di Gianluigi Scala, CFO Amyralia

La crisi d’impresa è un fenomeno complesso e può avere radici profonde, ma nel 2022 è entrata in vigore una legge che ha introdotto importanti cambiamenti nella gestione di questa situazione. Questa legge permette alle aziende di accedere autonomamente a un aiuto statale per affrontare le crisi finanziarie e cercare di riportare l’azienda sulla via della salute. Tuttavia, c’è un’importante distinzione da fare: se un imprenditore in uno stato di crisi finanziaria non procede con l’autodichiarazione di crisi, può essere segnalato da altri stakeholders e l’azienda finirà sotto la lente di ingrandimento di un giudice e di professionisti che si occuperanno autonomamente della liquidazione della società. Questo può comportare sanzioni per l’imprenditore, fino alla dichiarazione di fallimento. In sostanza, il codice della crisi d’impresa è stato aggiornato per fornire un aiuto mirato alle aziende che ne hanno bisogno e allo stesso tempo allontanare coloro che gestiscono in modo negligente l’impresa e mettono a rischio gli stakeholders.

Per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla nuova legge sulla crisi d’impresa, gli imprenditori devono monitorare attentamente gli indicatori chiave di performance aziendale e rendersi conto se sono in grado di risolvere la situazione in autonomia. Nel caso in cui ciò non sia possibile, si può chiedere l’assistenza di professionisti nominati da un giudice, che aiuteranno l’imprenditore a guidare l’azienda attraverso un processo di liquidazione e successiva ripresa delle attività.

Questi sono gli strumenti, che però non risolvono il problema principale: non tutti gli imprenditori sono in grado di capire per tempo il reale andamento della propria azienda. In questo, gli indici di riferimento rivestono un ruolo cruciale. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha identificato diversi indici significativi, tra cui il Debt Service Coverage Ratio (DSCR), che misura la capacità di un’azienda di coprire i propri debiti finanziari; l’indice di sostenibilità degli oneri finanziari e l’indice di liquidità. Monitorare attentamente questi indicatori può aiutare a prevenire la crisi finanziaria.

Per prevenire la crisi d’impresa, resta comunque fondamentale dotarsi degli strumenti e delle risorse adeguate. Questo include una contabilità aggiornata almeno mensilmente e un controllo di gestione in grado di monitorare i flussi di cassa, mantenendo un equilibrio tra entrate e uscite per garantire che gli indicatori rimangano al di sopra delle soglie di allerta. Esistono anche strumenti informatici che possono aiutare in queste operazioni, facili e intuitivi da usare. È importante notare che le segnalazioni al garante spesso provengono da terzi, come istituti di credito e banche, quindi è essenziale mantenere un rating aziendale solido per evitare problemi su questo fronte, questo fattore aiuterà di certo anche le aziende a ottenere credito più facilmente. Inoltre, è molto importante porre attenzione anche alla gestione del rischio di credito verso i clienti, poiché consente di valutare in anticipo il rischio connesso e cioè se e in quanto tempo il cliente sarà in grado di ripagare il debito.

La crisi d’impresa è un problema serio che può colpire qualsiasi azienda. Con la giusta preparazione, con il monitoraggio degli indicatori e una gestione oculata, è però possibile prevenirla o affrontarla con successo, avvalendosi anche della recente legislazione che offre aiuto agli imprenditori in difficoltà finanziarie.