di Carla Serra

Elegante ma confortevole: ecco il segno distintivo del guardaroba maschile primavera 2024. Il dress code rilassato dello smart working si fa elegante, arricchito da materiali pregiati e innovativi, con una spiccata attenzione alla sostenibilità.

Le aziende italiane sono impegnate nella sfida di offrire sempre nuovi tessuti e capi sostenibili in ogni punto della filiera. Uno sforzo che gli uomini stanno apprezzando. Infatti, la moda maschile made in Italy ha chiuso il 2023 con ricavi per circa 15 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Un risultato che supera la media del settore. Secondo la Camera nazionale della moda italiana, la moda italiana, allargata ai comparti collegati come gioielli e occhiali, nel 2023 ha registrato ricavi per 103 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto al 2022.

Attualmente il comparto conta in Italia 66mila aziende e circa 660mila addetti.

Milano con le Fashion week e Firenze con Pitti dettano le regole e attirano un numero crescente di compratori da tutto il mondo.

Piace il design italiano, ma anche l’innovazione per ottenere Zero emissioni, filiera corta, circolarità. Come l’Uppeal Bamboo Collection di Mabel (mabelindustries.com) grazie ad una tecnologia proprietaria brevettata, utilizzando fibre di bambù e scarti delle mele derivanti dall’industria dei succhi e delle marmellate. «La resistenza che il bambù dà al nostro bio materiale plant-based è inarrivabile», commenta Umberto Bacenetti, Ceo di Mabel Industries. «La fibra totalmente biologico arriva dalle foreste italiane di Forever Bambù, pianta che ha la caratteristica di assorbire la CO2 in quantità 36 volte maggiore ad un bosco comune».

L’innovazione tocca anche il tradizionale fatto su misura che si rivoluziona in modo digitale. La startup Lanieri (lanieri.it) ha creato una piattaforma che permette di progettare l’abito su misura online scegliendo modelli e tessuti. Fondato nel 1865, il lanificio Reda di Biella (reda1865.com) non si è fatto sfuggire l’opportunità ed ha acquisito la scaleup. I raffinati tessuti biellesi arrivano così a vestire uomini in tutto il mondo con un solo clic.

Senza l’eccellenza della materia prima, non ci sarebbe la forma. «Filato è la fibra plasmata in un gesto di artigianalità che si fonde con tecnologia, scienza e sperimentazione. Il nostro impegno è tessere un futuro in cui bellezza e responsabilità ambientale siano in egual modo protagoniste», afferma Alessandro Bastagli, presidente di Lineapiù Italia (lineapiu.com). L’azienda toscana, leader mondiale nel settore dei filati per maglieria, già utilizza viscosa filamento certificata Fsc (Forest Stewardship Council), per l’80% dei propri filati e arriverà al 100% entro il 2025.

10 trend della moda maschile primavera 2024

1. Sneaker sdoganate

Con lo smoking, come John Travolta sul palco di Sanremo, in ufficio o all’aperitivo: le sneaker vanno sempre con tutto e sono comode. Le più originali? La Gel-Kayano20, la prima scarpa di Asics (asics.com) firmata da Kenzo.

Il design avveniristico creato da Tonino Lamborghini, erede delle storico marchio, mette le ali alle sneaker per PittaRosso (pittarosso.com).

Con un’altra scuderia di prestigio si allea Puma (puma.com) per creare la collezione Porsche con due modelli Puma Hoops ad alte prestazioni: La MB.03 firmata da LaMelo Ball e l’innovativa All-Pro Nitro.

2. L’uomo di polso

L’uomo elegante si fa notare proprio per cosa indossa al polso. L’orologio per la primavera 2024 deve essere personalizzabile per dimensioni, colori, come il grintoso Dual Chrono del brand ginevrino David Van Heim con doppio fuso orario, oppure dal look vintage (ma hi-tech) come il Montecristo di Pilo & Co, casa indipendente fondata nel 2001 a Ginevra (entrambi in vendita su (tancabrands.com).

