S&P Global Ratings, Attenzione all'esposizione degli assicuratori al “cyber silenzioso”

Questa notte il collettivo Anonymous, rete internazionale di attivisti hacker, ha dichiarato guerra informatica al governo russo con un tweet e attaccato i siti web del Cremlino, della Duma e del media RT reagendo alle cyber minacce di Mosca che hanno preso di mira il Parlamento ucraino, la Rada, il Ministero degli Esteri e i servizi di pubblica sicurezza. Nelle settimane precedenti l’invasione russa, l’Ucraina, infatti, stava già combattendo un conflitto cibernetico online: gli esperti di sicurezza informatica degli ESET Research Labs hanno affermato di aver rilevato nuovi malware per la cancellazione dei dati in Ucraina su “centinaia di macchine nel Paese” già nella giornata di mercoledì 23 febbraio.

Hassan Metwalley, CEO e co-founder di Ermes – Intelligent Web Protection, impresa italiana selezionata da Gartner nella top 100 delle realtà mondiali che sfruttano l’intelligenza artificiale applicata alla cybersecurity, ha delineato uno scenario preoccupante: “Esistono conflitti paralleli che perdurano da anni dove singoli Stati o organizzazioni mirano a creare danni ad infrastrutture, operatività e comunicazioni. L’inizio del conflitto tra Russia ed Ucraina è stato sancito da un azzeramento delle telecomunicazioni all’interno del Paese ucraino prima ancora dell’attacco militare. La presa di posizione di Anonymous è solo l’ennesima dimostrazione del peso che questi “eserciti di hacker” possono assumere all’interno delle politiche nazionali e sociali. L’obiettivo del collettivo potrebbe essere l’isolamento di Mosca e delle sue infrastrutture vitali”.

Questo è un fenomeno già noto agli esperti: gli attacchi informatici costituiscono, infatti, uno strumento chiave dell’aggressione russa in Ucraina già da prima del 2014, anno in cui il Cremlino ha annesso la Crimea e gli hacker hanno cercato di sabotare le elezioni.