patente a punti

«La norma relativa alla qualificazione delle imprese e in particolare alla “patente a punti” in edilizia, è già contenuta nel Decreto 81 del 2008, agli articoli 26 e 27, sottoscritto all’epoca dal Governo e dalle parti sociali». A dirlo è l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano, che quel documento nel 2008 lo firmò. «Pare che adesso il Governo voglia andare in quella direzione, e questo sarebbe positivo. Però, prima di dare un giudizio vorrei vedere il testo che uscirà dal Consiglio dei ministri. Se verranno emanati i Decreti attuativi del testo del 2008 avremmo finalmente raggiunto l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza nei cantieri. Se si tratta del testo indebolito dal Governo Berlusconi nel 2009 o di nuove formulazioni più di forma che di sostanza, saremmo punto e a capo. La sostanza deve essere quella di impedire alle imprese che non hanno le carte in regola di poter partecipare agli appalti e di porre un freno alla catena dei subappalti». 

Insomma nel giro di poco il governo potrebbe avere una legge contro gli incidenti sul lavoro, che sarebbe già pronta.

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Da più di dieci anni non cambia niente 

Nonostante nel corso dei decenni la situazione dei morti sul lavoro sia decisamente migliorata, è dagli anni dieci che non cambia nulla in Italia. Nel periodo del boom economico i morti sul lavoro erano 4400 all’anno più o meno 11 al giorno, poi si è scesi a 3 mila e infine a 1040. E lì ci si è fermati. «C’è stata un’evidente evoluzione. – continua Damiano – ma siamo di fronte a una strage. C’è un discorso culturale dietro alle imprese, ma non solo nell’edilizia, anche se in agricoltura con il ribaltamento dei trattori, nella chimica con le vasche di decantazione e in molti altri settori». La legislazione può comunque intervenire. «La prima cosa da fare -conclude Damiano – è quella di mettere uno stop agli appalti al ribasso e a cascata. Un’azienda per prendere un appalto deve essere in grado di provvedere internamente per il 60%».