Oltre l’orologio, al polso deve far bella mostra un braccialetto dal design lineare, come Iconica for Them in oro bianco e rosa, creato da Pomellato (pomellato.com), la maison milanese con oltre 100 artigiani che realizzano a mano ciascun gioiello, dalla fusione dell’oro fino alla lucidatura finale.

E alle creazioni di Buccellati (buccellati.com) è dedicata la mostra “The Prince of Goldsmiths, Rediscovering the Classics” a Venezia dal 18 Aprile al 18 Giugno. Il poeta Gabriele D’Annunzio definì Principe degli Orafi Mario Buccellati, fondatore della maison che ancora utilizza tecniche di incisione nate nelle botteghe orafe italiane del Rinascimento. Oggi, Buccellati è al 100% di proprietà di Richemont, ma la famiglia è ancora presente in azienda con funzioni manageriali. «I classici sono un ponte gettato tra passato e futuro e sono anche testimonianza di uno stile originale da perpetuare nel tempo a venire», dichiara Andrea Buccellati.

3. Signori, il Doppiopetto

Elegante per antonomasia, il doppiopetto è il capo più trendy per la primavera 2024. Formale se in tessuto gessato, come quello su misura di Lanieri (lanieri.it), brillante nella versione in lana e lino azzurro di Stefano Ricci (stefanoricci.com) . La storica maison fiorentina è maestra nell’arte della creazione di materiali con abbinamenti e trattamenti speciali come il lino lavato con l’aloe per camicie dalle linee asciutte e scattanti.

Ancora lino per il doppiopetto di Pal Zileri (palzileri.com) con spalle morbide da indossare come fosse una felpa e abbinato ai pantaloni 5 tasche, ai chinos e a coloratissime camicie in lino. Slowear (slowear.com) sceglie i toni della sabbia per abbinare il suo doppiopetto panna e farne un passe-partout all’alba al tramonto.

4. Ne vedremo di tutti i colori

Il guardaroba maschile si fa arcobaleno. Complice la reazione al cosiddetto quiet luxury fatto di toni neutri, sbocciano i pantaloni lilla, rosa, carminio, giallo. Gta (gtamoda.com) li propone in tre modelli tutti caratterizzati dalla Waist Comfort Band, la cintura invisibile che dona fino a 6 cm di comfort. L’azienda fondata a Padova dal 1955 realizza pantaloni sartoriali fondendo moda, sostenibilità e innovazione. Infatti, la particolarità principale è il tessuto in cotone 100% riciclato, caratterizzato da una costruzione a canvas compatta che rimane morbidissima al tatto.

5. Denim riciclato

Sulle passerelle il total denim spopola. Ma la proposta più sostenibile arriva da Jeckerson (jeckerson.com) che propone denim riciclati, trattati con cicli di lavaggio a basso impatto ambientale e con accessori in materiali riciclati. Fondato a Bologna dai fratelli Carlo e Alessandro Chionna nel 1995, Jeckerson nasce come marchio di pantaloni per i giocatori di golf, con un particolare inedito e iconico: la toppa di pelle posizionata sulla coscia, per asciugarsi le mani prima dello swing. Per la stagione primavera-estate 2024 la toppa è in Alcantara light ton sur ton.

6. A qualcuno piace corto

Ora che i pantaloni non si portano più a vita bassa, il top si accorcia mettendo in evidenza la cintura, accessorio maschile da rivalutare. La collezione Tod’s (tods.com) propone bomber e giubbotti sartoriali in toni grigi e sabbia che sfiorano i fianchi. Da abbinare ai classici mocassini per un look urban formale. Punta sul corto e genderless il brand giapponese Uniqlo (uniqlo.com). In vendita nei 2400 negozi sparsi per il mondo, ci sono i capi senza distinzione di genere, come la giacca utility con cappuccio o il giubbotto dalla silhouette squadrata rosa antico slavato.

