di Lorenzo Nicolao 

Territorio, investimenti, conferme e rilancio. Il 18 maggio a Palazzo Lombardia a Milano, sotto una nuova veste dopo due anni di pandemia, è tornato in presenza il Forum organizzato dal progetto regionale Invest in Lombardy, una riflessione complessiva sul posizionamento della Lombardia per l’attrattività degli investimenti stranieri in un contesto nazionale e internazionale che negli ultimi 24 mesi ha conosciuto vere e proprie sfide. La tavola rotonda, proposta per presentare le attività del cosiddetto «modello lombardo» raccogliendo esperienze e competenze di diversi soggetti, ha fornito un contributo prezioso nell’obiettivo comune di raccontare buone prassi e strumenti e al contempo rafforzare strategie e iniziative a supporto dei territori per essere sempre più competitivi nell’attrarre risorse, progetti, imprese e talenti. Di questo sforzo comune sono stati protagonisti negli ultimi anni la Dg Sviluppo Economico di Regione Lombardia, ispiratore di Invest in Lombardy da oltre un decennio, Promos Italia e Union Camere Lombardia, che hanno supportato operativamente la realizzazione delle attività del progetto grazie a un’assistenza tecnica dedicata. Il dibattito ha così coinvolto attori pubblici, imprese e soggetti privati che contribuiscono alla crescita del territorio per ripercorrere le tappe di quello che è stato fatto in un periodo tanto mutevole, confermando, attraverso i dati, quanto uno sforzo istituzionale possa essere nel tempo ricompensato da risultati concreti.

Guidesi: “Riscontro positivo negli ultimi anni”

Se la Lombardia con 5 miliardi di investimenti negli ultimi cinque anni si riconferma come la regione più attrattiva d’Italia, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi pone una precisazione sui dati positivi registrati, anche in un periodo che è stato condizionato negativamente tanto dall’emergenza sanitaria, quanto dal conflitto in Ucraina. «Di fronte a statistiche che provano gli sforzi e il lavoro svolto, con un riscontro estremamente positivo, potremmo anche fermarci e godere di questi risultati. Invece no, vorrei ci ricordassimo sempre che siamo la Lombardia e che punteremo già da oggi a nuovi traguardi, un impegno in prospettiva che non potrà che rinnovare i principi valoriali sui quali ci siamo sempre basati. Ringrazio perciò tutti coloro che hanno creduto in questo territorio e continuano a investirvi, anche in un periodo di crisi».

Per il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, intervenuto nell’arco dei saluti istituzionali, non è una sorpresa. «Le imprese lombarde sono tornate in tempi record ai livelli pre-pandemici. Una ripresa che negli ultimi mesi ha rappresentato oltre il 50% di quello che è avvenuto in Italia. L’aspetto del quale voglio congratularmi è però la semplificazione di un progetto come Invest in Lombardy, che permette ogni giorno a un potenziale investitore di essere seguito e assistito in ogni fase delle operazioni, dall’individuazione delle aree e dei settori strategici al confronto con le norme e le burocrazie del sistema italiano. Un grande vantaggio per tutti i soggetti internazionali che operano nel nostro territorio». 

I risultati sono stati riconosciuti anche a livello nazionale dal Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che, intervenuto da remoto prima del dibattito vero e proprio, ha sottolineato quanto sia importante ispirare fiducia, certezze, preparazione e competenze in un mondo complicato e dalle sfide sempre nuove, anche negli ambiti della sostenibilità e dell’innovazione. «Parliamo di elementi necessari per convincere i soggetti interessati a investire a fare una scelta di business per il medio e lungo termine. – ha detto – Un ragionamento che non deve valere solo a livello regionale però, ma anche a livello nazionale, ancora di più se pensiamo all’opportunità delle risorse provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tanti investimenti purtroppo sono saltati in passato per l’assenza non solo di un quadro di norme certo, ma anche per la mancanza di pareri e di un confronto utile con le istituzioni in un dato contesto geografico. Non per un parere negativo, ma per la necessità semplicemente di un parere, di un dialogo costruttivo e pro-business. Progetti come Invest in Lombardy aiutano non solo una regione, ma l’Italia nel suo complesso».

