La buccia di banana delle ambulanzesu cui scivola l'eccellenza del Gemelli

Il Gemelli di Roma è il migliore ospedale italiano. Potrei con una battuta dirvi subito, parola di Massimo Lucidi. Esperienza diretta super qualificante rinnovata anche al tempo del Covid. Ma in realtà lo afferma da qualche giorno la classifica World’s Best Hospital 2021, stilata come ogni anno da Newsweek, storico magazine USA. Che da anni riconosce nell’Italia il più importante influencer culturale al mondo. In altri termini una fonte autorevole che conosce bene il nostro Paese e non fa sconti. Anzi cari lettori, per esperienza diretta vi assicuro che il Gemelli è un grande orgoglio della sanità italiana dove competenza e ricerca, merito e talento hanno l’opportunità di esprimersi a servizio dell’uomo. L’unico vero obiettivo di un’attività umana e professionale che cumula passioni a competenze in un continuo dialogo generazionale.
Tanta luce, tanti punti luce il Gemelli, eppure qualche ombra che si aggira. Chissà a trovare qualche magistrato disposto a fare luce, a capire. È il tema del servizio ambulanze che viene gestito dalla Regione. Non dal Gemelli. E qui finisce l’eccellenza.
Inizia una selva oscura che per esperienza diretta vi documento cosi. Esiste il 118. Poi esiste un servizio privato che h24 per un prezzo di 250 euro vi assicura il trasporto in ambulanza da casa al nosocomio che intendete raggiungere. Fatto. Poi per tornare a casa il trasporto gestito dalla Regione e qui la regione Lazio ci mette il suo… se vi dicessi che in media le persone aspettano anche 9 ore per essere dimessi e riaccompagnati a casa ci credereste? E che direste dopo un trattamento tra medici infermieri e sanitari da 5 stelle e con un cuore grande? Possiamo definirla una rovinosa buccia di banana? È il caso ancora ascoltare politici e sindacalisti bananari che compromettono l’eccellenza manifesta?
Sarebbe l’ora o no di gestire i servizi di autoambulanza con criteri di rispetto della persona e di buon senso?