Masi in Europa: è una questione... di etichetta

La nostra storia inizia alla fine del XVIII secolo, quando la mia famiglia ha acquistato pregiati vigneti nella piccola valle denominata “Vaio dei Masi”. Da qui prende il nome l’azienda, che tuttora opera attivamente con la sesta e settima generazione dei Boscaini.

Nel corso della nostra storia, abbiamo cercato di rendere l’Amarone Masi un’eccellenza italiana, grazie al lavoro di tutti: con me sono coinvolti in azienda i miei figli Raffaele e Alessandra, mio fratello Bruno e i nipoti Anita e Giacomo. La nostra famiglia, affiancata da manager esterni, tra cui l’Amministratore Delegato Federico Girotto, ha saldamente in mano il timone della società, che dal  30 giugno 2015 è quotata in Borsa sul mercato AIM Italia, dedicato alle piccole e medie imprese: un passo estremamente innovativo nel settore vinicolo italiano, compiuto per assumere una dimensione più globale, e portare nel mondo il meglio delle nostre terre, le espressioni enologiche del territorio, in primis l’Amarone, e i valori del marchio, che è centrale nella nostra strategia di crescita. Una strategia che guarda al medio-lungo termine ed è basata su fondamentali che non vogliamo mettere in discussione: posizionamento premium, identità e vini indissolubilmente legati al territorio delle Venezie, e investimenti sul nostro brand, per riaffermarne l’eccellenza del Made in Italy tout-court, oggi più che mai.  

Con la fine del lockdown ci stiamo concentrando sulla situazione economica post-crisi: è difficile dire in quale condizione si riavvierà, nei prossimi mesi, il settore della distribuzione dei nostri prodotti. Da quanto possiamo vedere oggi la ristorazione – in Italia e negli altri Paesi in cui ha potuto riaprire, seppure con l’adozione di stringenti misure di profilassi – sta soffrendo. Il canale della Grande Distribuzione Organizzata presenta dati di vendita superiori all’anno scorso, così come l’e-commerce, ma la nostra struttura distributiva si fonda prevalentemente sull’Horeca, come quella di tutti i produttori di vini a marchio premium. Le nostre attività di vendita diretta nelle varie location italiane ed estere di Masi Wine Experience sono ripartite anch’esse, ma subiscono a loro volta i trattamenti normativi restrittivi in corso per i settori del retail e della ristorazione. Il canale del Duty Free, storicamente molto volumetrico per Masi, vive un sostanziale azzeramento, essendo legato ai viaggi, così come è legata ai viaggi l’hotellerie: dobbiamo aspettare la ripresa del turismo, che probabilmente avverrà nel medio termine.

Comunque l’operatività della Società prosegue (in quanto non è stata mai obbligata alla chiusura), sia nel vigneto che in cantina, applicando le misure di profilassi del caso.

Pur in questa fase così complessa e delicata, il Gruppo Tecnico Masi è stato costantemente impegnato nella ricerca, nella sperimentazione che hanno contribuito all’innovazione e alla qualità dei vini Masi. Tant’è vero che ad aprile abbiamo potenziato la nostra offerta con due nuovi Lugana biologici – Lunatio e Beldosso – che si vanno ad aggiungere alle altre grandi espressioni di vini bianchi delle Venezie, dai nostri vigneti in Trentino, Veneto e Friuli. Questi nuovi prodotti sono già disponibili e possono essere ordinati anche online, così come il resto della nostra gamma.

Inoltre, nelle ultime settimane abbiamo attivato alcune campagne sui nostri canali social: l’iniziativa “Cartoline dall’Italia”, dedicata ai clienti dell’horeca, e gli appuntamenti virtuali di #aCasaconMasi, una serie di dirette live sulla pagina Instagram con consigli di abbinamenti e degustazioni guidate per i nostri follower.  Un modo per sentirci vicini condividendo cibo e buon vino.

Oggi fare previsioni sul futuro è ancora prematuro, ma se provo a immaginare come sarà il mondo dopo il virus sono convinto che dovrà essere certamente più concreto, teso ai valori veri, a distinguere tra frivolo e utilità. Crediamo che la nostra gente abbia avuto modo di vedere, meditare e far tesoro di una lezione: occorre un patto nuovo tra uomo e natura, un rapporto più amorevole che prenda il posto degli attuali atteggiamenti superbamente violenti. Anche il mondo del vino, così intimo e così dipendente dalla natura, dovrà d’ora in poi riservargli quel rispetto che è frutto di conoscenza e amore. La standardizzazione nel modo di produrre e di apprezzare il vino, in ottica di mercati sempre più globalizzati, lascerà spazio a prodotti territoriali, rappresentativi di culture antiche o più recenti, autentici. La varietà che nasce dalla ricca biodiversità sarà sempre più apprezzata perché porta messaggi nuovi; un bere più acculturato, di ricerca amorosa piuttosto che di moda.

Sarà un recupero dell’uomo con la sua storia, la sua tradizione, il suo legame con la terra; di tanti uomini che hanno avuto la grande fortuna di vivere questi valori. Io sono uno di essi: sono nato in Valpolicella, la terra dell’Amarone, da una famiglia di viticoltori e l’Amarone, il Costasera per Masi, ha sempre rappresentato in famiglia più di una tecnica, più di un vino: una filosofia, un’arte e anche oltre … Un “convivente” importante!

Messaggi di questa natura, trasversali alle generazioni, capaci di trasferire emozioni saranno ora più apprezzati da un consumatore che ha visto i limiti di un falso progresso di plastica e desideroso di ritornare con sensibilità nuova a sognare i valori veri della qualità e del suo racconto.

*Presidente Masi Agricola