lavorando per posticipare le scadenze. Non si capisce che le autostrade del mare come l’intermodalità ferroviaria sono la soluzione al problema energetico e ambientale. E dunque anche a Bruxelles occorre costruire una maggior sensibilità e rispetto su questi temi, e noi con Alis Europe ci stiamo adoperando per avere maggiore incisività anche presso le istituzioni europee».