Con un’efficiente gestione del magazzino è possibile ridurre del 20-30% sia il valore dello stesso, sia lo spazio occupato dai materiali immagazzinati. Un risparmio molto rilevante, se si pensa che i costi di gestione del magazzino (servizi di movimentazione, affitti, oneri amministrativi, etc.) si aggirano intorno al 25% del valore del magazzino stesso. Per raggiungere l’obiettivo c’è uno strumento relativamente semplice che si può utilizzare, la cosiddetta. «Si tratta di uno strumento di facile utilizzo ma potente, utilizzato principalmente nelle aziende dove un’attenta gestione della performance di magazzino rappresenta un fattore critico di successo» dice Riccardo Savariano, Chief Operating Officer di Amyralia, «anche nelle grandi aziende si riscontra poca sensibilità a questo tema, e spesso l’attenzione a queste dinamiche arriva solo a posteriori quando valore e quantità del magazzino si trasformano in una criticità da gestire. Succede anche nelle multinazionali, dove le attività di inventario vengono regolarmente svolte, ma la valutazione del rapporto tra il fatturato generato dalla merce e la giacenza media in magazzino, avviene meno frequentemente. L’utilizzo di questo strumento consente di definire la corretta politica di gestione da associare agli item di magazzino e ottimizzare la locazione delle referenze, migliorando sensibilmente gli aspetti logistici di gestione e prelievo specie per gli item ad alta rotazione».

L’analisi del magazzino attraverso la Matrice ABC considera due dimensioni di analisi: il valore di consumo di ogni materiale (impiegato nel pro¬cesso produttivo o prodotto finito venduto); e il relativo valore di giacenza media. L’analisi ABC si fonda sulla legge di Pareto, secondo la quale in un universo di fattori da controllare, ne esiste un piccolo numero che esprime una gran¬de influenza, mentre la maggioranza dei fattori assume rilievo minore (il 20% dei fattori esprime l’80% del risultato).

Incrociando i valori di consumo e giacenza di ogni item a magazzino è possibile definirne le classi di appartenenza (alla classe A appartengono agli item con maggiore valore di consumo e giacenza, mentre alla classe C gli Item con minore valore di consumo e giacenza) utili a valutare la qualità di gestione del magazzino. «Una situazione di bassa giacenza e consumo elevato, è lo scenario che presenta la massima efficienza» spiega Savariano, «vuol dire che siamo in presenza di un alto indice di rotazione del materiale, che entra ed esce dal magazzino in maniera rapida e costante, contenendo i livelli di giacenza». Un elevato indice di rotazione, seppur sinonimo di buona gestione, presenta anch’esso dei rischi «Se si sbaglia a determinare i livelli di scorta si rischia di andare in rottura di stock, cioè di non avere la disponibilità del materiale da impiegare nel processo produttivo o del prodotto finito da consegnare» rimarca il Chief Operating Officer di Amyralia. «Questo può accadere in situazioni di fluttuazione della domanda, dove un aumento dei volumi porta a dover fronteggiare una mancanza di disponibilità del materiale o del prodotto finito a magazzino, oppure in situazioni di emergenza in cui il fermo di un macchinario non consente di produrre in quantità adeguata».

«La situazione da attenzionare in maniera più significativa si presenta quando la giacenza media è troppo elevata in rapporto al consumo» aggiunge Savariano, «c’è un rischio di obsolescenza dovuto ad una assenza di domanda, gli item sono fissi in magazzino senza possibilità di essere venduti o impiegati nel processo produttivo, quindi non generano fatturato ma costi di magazzino. È la situazione peggiore. In questi casi va valutata la possibilità di reimmetterli nel ciclo produttivo destinandoli ad altre produzioni, cederli a titolo gratuito per beni obsoleti fuori commercio a favore di enti non commerciali, associazioni riconosciute, Onlus e infine nello scenario più estremo, la distruzione volontaria, con il rischio di una perdita secca»