LIANG WENFENG CEO DEEPSEEK

Il nuovo baricentro della ricchezza tecnologica non passa più soltanto dalla California. Un’analisi de La Stampa fotografa l’ascesa di una generazione di imprenditori cinesi capaci di trasformare algoritmi, infrastrutture e modelli linguistici in patrimoni da miliardi di dollari. Al vertice c’è Liang Wenfeng, fondatore di DeepSeek: un ex gestore quantitativo diventato il simbolo della sfida cinese al dominio americano nell’intelligenza artificiale.

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Liang, il miliardario venuto dalla provincia

Quarant’anni, una formazione da ingegnere e un’infanzia lontana dai grandi distretti tecnologici: Liang Wenfeng ha costruito la propria fortuna seguendo una traiettoria diversa da quella dei fondatori della Silicon Valley. DeepSeek nacque nel 2023 dall’area di ricerca del suo hedge fund High-Flyer, che aveva accumulato processori grafici avanzati prima dell’inasprimento delle restrizioni statunitensi. Dopo l’ultimo aumento di capitale, Bloomberg ha stimato in circa 36 miliardi di dollari il patrimonio del fondatore e in quasi il 78% la sua partecipazione nella società.

La classifica dei nuovi ricchi dell’Ai cinese

Le valutazioni cambiano rapidamente, ma i dati aggiornati al 2 agosto mostrano la dimensione del fenomeno. Forbes attribuisce a Liang Wenfeng un patrimonio di 39,6 miliardi, mentre Liu Debing, presidente di Z.ai — la società precedentemente nota come Zhipu — raggiunge 15,6 miliardi. Seguono Tang Jie, cofondatore e responsabile scientifico di Z.ai, con 3,4 miliardi, e Yan Junjie, fondatore di MiniMax, con 2,2 miliardi. È una nuova élite industriale, nata non dall’e-commerce o dai social network, ma dalla proprietà di modelli, dati e capacità di calcolo.

DeepSeek, una valutazione da oltre 50 miliardi

Il salto patrimoniale di Liang dipende soprattutto dalla crescita del valore attribuito a DeepSeek. La società ha raccolto oltre 7,4 miliardi di dollari nel primo finanziamento esterno, raggiungendo una valutazione superiore ai 50 miliardi; lo stesso fondatore avrebbe investito circa tre miliardi nell’operazione. A differenza di molte startup americane, nelle quali capitale e diritti sono distribuiti tra fondatori, fondi e grandi gruppi tecnologici, Liang conserva un controllo eccezionalmente ampio. È questa concentrazione proprietaria a trasformare ogni aumento della valutazione in un’immediata crescita della sua ricchezza personale.

Modelli aperti e prezzi più bassi

La partita non riguarda soltanto le classifiche dei miliardari. DeepSeek, Moonshot, Z.ai e MiniMax stanno conquistando attenzione offrendo modelli competitivi, spesso aperti o modificabili, con costi di utilizzo inferiori rispetto alle principali piattaforme statunitensi. La diffusione di queste tecnologie mette sotto pressione il modello economico fondato su sistemi chiusi, grandi investimenti infrastrutturali e tariffe elevate. La Cina sta così trasformando l’efficienza dei modelli in una leva geopolitica: non ha ancora eliminato il divario sui semiconduttori più avanzati, ma sta rendendo la propria Ai sempre più accessibile, esportabile e difficile da ignorare.

Capitale privato e regia pubblica

Dietro l’ascesa dei nuovi tycoon cinesi emerge un sistema nel quale iniziativa imprenditoriale, grandi gruppi industriali e fondi statali si sovrappongono. Il capitale pubblico non sostituisce necessariamente il fondatore, ma orienta investimenti, ricerca e infrastrutture verso gli obiettivi strategici di Pechino. Nel caso di DeepSeek, la presenza di investitori istituzionali convive con il saldo controllo di Liang e con una cultura aziendale concentrata sulla ricerca di lungo periodo. Il risultato è un modello diverso da quello americano: meno dipendente dal venture capital tradizionale e più vicino a una forma di capitalismo tecnologico nazionale.