Samsung annuncia il progetto “Crescere Cittadini Digitali”

«Di cybersecurity si parla ormai un giorno sì e l’altro pure, ma le Pmi sembrano fare orecchie da mercante. Secondo un recente studio della Banca d’Italia, nel 2016 le imprese hanno investito in media 4.530 euro ciascuna, una cifra modesta che scende tra le aziende a bassa intensità tecnologica e si dimezza al sud. L’atteggiamento più diffuso è quello di chiudere la stalla dopo che i buoi sono già scappati: secondo lo stesso studio, infatti, chi subisce un attacco si decide quasi sempre a spendere per rinforzare le difese, mentre chi non è mai stato colpito tende a non investire nemmeno un centesimo nella prevenzione. Al Business Summit che abbiamo dedicato alla cybersecurity, il Cio di una grande azienda specializzata in questo genere di servizi ha raccontato un aneddoto significativo”, dice Carlo Barlocco, presidente di Samsung Electronics Italia (nella foto): “Se è tutto tranquillo, il mio capo mi dice: va tutto bene, che ti pago a fare? E quando subiamo un attacco, mi dice: ci hanno violato, che ti pago a fare?”. E’ proprio per cambiare questa mentialità che noi di Samsung stiamo cercando di fare passare il concetto che la protezione dei dati è sempre una necessità, per le imprese come per i privati». Che Barlocco sia la persona giusta per parlare di cybersecurity lo dimostra un altro dato: secondo una recente ricerca condotta negli Stati Uniti, il 20% degli incidenti di sicurezza informatica avvenuti nelle grandi aziende ha coinvolto uno smartphone. Non è difficile immaginare che per le Pmi, meno strutturate e quindi inclini a lasciar usare gli smartphone personali dal proprio personale anche per le attività aziendali, questa percentuale possa essere ancora più alta.

E allora, dottor Barlocco: cosa proponete voi di Samsung, visto che in Italia avete circa il 37% di quota di mercato negli smartphone?

La digital transformation senza la sicurezza è nulla, in quanto espone il business al rischio di attacchi esterni. Samsung è da sempre attenta ai temi della sicurezza con particolare attenzione alla sfera della mobilità, dell’IoT, dei pagamenti digitali e dello smart working, e cerca di ricoprire il ruolo di facilitatore che accompagna le aziende in questo viaggio, per aumentarne la produttività.

I device non sono tutti uguali, nemmeno nella sicurezza. I nostri sono “secured by design” ciOè sono progettati per essere sicuri

E dunque?

Partiamo dallo smartphone, utilizzato ormai per il 60-70% degli accessi totali a Internet. I device non sono tutti uguali, nemmeno dal punto di vista della sicurezza. I nostri prodotti sono secured by design, cioè ingegnerizzati per essere sicuri e inviolabili fin dalla progettazione. Sono protetti da Knox, piattaforma multilivello integrata nell’hardware e nel software, certificata da 29 governi, che verifica costantemente l’integrità del dispositivo mediante una serie di controlli di sicurezza che coinvolgono il sistema operativo, rilevando eventuali manomissioni al fine di garantire la costante sicurezza dei dati.

Knox è adatto al Bring your own device, come si chiama l’uso dei telefoni personali da parte del personale anche per scopi aziendali?

Lo facilita e lo rende sicuro, perché con Knox Workspace si ha a disposizione uno spazio di lavoro per l’azienda che isola applicazioni e dati professionali dal resto del dispositivo, che resta privato e inaccessibile all’azienda, supportato dal chipset e dalla piattaforma Knox.

C’è la consapevolezza del pericolo che corre senza fili?

No. Quando guardiamo come avvengono gli attacchi hacker, come si generano buchi nelle aziende, vediamo spesso che ci sono antivirus, server, reti controllate… Ma le aziende che blindano solo le reti fisse sbagliano. 50 euro risparmiati sugli smarphone in meno possono diventare 50 milioni di danni in caso di intrusione nei dati aziendali. Se gli smartphone non sono sicuri, basta dimenticarne uno al bar, come è successo, e la frittata è fatta.

