Kevin Spacey risarcire produttori

L’attore Kevin Spacey deve risarcire di quasi 31 milioni di dollari i produttori della serie tv House of Cards a causa del “grave danno arrecato allo show dalle sue molestie sessuali nei confronti di alcuni membri dello staff”. A stabilirlo è stato un giudice di Los Angeles che ha respinto il ricorso presentato dall’attore e dai suoi avvocati. Secondo quanto deciso dalla Corte, la condotta tenuta da Kevin Spacey ha provocato “la rottura con colpa del contratto cui era legato, con conseguente danno materiale e di immagine”.

Kevin Spacey deve risarcire i produttori

La sentenza è arriva al termine di oltre tre anni di sfida legale tra le parti. L’udienza probatoria di otto giorni è stata tenuta segreta al pubblico, insieme al resto della controversia, fino a quando un collegio di altri tre arbitri privati ​​ha respinto l’appello di Spacey e ha confermato la decisione che era già stata presa a novembre. Il giudice ha dato dunque ragione ai produttori della serie House of Cards che avevano dovuto licenziare l’attore dopo lo scandalo di molestie sessuali che lo ha riguardato. Ne era seguita l’interruzione della produzione della sesta stagione dello show, che era stata anche riscritta per eliminare il personaggio centrale, Frank Underwood, interpretato da Kevin Spacey. Inoltre, quella stagione era stata ridotta da 13 ad 8 episodi per rispettare le scadenze, con la conseguente perdita di decine di milioni di dollari.

Secondo i difensori di Kevin Spacey, invece, la decisione di escludere l’attore dalla sesta stagione di House of Cards sarebbe arrivata ben prima dell’indagine interna che ha portato i membri dello staff a farsi avanti e, per questo, vi sarebbe la violazione del contratto da parte dei produttori.

Intanto, a luglio 2022, Kevin Spacey si è dichiarato non colpevole a Londra per l’accusa di aver aggredito sessualmente tre uomini, quando era direttore del teatro Old Vic. Verrà ulteriormente processato il prossimo anno, mentre l’altra causa penale contro di lui è stata archiviata nel 2019.