La finanza verde, ormai, non è soltanto quella che persegue parametri di sostenibilità ambientali, sociali e di governance: è anche quella che riesce a ottenere più facilmente finanziamenti dagli investitori. Se n’è parlato a un evento organizzato a Palazzo Lombardia da Liuc Alumni, l’associazione (in continua crescita) che ha come obiettivo principale quello di creare un network duraturo fra i laureati Liuc, dal significativo titolo “Green Finance: un investimento sul futuro”. «La finanza sta cambiando e così anche le competenze necessarie per l’accesso alle professioni», dice Alex Alberio, consigliere e Finance topic leader dell’associazione. «Oggi, oltre alle competenze tecniche, sono rilevanti nuove conoscenze in ambito Esg. I cambiamenti descritti dai nostri ospiti sembrano complicati e lontani ma è compito nostro rendere questa visione una realtà». Flavio Stellini, Managing Director di Intesa Sanpaolo – Corporate & Investment Banking, è venuto appositamente all’evento da Londra dove lavora. «In poco meno di un decennio, la finanza come era conosciuta pre-crisi finanziaria è stata quasi completamente sostituita dal nuovo trend green/sustanaibility/circular» afferma Stellini. «Esg è oggi la principale forma di corporate finance cross prodotto e cross settore, con alcuni Paesi più aggressivi di altri, ma il movimento è globale». «La green economy è diventata in poco tempo uno dei principali enablers degli investimenti sostenibili» rimarca Andrea Scialpi, Partner, EY Transaction Diligence Leader. «È stata la chiave nel supportare le attività delle aziende in un contesto di mercato reso sfidante da un mix inatteso di eventi geopolitici e monetari importanti. È destinata a diventare il new normal dell’accesso alla finanza e un volano per il tanto atteso e paventato cambio di rotta necessario a raggiungere gli obiettivi fissati da COP28». «La finanza Esg è uno dei driver che spinge le aziende a sviluppare e mantenere un approccio sustainability driven» rimarca Roberto Galli, Finance Director di Sea Milan Airports.

All’evento hanno partecipato circa 120 persone. «I nostri tre pilastri come associazione sono networking, fund raising e knowledge transfer, questo era focalizzato sul terzo» spiega Alberio. «Abbiamo lavorato molto su questo tema delicato, tanti ne parlano magari in maniera poco concreta: di qui l’idea di far parlare nostri alumni professionisti del mondo delle imprese e delle banche». Il tema della green finance è estremamente concreto: «L’attenzione ai temi della sostenibilità cresce sia tra gli investitori sia nelle aziende: chi emette debito green ha un costo di funding più basso» evidenzia il consigliere dell’associazione. Questo cambiamento porta con sé un’importante implicazione a livello manageriale. «Prima la green finance era guidata dal team finance dell’azienda, che negoziava con le banche prodotti green» osserva Alberio, «ora si è passati a una logica top-down: cioè è un obiettivo del management, che si impone di emettere prodotti green. Non più finanza fine a se stessa, ma un posizionamento strategico dell’azienda».

Nel 2024 Liuc Alumni prevede di organizzare due eventi di peso. «Vogliamo parlare di private equity, un tema importante per Liuc che ha una comunità molto forte di alumni che lavorano in questo ambito» dice Alberio. «Abbiamo inoltre l’ambizione di poter parlare degli impatti della situazione economica sui mercati finanziari, di tornare a parlare di mercati cercando di capire quali siano le conseguenze dell’inflazione».