7. Se fuori piove

Pioggia e vento non passano attraverso gli speciali materiali sviluppati da Ciesse Piumini (ciessepiumini.com). L’azienda da oltre 40 anni coniuga comfort e praticità per sportivi e per chi mantiene la sua attitude outdoor in città. Trench e sailor sono in tessuti a tre strati caratterizzati dalla presenza di membrane funzionali che garantiscono impermeabilità e traspirabilità grazie alle termonastrature interne.

8. Riciclo in spalla

Nel1993 i fratelli Freitag iniziano a produrre a Zurigo borse e zaini riciclando i teloni dei camion. Nel 2003, il modello F13 Top Cat viene esposto al Museum of Modern Art di New York. L’azienda (freitag.ch/it)oggi occupa 250 collaboratori e nel mondo gestisce 30 Freitag Store, di cui uno a Milano. L’ultimo modello è F155 Clapton, lo zaino composto per il 77% da materiali riciclati. Vanta il 100% di materiali riciclati il borsone Thule (thule.com) La collezione Chasm ha un’ampia gamma di dimensioni e di stili, per adattarsi ad ogni tipo di uscita, dal breve volo con bagaglio a mano all’escursione di più giorni. Inoltre, il rivestimento impermeabile esterno è privo di Pfas: protegge il contenuto dall’umidità ma allo stesso tempo tutela l’ambiente da sostanze chimiche nocive.

9. Occhio al superfluo

Un solo paio di occhiali per fare sport e da indossare anche tutti i giorni in città. È la nuova collezione eyewear firmata da Adidas Originals Oro101 (www.adidaseyewear.com) dalla forma squadrata e attuale. La montatura è realizzata in TR90, materiale elastico e di grande comfort, con nuove aste scolpite. A realizzarli per Adidas è l’italiana Marcolin (marcolin.com), azienda leader a livello mondiale nel settore dell’eyewear fondata nel 1961 nel cuore del distretto veneto dell’occhialeria. A Como è stato appena inaugurato Nau!Reloove, il primo negozio di occhiali Nau! usati e rimessi completamente a nuovo, raccolti nei 150 retail del brand fondato nel 2004 a Castiglione Olona, altro storico distretto dell’occhialeria italiana. «Ci sfidiamo ogni giorno per essere sempre più sostenibili: da qui, è nata l’idea di allungare il ciclo di vita dei nostri prodotti, sfruttando la nostra rete e i nostri flussi logistici, produttivi e distributivi», spiega Monica Salvestrin Brogi, co-founder di Nau!

10. Scarpe unisex

In materia di parità tra uomo e donna certe calzature han fatto molta strada. Lo stesso modello genderless, infatti, caratterizza i sabot Birkenstock (birkenstock.com). La casa tedesca fondata nel 1774 è entrata nell’Olimpo del lusso Lvmh. Un tempo erano i sandali sfigati per eccellenza, ai piedi del turista tedesco indossato con calzino bianco. Oggi, le Birkenstock spopolano tra le celebrieties, da Julia Roberts e Justin Bieber. Il cuore di tutti i modelli è il plantare originale dalla forma anatomica. La struttura si ispira all’orma naturale lasciata dal piede nella sabbia e la tomaia in pelle scamosciata abbraccia il piede come una seconda pelle. E sono proprio come una seconda pelle le calzature pieghevoli e compatte ideate da Vibram (vibram.com). Rifacendosi all’arte giapponese dell’origami, l’azienda varesina ha creato Vibram One Quarter una calzatura pieghevole dal design tridimensionale. La suola in mescola Gumlite è dotata di una tecnologia innovativa che ne diminuisce il peso del 30%, mantenendo inalterate le caratteristiche di grip, trazione, durata e resistenza all’usura. Per la primavera/estate le tomaie sono in tela, jeans e canapa, e la soletta è in fibra in bambù per garantire freschezza.