L’occasione per guardare al Sud Est asiatico con un’ottica rinnovata, dopo la creazione del Partenariato economico globale regionale – lo spazio di libero scambio più ampio al mondo, con 2,3 miliardi di consumatori – e alla vigilia di una nuova “geografia della globalizzazione” che seguirà l’aggressione russa in Ucraina. Così il presidente di Agenzia Ice Carlo Ferro ha definito l’High level dialogue Italia-Asean che si è svolto nello scorso mese di luglio a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, organizzato dall’associazione Italia Asean con Ambrosetti e la stessa Ice. L’area di libero scambio dell’Asean comprende Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Myanmar e Cambogia. «Il commercio bilaterale tra l’Italia e i dieci Paesi dell’Asean, nonostante le difficoltà di questo periodo, è cresciuto del 21,6% rispetto ai livelli pre-pandemia (gen.-apr. 22 vs 19)» ha affermato Ferro. «E le esportazioni del nostro Paese verso la regione hanno raggiunto nel 2021 i 7,9 miliardi di euro. Individuata l’opportunità, vanno definite le priorità in termini di Paese e di business».

Il presidente dell’Associazione Italia – Asean Romano Prodi ha sottolineato l’importanza strategica della collaborazione con l’Asean in una fase commerciale e anche geopolitica decisamente complesse: «Gli interessi di fondo dell’Italia, dell’Unione Europea e dell’Asean sembrano coincidere: un ordine mondiale improntato alla cooperazione e non alla contrapposizione, che promuova il commercio, faciliti l’approvvigionamento e consenta lo sviluppo e il benessere universale, tenendo sempre presente l’obiettivo primario di tenere a bada i rischi ambientali». Proprio la transizione ecologica è sicuramente fra i temi comuni. «Il cambiamento climatico richiede un’azione comune e urgente, perché il pianeta è lo stesso per tutti e non c’è un “planet B”» ha messo in evidenza il presidente di Agenzia Ice. «Secondo il Climate Risk Index, cinque dei venti Paesi maggiormente interessati da questo tema appartengono all’area Asean. Ice Agenzia ha presentato un position paper su “energy transition and circular economy” che focalizza l’offerta Made in Italy per l’Asean su cinque ambiti: transizione energetica, economia circolare, salute dei mari, sviluppo urbano sostenibile e agricoltura innovativa. Tutti temi sui quali il nostro Paese sta affermandosi sul piano tecnologico e impiantistico, e ancor più potrà farlo grazie al Pnrr, la cui azione le recenti vicende politiche non devono rallentare».

A Kuala Lumpur ha fatto gli onori di casa l’onorevole Dato’ Sri Mustapa Mohamed, ministro all’Economia del dipartimento del Primo ministro della Malesia. «Anche l’Asean e l’Ue hanno un programma simile, ma è positivo che l’Italia e alcuni altri partner dell’Asean si siano impegnati per un rapporto più stretto con la regione» ha sottolineato il ministro nel suo discorso di apertura. «Questo sforzo ha certamente dato i suoi frutti nel rafforzare i legami interpersonali tra l’Asean e l’Italia. Attualmente, l’Italia è il terzo partner commerciale globale della Malesia tra gli Stati membri dell’Ue. Gli investimenti italiani sono generalmente percepiti in Malesia come investimenti di qualità che creano posti di lavoro di qualità per i locali. La Malesia è ovviamente orgogliosa di ospitare numerosi investimenti italiani. Ad esempio, a dicembre dello scorso anno, sono stati realizzati in tutto il Paese 75 progetti produttivi a partecipazione italiana (per un valore di 363,8 milioni di dollari). Questo ha creato 4.320 opportunità di lavoro per i locali qui in patria».

«L’Asean ha dato grande priorità ai programmi di trasformazione digitale della regione, ad esempio con il lancio della Roadmap di Bandar Seri Begawan e della Strategia consolidata sulle 4IR per l’Asean, per fornire la direzione politica necessaria alla trasformazione della regione» ha affermato Sivasuriyamoorthy Sundara Raja, Deputy Ceo del Malaysian investment development authority (Autorità malese di sviluppo degli investimenti). «Molto sostegno in termini di capacity building e trasferimento di tecnologia è stato raccolto anche da partner avanzati extra-Asean per aiutare la regione ad abbracciare e beneficiare delle 4IR.

L’Italia, d’altra parte, è in prima linea nella quarta rivoluzione industriale e nella digitalizzazione sotto molti aspetti. È uno dei Paesi con il maggior numero di aziende ad alta tecnologia, il che riflette la capacità dell’Italia di adottare tecnologie avanzate e digitalizzazione nella produzione e nelle imprese. A questo proposito, il trasferimento di tecnologia da parte delle imprese italiane attraverso la creazione di aziende nell’Asean, che offre vasti mercati e opportunità di crescita alle imprese italiane, è un’equazione reciprocamente vantaggiosa». Lo strumento principe per agire e cogliere le opportunità è quello della cooperazione. «Più alleanze pubblico-privato, più collaborazioni tra università e centri di ricerca, più partnership tra imprese italiane e locali, attraverso il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di Pmi e di start-up» ha auspicato Carlo Ferro. «A Kuala Lumpur abbiamo lanciato il progetto di esportare i nostri centri industria 4.0 nell’area Asean, per rafforzare l’offerta di soluzioni e macchinari italiani a supporto dello sviluppo smart e sostenibile dell’area. Subito dopo, con il ministro Di Maio, abbiamo siglato l’accordo per allargare a Singapore il Global Start-up Program dellTce. Aiutare le start-up a crescere sui mercati internazionali significa formare sul paradigma innovazione- internazionalizzazione il Dna di una nuova generazione di leader. Ice Agenzia è impegnata da circa tre anni su questi temi. Promuoviamo, anche con la campagna di nation branding be-IT il Made in Italy come partner nel mondo per ridisegnare oggi i modelli futuri di vita urbana, mobilità sostenibile, industria e agricoltura intelligenti. Un approccio aperto, volto a “fertilizzare” l’innovazione e in cerca di nuovi mercati “amici”».