La gender equality comincia dal welfare
Sonia Malaspina, direttore Hr Sud Europa di Danone

Il 40% dei dirigenti donna, il 100% di rientro dalla maternità con un tasso di abbandono nullo, il 42% delle promozioni nell’ultimo anno andate proprio a mamme rientrate dal congedo di maternità. Sono i numeri della gender equality di Danone Italia, che ha il 52% dei dipendenti donna sui 600 circa compresi Mellin e Nutricia. Numeri importanti che non si raggiungono dall’oggi al domani: «Siamo partiti nel 2011 con la politica di supporto alla genitorialità quando su questo tema c’era un po’ meno attenzione da parte di media e istituzioni» spiega Sonia Malaspina, direttore Hr Sud Europa di Danone, «specie in Mellin, che si occupa di nuove generazioni, era già un dato evidente il calo delle nascite, che poi è continuato e si è acuito negli ultimi anni. Se oggi possiamo dichiarare certi numeri è perché abbiamo fatto un percorso di anni». Prima di tutto Danone ha creato un quadro di regole: «Abbiamo dato un supporto economico e di welfare» evidenzia Malaspina, «per esempio con il raddoppio della maternità facoltativa. Ma anche con quello della paternità retribuita, da 5 a 10 giorni: e oggi il 100% dei nostri papà prende la paternità». Le misure di carattere economico e di welfare sono fondamentali, ma da sole non sono sufficienti per introdurre e affermare in azienda i principi della gender equality: «Sono state adottate anche in altre aziende dove poi non si è visto crescere il numero delle donne dirigenti» osserva il direttore Hr, «perché è necessario anche un approccio di tipo organizzativo e culturale. Lo smart working per esempio è una grandissima leva, ma deve far parte di un percorso in cui maternità e paternità non sono viste come una disgrazia organizzativa, ma al contrario come un valore per l’azienda».

Anche l’esperienza genitoriale è un valore che l’azienda riconosce perché restituisce professionisti migliori e ancora più ingaggiati 

Un esempio è proprio quello della paternità retribuita: «Si dice che gli uomini non vogliano accudire i neonati, ma in realtà si vergognano di stare a casa» dice Malaspina, «si deve creare l’ambiente culturale giusto, in Danone se gli uomini prendono la paternità non ridiamo ma siamo contenti, per questo lo fanno tutti». Quando il direttore Hr parla di valore non si riferisce solo a quello, peraltro impagabile, di aiutare una donna e la sua famiglia ad avere figli in modo sereno, ma anche a quello economico per l’azienda: «Gli investimenti ritornano» assicura Malaspina, «perché qualsiasi esperienza di un certo tenore restituisce professionisti migliori e più ingaggiati, che danno beneficio all’azienda. Un punto di assenteismo in più o in meno pesa, e il nostro è bassissimo, sotto l’1%, così come pesa la fidelizzazione delle persone chiave». La forza dei numeri raggiunti ha permesso a Danone di ottenere la certificazione GEEIS (Gender Equality European & Interational Standard), promossa da Arbourus in collaborazione con Bureau Veritas, primo standard europeo per la parità nel luogo di lavoro. Resta un obiettivo da raggiungere: «Abbiamo ancora un pay gap, attualmente in media dell’8%» dichiara il direttore Hr di Danone, «ma per le persone inserite in nuovi ruoli abbiamo adottato la parità: non diamo a una donna il 20% in meno perché farà figli». Il pay gap residuo è un’eredità del passato: «Ci sono ruoli tipicamente maschili quali i venditori» rimarca Malaspina, «un capo area in azienda da 20 anni che copre diverse regioni ha una seniority nel ruolo, e magari una donna pari ruolo da tempi più recenti ha un posizionamento junior. Qui insomma c’è l’impegno a colmare quel gap, che altrimenti rimarrà sempre tale». Danone ha anche aderito alla campagna HeForShe lanciata dall’attrice Emma Watson, declinandola proprio sulle politiche di genitorialità e sostegno alla natalità: «Abbiamo esperienze bellissime di dipendenti che passati i 40 anni hanno trovato il coraggio di pianificare la terza maternità perché, hanno detto, “avevo un’azienda che non mi metteva a rischio”» conclude il direttore Hr Sud Europa di Danone.