quanto guadagnano i pallavolisti

La nazionale italiana maschile di pallavolo è campione del mondo dopo la vittoria per 3-1 ottenuta contro la Polonia in un match non partito benissimo per gli azzurri, costretti a rimontare un primo set regalato agli avversari. La squadra di Fefè De Giorgi ha saputo però ben reagire, portando a casa il titolo che nel maschile mancava all’Italia da ben 24 anni. Cerchiamo allora di capire quanto guadagnano i pallavolisti italiani.

Quanto guadagnano i pallavolisti

Iniziamo subito col dire che il campionato italiano di pallavolo è uno di quelli in cui gli i pallavolisti guadagnano di più e, dato non trascurabile, non vi è una netta differenza tra le remunerazione degli uomini e delle donne come avviene nel calcio. Partiamo dal volley maschile, con un pallavolista titolare di Serie A che ha uno stipendio annuo medio di 250mila euro. Per dare un ordine di grandezza si pensi che lo stesso valore medio nel calcio italiano è di 1 milione di euro e nel basket nostrano di poco sotto al milione.

Si tratta, come detto, di stipendio medi che possono andare anche di molto sopra la soglia indicata. Wilfredo Leon, del Perugia, ha un contratto di 900mila euro che con gli sponsor arriva ad 1,2 milioni di euro. È lui il pallavolista più pagato al mondo, seguito da Earvin N’Gapeth e Bartosz Kurek, che si aggirano intorno agli 800mila euro annui. In Italia, il secondo per guadagni è Gyorgy Grozer con 500mila euro, seguito da Aaron Russell, Aleksandar Atanasijevic e Ricardo Lucarelli a 450mila euro. Ci sono poi Leal e Abdel-Aziz con 400mila euro e Juantorena e Giannelli con 350mila euro.

Per quel che riguarda le pallavoliste donne, a guidare la classifica delle più pagate è Paola Egonu con circa 400euro euro a stagione, seguita da Kimberly Hill con 240mila euro e da Lucia Bosetti, Malwina Smarzek, Asia Wolosz e Miriam Sylla con 200mila euro. Più in basso troviamo Caterina Bosetti a 170mila euro, Robin De Krujif a 160mila euro e poi Britt Herbots e Cristina Chiribchella a 150mila euro a stagione.

La situazione, sia per le donne che per gli uomini, varia di molto se si scende di categoria. In A2 il massimo della remunerazione è compresa tra 80mila e 100mila euro; in B1 il massimo è 25mila euro mentre in B2 si scende a cifre comprese tra i 5mila e i 10mila euro. In serie C ci sono invece solo premi partita e rimborsi spese per gli atleti.