Si beve e si fuma sempre meno, ma quelle abitudini sono state rimpiazzate da altre — e le aziende non chiedono di meglio che assecondarle. Oggi solo il 54% degli adulti americani dichiara di bere alcolici: la quota più bassa dal 1939. E appena il 9% fuma sigarette. Ma gli americani si tolgono lo sfizio altrove.
La caffeina resta lo stimolante di riferimento del Paese: il 66% degli americani beve il suo caffè quotidiano, e gli energy drink sono la categoria di bevande analcoliche che cresce più in fretta. L’anno scorso la marijuana ha superato alcol e sigarette nel consumo quotidiano, spingendo le vendite legali di cannabis a circa 34 miliardi di dollari l’anno. Non stupisce che il maggiore Etf del settore raccolga circa un miliardo di dollari.
L’alcol è stretto tra prezzi alti e stili di vita più salutari — e non hanno aiutato gli studi secondo cui non esiste una dose sicura. Così le aziende puntano su birra, vino e distillati analcolici per salvarsi. E il +15% messo a segno l’anno scorso dalla categoria lascia pensare che la strada sia quella giusta. Le sigarette valgono circa il 70% delle vendite di nicotina negli Stati Uniti. Ma mentre le sigarette hanno perso il 2,4%, i prodotti a base di nicotina senza combustione sono cresciuti dell’8%: in particolare le nicotine pouch, bustine di tabacco che si infilano sotto il labbro.
Il mercato americano delle pouch vale ormai circa 5 miliardi di dollari, ed è in crescita, con i grandi player impegnati in una corsa agli armamenti sulla potenza. A dare una mano è anche un quadro regolatorio più permissivo: la settimana scorsa la Fda ha approvato Zyn Ultra da 11 milligrammi di Philip Morris, e i concorrenti sono già in fila con dosaggi ancora più forti.
Dietro la crescita degli energy drink c’è un driver inatteso: i farmaci per dimagrire. Chi assume meno calorie tende a ricorrere alla caffeina per tenere su l’energia — un recente sondaggio di Morgan Stanley ha rilevato che il 44% dei pazienti in terapia con GLP-1 aveva bevuto un energy drink negli ultim tre mesi, contro il 38% di tutti gli altri.













