Longevità

La longevità ormai incombe su milioni di italiani, i cittadini quasi più longevi al mondo, nel giro di pochi anni costoro costituiranno la maggioranza della popolazione, anche a causa della denatalità. La longevità oggi e soprattutto in prospettiva non va più vista come un mero periodo di non felice transizione, bensì di un periodo in cui ci si può e deve godere gradevolmente i frutti di tanti anni di lavoro, per il 99% dei cittadini italiani, che non sono nati né vissuti da rentier.

È indispensabile, pertanto, procurarsi in/formazioni per cercare di realizzarla.

È pensabile che ogni persona normale, dopo una vita impegnata, desideri godersi la longevità, ormai proiettata a 100 anni, in maniera gradevole. Dopo una vita durante la quale la maggior parte ha dovuto adeguarsi alle esigenze della propria realtà e relative priorità, di sicuro gradirebbe poter vivere non solo in buona salute e serenamente, ma anche facendo quello cui aspira, che può essere – solo a titolo di esempio – continuare a lavorare sinché si può o, all’opposto, non fare più niente, vivere in casa, in barca o su un campo da golf, da solo o in compagnia, facendo finalmente – senza sensi di colpa – solo e soltanto ciò che vuole, godendosela il più possibile.

Uomini e donne che si avvicinano ai cinquanta, o sono nei dintorni di quell’età, sono stati abituati a pensare che raggiunto il momento della quiescenza, in genere a 65 anni, si “scende”: una sorta di capolinea per l’impegno lavorativo che adombra anche la fine di ogni tipo di progettualità.

Quello che resta? Godersi un residuo di vita e se ci sono gli affetti familiari. Un atteggiamento passivo e arrendevole verso la “vecchiaia” che viene dal retaggio della visione che genitori e nonni avevano verso il periodo di quiescenza, condizionata da un’aspettativa di vita di 20 anni inferiore a quella odierna.

La realtà oggi è diversa. Oggi i “giovani” ereditano prima dai nonni che dai genitori, perché i cinquantenni attuali hanno una speranza di vita di altri 40/50 anni.

Questa nuova realtà rimette in discussione tutto l’immaginario collettivo che riguardava i vecchi. Oggi non ci sono più i vecchi, ci sono i longevi. Bisogna riprogrammare tutto e possibilmente dare spazio alle ambizioni che ognuno ha per la propria longevità, è un’opportunità che le generazioni precedenti non hanno avuto, quelle attuali possono invece usufruirne. Pur non essendo cresciuti con questa consapevolezza, tutti ambiscono a una longevità desiderata, non subita, se non addirittura sognata, individualmente e su misura

È possibile?  Si è preparati?

Sono numerose, in effetti, le in/formazioni di cui si ha bisogno:

  • Estensione e prospettive della longevità
  •  La salute, la medicina della longevità, la nutrizione più adeguata, il fitness, il wellness, il senso di scopo, le relazioni…….
  • La pianificazione assistenziale, il welfare pubblico e privato
  • Le necessità finanziarie, patrimoniali, fiscali, la pianificazione delle stesse
  • Le opportunità del senior living, co-living, social housing e la gestione in chiave di longevità del patrimonio immobiliare ed eventualmente, se esiste, di quello aziendale o dello studio professionale.

Tante le esigenze, ma anche numerose le possibilità di in/formarsi, leggendo, frequentando degli appositi semplici corsi di in/formazione, può diventare un’attività di ricerca stimolante, interessante e che dà la possibilità anche di tessere nuove relazioni, bisogna guardarsi intorno e cercare. Esattamente come quando si iniziava a pensare a lavorare e si “indagava”, allora si era inesperti, oggi invece l’esperienza non manca e le possibilità ci sono, occorre un po’ di salutare impegno.