Kirill patrimonio

Il nuovo pacchetto si sanzioni imposto dall’Unione Europea alla Russia andrà a colpire anche il capo della Chiesa ortodossa, Kirill, accusato di essere un potente mezzo di propaganda di Putin. L’arcivescovo ha sempre mostrato grande solidarietà all’amico Vladimir Putin – conosciuto ai tempi in cui entrambi erano nel Kgb – arrivando addirittura a definirlo un “miracolo di Dio”. Kirill ha benedetto la guerra del Capo del Cremlino e i missili nucleari dell’arsenale russo, considerando di fatto l’operazione bellica in corso necessaria e utile all’affermazione del ruolo della Russia nel mondo. Malgrado il capo della Chiesa ortodossa neghi di possedere ricchezze, potrebbe vantare un patrimonio di diversi miliardi di dollari, contro il quale si starebbe muovendo l’Europa.

Kirill, il patrimonio

Nato nel 1946 a Leningrado con il nome di Vladimir Michajlovič Gundjaev, è figlio di una famiglia di sacerdoti e, per questo, nel 1976, viene consacrato vescovo. Negli anni ’90, una commissione parlamentare d’inchiesta della Duma indica Kirill tra gli agenti reclutati dal Kgb russo, impegnato a seguire da vicino quanto avveniva presso il clero del Patriarcato di Mosca e al Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) a Ginevra. È a capo della Chiesa ortodossa russa dal 27 gennaio 2009.

Secondo quanto riportato dal giornale di opposizione russa Novaya Gazeta, Kirill potrebbe vantare su un patrimonio di almeno 4 miliardi di dollari che potrebbe però arrivare fino ad 8 miliari di dollari. Vanterebbe case di lusso in Svizzera e conti segreti nei quali avrebbe accumulato i proventi derivanti dal commercio di tabacco e birra.

Anne-Sylvie Sprenger, giornalista di protestinfo.ch, ha riferito che Kirill avrebbe fatto la maggior parte della sua fortuna negli anni 2000, ovvero quanto guidava gli Affari esteri del Patriarcato di Mosca e l’Iraq era sottoposto ad embargo statunitense. “Il commercio delle sigarette, affidato alla Chiesa russa, otteneva la decima”, riferisce sempre la giornalista.