Ci vuole più attenzione al device, dunque…

Oggi il device è diventato “il telecomando della vita”, sia nel business che nel consumer. È il punto d’accesso alle nostre azioni, lavorative e non. In azienda è cruciale il lavoro del Cio che cerca di proteggere al massimo i device, che però devono essere stati progettati sicuri, da un’azienda certificata, come siamo noi. Tante volte vengono certificati i device, ma non le aziende che li producono… Quando ti accorgi che i dati aziendali sono stati violati, e magari hai subito un danno enorme, è già troppo tardi. Una volta i registri cartacei dei clienti si tenevano in cassaforte, oggi si dovrebbe fare la stessa attenzione con i dati informatici. Invece spesso funziona un po’ come con gli antifurti delle case, quando subisci un’intrusione e ti accorgi del danno subito, solo allora decidi di metterlo. Per questo è necessario fare cultura della sicurezza.

E voi lo fate?

Da leader di mercato dei device e delle apparecchiature tecnologiche sentiamo il dovere di parlare costantemente e in mille modi di questo tema. È un lavoro di consulenza, formazione, quasi di evangelizzazione che costa tanto e non porta direttamente revenues, però porta consapevolezza sia tra i privati che nel mondo business, nell’auspicio che poi si capisca quali sono i prodotti sicuri e quali non lo sono. Anche perché siamo sempre più operativamente accanto alle Pmi.

In che modo?

Pur non essendo un’azienda di consulenza, grazie al nostro team dedicato a small e medium business del dipartimento Product & Solutions, stiamo diventando un partner che customizza soluzioni su misura per ogni cliente business. Non facciamo tutto da soli, ci avvaliamo di una rete di partner certificati. Quel che conta è la soluzione per l’azienda, la capacità ingegnerizzare il percorso dell’azienda verso la cybersecurity.

Di cosa hanno più bisogno le aziende medie e piccole?

Spesso le Pmi hanno i server protetti, ma non le reti di smartphone che si collegano ad essi e non le piattaforme di e-commerce. Dove invece la sicurezza conta altrettanto. Per questo hanno bisogno di una consulenza su misura, anche in base al sistema operativo utilizzato. Siamo in grado di fornire alle aziende una soluzione anche per le complesse problematiche di sicurezza legate all’avvento dell’Internet of Things, grazie alla nostra piattaforme cloud secure.

Stiamo diventando un partner che customizza soluzioni su misura per ogni cliente business e ci avvaliamo di una rete di partner certificati

Come funziona?

Si chiama Artik ed è la piattaforma integrata Smart IoT di Samsung che aiuta le aziende a trasformare i concetti di IoT in realtà, attraverso prodotti e servizi veloci, sicuri, interoperabili ed intelligenti. Artik Cloud raccoglie, conserva ed elabora dati provenienti da qualsiasi dispositivo o servizio cloud, fornendo alle aziende la possibilità di ottenere informazioni in merito alle modalità di utilizzo dei propri prodotti che possono essere poi utilizzate per generare nuove opportunità di business. Il sistema è protetto da diverse tecnologie: sistemi di crittografia integrati, secure boot e storage sicuro dei certificati.

Però tutti questi servizi, e più in generale la cybersecurity, hanno un costo…

Senta, la cybersecurity deve diventare una parte della nostra quotidianità. E invece oggi la sicurezza digitale è in genere una cosa da ricchi, ha un costo che non è accessibile a tutti e questo secondo noi non va bene. La persona deve avere il diritto di proteggere i suoi dati indipendentemente dal suo reddito. La sicurezza è un diritto, noi di Samsung siamo a favore della sua democratizzazione e per questo abbiamo messo a punto soluzioni e servizi veramente alla portata di tutti.

SAMSUNG ELECTRONICS ITALIA

  • Ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 3 miliardi
  • Nel 2015 ha venduto oltre 17 milioni di prodotti: 47.000 al giorno, 2000 all’ora, 33 al minuto
  • 1 TV venduto su 2 in Italia e 1 smartphone su 2 è Samsung
  • Circa il 25% del valore del settore della Consumer Electronics in Italia è generato da Samsung
  • Nel 2015 è stato inaugurato il Samsung District, nuova sede milanese presso l’edificio “Diamantino” nel polo dell’innovazione e del business di Porta Nuova
  • In linea con l’impegno globale di Corporate Citizenship, ha sviluppato iniziative in diversi ambiti: dall’arte alla scuola, dalla sicurezza alla formazione professionale