Il fenomeno si chiama italian sounding, ovvero l’imitazione o l’evocazione di nomi e immagini di prodotti italiani a fini commerciali. Ad esempio, usando il tricolore o immagini che richiamano l’Italia, come la Torre di Pisa o il Colosseo. Così i vini Barollo, Montecino e Vinoncella compaiono sugli scaffali internazionali con nomi smaccatamente evocativi di Barolo, Montalcino e Valpolicella. Stessa sorte per il Parmesan e la zottarella.

Questo “qui pro quo” (non si può infatti chiamare legalmente contraffazione) inganna di fatto i consumatori, ma porta anche un danno significativo all’export agroalimentare italiano. Senza questa pratica, le esportazioni del settore potrebbero raddoppiare. Rispetto ai 63 miliardi attuali schizzare quindi a quota 126 miliardi di euro

Il rapporto “Italian Sounding 2024”

Questi dati emergono dal rapporto “Italian Sounding 2024: quanto vale e come trasformarlo in export made in Italy“, presentato a Bormio durante l’ottava edizione del forum “La Roadmap del futuro per il Food & Beverage“. Secondo l’analisi, l’italian sounding è una pratica legale, a differenza della contraffazione. Detto questo, rappresenta comunque una minaccia per l’autenticità dei prodotti italiani.
I paesi dove il fenomeno è più diffuso includono Giappone, Brasile, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.

Le Regioni più colpite

In termini di perdita economica, le regioni italiane più danneggiate sono:

  • Lombardia: 10,2 miliardi di euro

  • Veneto: 10 miliardi di euro

  • Emilia-Romagna: 9,9 miliardi di euro

  • Piemonte: 8,7 miliardi di euro

  • Campania: 5,5 miliardi di euro

Queste regioni sono particolarmente vulnerabili perché concentrano la loro esportazione su prodotti ad alta intensità di italian sounding, come quelli a base di carne e lattiero-caseari.

I prodotti più imitati

Le categorie di prodotti italiani più imitate includono:

  • Ragù

  • Parmigiano e Grana

  • Aceto balsamico

  • Pesto e altri condimenti

Le misure di tutela

Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House-Ambrosetti, ha sottolinea l’importanza della tutela del Made in Italy attraverso l’implementazione di nuovi regolamenti Dop e Igp a partire dal 2024. Questi regolamenti permetteranno alle associazioni di produttori di combattere più efficacemente le pratiche ingannevoli.