 

A dare una maggiore idea di come la strategia si converta in azioni concrete e quindi in risultati, è intervenuto però Marco Fedato, responsabile dell’Attrazione degli Investimenti per Promos Italia. «Ogni giorno cerchiamo di individuare sempre più opportunità insediative, – ha detto – in modo tale da rispondere tempestivamente ai bisogni degli operatori. C’è un grande sforzo relativo alla raccolta delle informazioni e alla canalizzazione dei settori che possono contraddistinguere la Lombardia rispetto a territori estremamente competitivi come Baviera e Catalogna, solo per citare qualche esempio. Per vincere questa sfida di carattere internazionale possiamo solo far leva su quelle che sono le nostre eccellenze. La combinazione virtuosa di fisico e digitale in tal senso è oggi fondamentale, anche per l’assistenza ai potenziali investitori». Con questa logica hanno trovato spazio realtà e progetti, già ufficializzati, come la svizzera Vetropack, leader nel settore degli imballaggi che a Boffalora, in provincia di Milano, è pronta a investire quasi 200 milioni di euro per consolidare la propria presenza in Lombardia. L’azienda emiratina LuLu, che con il suo 218esimo punto vendita, che aprirà a Malpensa, orienterà l’export italiano verso i Paesi arabi del Golfo. Allo stesso modo, tra i casi di successo, si contano l’arrivo a Milano della cinese Pharmadule, che arricchirà il settore delle apparecchiature mediche con 10 milioni di euro, e Meotec, realtà francese che nell’ambito della consulenza aprirà in Lombardia la sua prima sede fuori dalla Francia.

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Da Expo alle Olimpiadi gli snodi della crescita 

Il punto di vista, che guarda a un lavoro tutt’altro che terminato e che pensa al futuro, è ampiamente condiviso da figure che provengono da settori diversi ma che convergono per la voglia di confermare la posizione e rilanciare il contesto territoriale. Expo nel 2015 e le Olimpiadi invernali del 2026 rappresentano solo gli snodi più significativi di un processo di crescita che non si è mai fermato. Nel corso del panel sull’attrattività della regione sono intervenuti Laurent Sansoucy, Direttore Generale di Oco Global, autorità leader per gli investimenti esteri, il Capo Ufficio per gli investimenti stranieri del Ministero degli Esteri Massimiliano Iacchini e il Consigliere del Ministero dello Sviluppo economico Davide Taliente. A seguire, Paolo Tedeschi, Capo di gabinetto del Presidente della Regione Toscana e componente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Dario Voltattorni, Segretario Generale Confindustria Lombardia e Stefano Elia, professore associato Politecnico di Milano, tutti moderati dal giornalista Antonio Giannoni, firma del quotidiano Il Giornale.  

Nelle sue conclusioni, lo stesso assessore Guidesi al termine del dibattito ha sintetizzato la ricetta per i prossimi mesi. «Spesso non occorre neanche sforzarsi troppo nel cercare -ha spiegato – soluzioni innovative nelle vesti della pubblica amministrazione, perché le aziende hanno quasi sempre già trovato una soluzione. Quel che possiamo fare è proporci come unico interlocutore e intermediario per i soggetti stranieri, così che la regione possa mettere in contatto efficacemente le realtà territoriali con quelle esterne. Aggiungo solo che, dal punto di vista logistico, il centralismo italiano, rispetto ai contesti di competitor più autonomi come Catalogna o länders tedeschi, non è certamente un elemento di aiuto. Per contro, il quotidiano dialogo con il Governo che abbiamo raggiunto può essere solo un vantaggio ulteriore per il perseguimento di obiettivi che, alla fine, sono comuni a tutti, alla Lombardia come all’Italia».