CORTE DEI CONTI GIUDIZIO DI PARIFICAZIONE DEL RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PUGLIA INSEGNA LUMINOSA CORTE DEI CONTI STEMMA REPUBBLICA ITALIANA EMBLEMA

Per anni è stata una delle zavorre più pesanti per le imprese italiane: attendere mesi, spesso ben oltre i termini di legge, per incassare quanto dovuto dalla Pubblica amministrazione. Oggi lo scenario appare profondamente cambiato. I numeri certificano un’inversione di tendenza che rappresenta uno dei risultati più concreti del percorso di riforme legato al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel 2025 gli enti pubblici italiani hanno liquidato 30,77 milioni di fatture commerciali per un valore complessivo di 215,99 miliardi di euro, effettuando pagamenti per 207,75 miliardi. Ma il dato che fotografa meglio il cambio di paradigma è un altro: nella media ponderata, i fornitori hanno ricevuto il bonifico con un anticipo di 16,1 giorni rispetto alla scadenza della fattura.

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Il tempo medio necessario per saldare i debiti commerciali è sceso a 27,2 giorni, con una riduzione del 45% rispetto ai circa 45 giorni registrati nel 2020, l’ultimo anno prima dell’avvio del Pnrr. Ancora più rapida si conferma l’amministrazione centrale dello Stato, che, secondo la relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato 2025, ha portato il tempo medio di pagamento a soli 23 giorni.

Si tratta del punto d’arrivo di una lunga battaglia iniziata oltre un decennio fa. Nel 2013 la Pubblica amministrazione impiegava mediamente 160 giorni per saldare le fatture ai propri fornitori, con conseguenze pesanti sulla liquidità delle imprese. Fu allora che il Governo guidato da Enrico Letta avviò un piano straordinario di anticipazioni di liquidità da 34,4 miliardi di euro destinato a Regioni ed enti locali, risorse che sono ancora oggi in fase di restituzione, per iniziare a ridurre la montagna dei debiti commerciali accumulati negli anni.

Naturalmente la fotografia complessiva nasconde realtà molto diverse tra loro. La Ragioneria generale dello Stato ha pubblicato una dettagliata banca dati che raccoglie le performance di 22.278 amministrazioni pubbliche, offrendo uno spaccato estremamente articolato del sistema italiano. Si passa dal Gestore dei Servizi Energetici, il più grande pagatore pubblico del Paese, che nel 2025 ha liquidato 979.201 fatture commerciali per un valore di 7,42 miliardi di euro con un tempo medio di appena 14,69 giorni, fino al piccolo Comune di Rocca de’ Giorgi, nell’Oltrepò Pavese, appena 37 abitanti, che nell’intero anno ha ricevuto soltanto due fatture, per un importo complessivo di 1.229,51 euro, pagandole addirittura nell’arco di mezza giornata.

L’analisi dei dati – ricostruita da il Sole-24 Ore – evidenzia come il rispetto delle scadenze sia ormai diventato la normalità. Nel 2025 l’85% dei debiti commerciali della Pubblica amministrazione è stato saldato prima della data di scadenza prevista, mentre la puntualità raggiunge il 90% delle fatture nel comparto delle Regioni e degli enti del Servizio sanitario nazionale. Le situazioni problematiche non sono scomparse del tutto, ma rappresentano ormai un fenomeno residuale e in progressiva diminuzione.

Anche osservando il comportamento dei Comuni emerge un miglioramento diffuso. Su 7.901 amministrazioni comunali, ben 6.153 rispettano i termini fissati dalla normativa, pari al 77,87% del totale. Tra gli enti di maggiori dimensioni, cioè quelli che gestiscono almeno 40 milioni di euro di fatture commerciali, il primato spetta a Pistoia, capace di pagare mediamente in appena 6,8 giorni. Seguono Savona, Salerno e Cuneo, tutte poco sopra la soglia dei dieci giorni.

Tra le grandi città italiane si distinguono Venezia, che liquida le fatture in media in 13,4 giorni, Bologna con 13,72 giorni, Genova con 15,26, Firenze con 16,51, Torino con 16,52, Palermo con 20,45 giorni e Napoli, protagonista di uno dei miglioramenti più significativi: nel 2020 il tempo medio di pagamento aveva raggiunto i 314,5 giorni, mentre oggi è sceso a 17,51. Milano registra una media di 23,55 giorni, mentre Roma si attesta a 24,35 giorni, entrambe comunque entro i limiti previsti dalla normativa.

Restano invece alcune criticità soprattutto nel Mezzogiorno. Tra Province e Città metropolitane risultano in regola 105 enti su 109, pari al 96% del totale. Se Agrigento guida la graduatoria con un tempo medio di soli 7,05 giorni, persistono ritardi importanti nella Provincia di Crotone, dove le imprese attendono mediamente 71,48 giorni, a Catanzaro con 50,2 giorni e a Reggio Calabria con oltre 43 giorni.

Anche tra le Regioni il quadro è generalmente positivo. Soltanto il Molise supera ancora i limiti di legge, con un tempo medio di pagamento pari a 39,62 giorni. A guidare la classifica nazionale è invece il Lazio, che liquida le fatture in appena 9,01 giorni, seguito dalla Sardegna con 10,24 giorni e dalla Campania con 12,04.

Il comparto sanitario conferma di essere tra quelli che hanno compiuto i progressi più significativi. Sono 222 su 236 gli enti censiti che rispettano pienamente le scadenze, pari al 94,1% del totale. Le performance migliori arrivano dalla Lombardia, dove sei aziende sanitarie territoriali — Monza e Brianza, Sondrio, Pavia, Brescia, Mantova-Cremona e Varese — riescono a pagare i fornitori in meno di dieci giorni, un risultato unico a livello nazionale.

Più articolata la situazione nei ministeri. Il Ministero della Giustizia resta l’unico dicastero che continua a superare i limiti di legge sui tempi di pagamento. Sul versante opposto brillano invece il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con una media di 7,51 giorni, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che liquida le fatture in 12,08 giorni.