di Fiorina Capozzi
Alla fiera internazionale dei trasporti di Berlino il caso Italo è un vero e proprio benchmark. Un riferimento che potrebbe essere utile persino alla Deutsche Bahn, mentre la Germania si prepara a una nuova fase della concorrenza sull’alta velocità: FlixTrain ha ordinato 65 nuovi treni AV con cui punta a costruire una seconda grande rete nazionale di lunga percorrenza accanto all’operatore pubblico. Il motivo? Diciotto anni fa Italo è stato il primo operatore ferroviario privato a entrare nel mercato dell’Alta Velocità passeggeri nell’Unione europea in concorrenza con l’operatore storico pubblico. E l’Italia è diventata così il primo vero laboratorio europeo della concorrenza sull’Alta Velocità.
“Nel 2008, per intraprendere questo viaggio a suo modo unico, abbiamo scelto il gruppo Alstom”, ha spiegato Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo, nel corso della conferenza stampa a InnoTrans 2026. Da allora le strade dei due gruppi non si sono più divise e anche per la società francese l’esperienza è stata un unicum. “Grazie all’arrivo di Italo, l’Italia è stata il primo Paese europeo ad introdurre la concorrenza sull’alta velocità ferroviaria, divenendo un esempio da seguire”, ha aggiunto il top manager.
Nel corso degli anni non sono naturalmente mancati i momenti difficili, ma la concorrenza ha fatto bene ai passeggeri. Senza contare che ha anche alimentato nuove commesse nel settore della produzione dei treni, generando crescita e occupazione.
Proprio alla kermesse di Berlino, Italo e Alstom hanno presentato i 12 nuovi treni Avelia Stream ad alta velocità, attualmente in costruzione per il mercato italiano negli stabilimenti di Savigliano, Sesto San Giovanni e Bologna. I nuovi convogli cominceranno a entrare in servizio dalla fine del prossimo anno.
Non solo. I due gruppi hanno anche fatto un bilancio della lunga collaborazione, unica nel suo genere perché nata con un nuovo operatore ferroviario privato ad alta velocità e sviluppata anche nel segmento della manutenzione. Ogni giorno, infatti, oltre 220 professionisti Alstom operano nei depositi di manutenzione, con il Nola Digital Depot al centro dell’ecosistema, dove soluzioni come HealthHub, TrainScanner e TrainTracer sfruttano algoritmi e intelligenza artificiale per anticipare criticità e ottimizzare la manutenzione. Infine, le due società hanno anche fatto il punto sulla collaborazione attraverso Nomad Digital, società del gruppo Alstom, per lo sviluppo di soluzioni di connettività di nuova generazione, tra cui una piattaforma ibrida 5G e satellitare Starlink.
“Siamo partiti con 25 treni AGV, abbiamo scelto nuovamente Alstom quando abbiamo investito su 26 treni EVO, fino ad arrivare al recente ordine di altri 12 modelli Alstom Avelia Stream dedicati al mercato italiano, che cominceranno a entrare in servizio dalla fine del prossimo anno, portando così la nostra flotta a 63 treni”, ha aggiunto La Rocca.
Tutti i treni sono costruiti in Italia, dove Alstom ha un vero e proprio polo di eccellenza dell’alta velocità con 4.900 dipendenti distribuiti in nove stabilimenti. “La forza della partnership tra Alstom e Italo risiede nella fiducia che abbiamo costruito nel tempo e nella nostra capacità di evolvere insieme”, ha dichiarato Michele Viale, managing director di Alstom Italia. “È una collaborazione fondata sulla responsabilità condivisa e sulla comune determinazione a trasformare ogni nuova sfida in un’opportunità di progresso e innovazione”, ha aggiunto il manager, che vede il mercato ferroviario in decisa crescita.
Secondo le stime del gruppo francese, quotato alla Borsa di Parigi, entro il 2050 nel mondo i passeggeri raddoppieranno, passando da 5,96 a 11,74 miliardi l’anno. Di conseguenza, il mercato ferroviario passerà da 119 a 139 miliardi di euro, all’interno di un nuovo sistema di mobilità ecocompatibile e intelligente. Alstom, uno dei principali player del settore, è cresciuta a un tasso del 3% annuo.
Quanto all’Italia, il percorso di trasformazione è stato fortemente sostenuto dai fondi del Pnrr. “C’è stata una forte spinta a rinnovare il sistema ferroviario con i fondi europei – ha concluso Viale –. Ora è però necessario che il Paese continui ad investire per completare la trasformazione e innovare il sistema del trasporto ferroviario italiano”.
















