In Asia accelera lo sviluppo delle batterie a stato solido

Il Parlamento Europeo ha approvato una nuova normativa volta a regolare l’utilizzo,la produzione e il riciclo di pile e accumulatori, al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente e di favorire lo sviluppo di un’economia circolare.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Tra gli obiettivi rientrano quelli che fissano una percentuale minima di materiali che dovranno essere recuperati dalle batterie; in particolare, entro il 2025 i Paesi dell’UE dovranno riuscire a riciclare non meno del 65% di litio presente negli accumulatori; la percentuale sale del 5% se si guarda al 2030, anno in cui il recupero di nichel, piombo, cobalto e rame dovrà invece raggiungere il 95%.

Accumulatori agli ioni di litio e pile al litio

Quando si parla di batterie al litio, si può fare riferimento tanto agli accumulatori, i quali sfruttano gli ioni di litio per accumulare energia e alimentare dispositivi di vario genere, come gli smartphone e mezzi di trasporto, anche di grandi dimensioni, quanto alle batterie primarie, tra le quali è possibile includere ad esempio le classiche pile stilo aa, molto utilizzate per far funzionare telecomandi, sveglie e altri apparecchi elettronici poco energivori e di uso comune.

Chi decide di acquistare batterie aa online e opta per quelle al litio, non riceverà a casa batterie agli ioni di litio, bensì classiche pile, altamente performanti e non ricaricabili, che potranno essere al litio e diossido di manganese oppure al litio e cloruro di tionile, a seconda della composizione chimica che permette al dispositivo di produrre energia.

L’importanza delle normative sul riciclo delle batterie

L’urgenza di porre regole sempre più stringenti deriva in parte dalla grande diffusione prevista per gli accumulatori agli ioni di litio nei prossimi anni, la quale sarà incentivata dall’obbligo, per i produttori di veicoli, di passare dai motori a combustione a quelli elettrici entro il 2035.

L’altro aspetto che spinge la richiesta di regolarizzazione riguarda la necessità per i Paesi dell’Unione di diventare quanto più possibile indipendenti nel rifornimento di materie prime fondamentali per la produzione delle batterie, il cui monopolio è oggi in mano alla Cina.

Per raggiungere l’indipendenza produttiva o quantomeno ridurre drasticamente la dipendenza dai Paesi Esteri, l’Italia e gli altri Stati europei devono ottimizzare i processi di riciclo al fine di creare un’economia circolare quanto più possibile virtuosa ed efficiente.

Italia in prima linea nella ricerca di nuovi processi di riciclo

I principali sistemi oggi utilizzati per riciclare le batterie agli ioni di litio sono la pirometallurgia e l’idrometallurgia, due tecniche che presentano dei pro, ma anche alcuni contro. In particolare, la prima risulta particolarmente inquinante, mentre la seconda consuma molta acqua e utilizza acidi dannosi per l’ambiente.

Le nuove esigenze e gli obiettivi della normativa spingono avanti la ricerca al fine di individuare soluzioni più sostenibili, che permettano di arrivare al recupero delle percentuali minime di materie prime stabilite dal Parlamento europeo.

Tra le nuove soluzioni, ne emergono anche alcune italiane, come quella sperimentata dalla ICCOM, la quale si basa sulla solubilità del litio, e quella che prende il nome di “processo carbotermico migliorato”, il quale si avvale di una sorta di forno a microonde per il recupero del litio e del cobalto presenti nelle batterie e negli accumulatori.